MILANO – Una volta si chiamava semplicemente “usato", oppure “di seconda mano”. Poi sono sbarcati i termini inglesi, come a voler certificare una parabola che dalla pura convenienza l’ha trasformato in una scelta etica, quasi “cool”. E così è diventato “second hand”, ma anche “pre owned” o addirittura “pre loved”, soprattutto se postato e viralizzato dagli influencer. Tutto questo mondo è in forte crescita e ora anche l’Ikea ci si butta, lanciando un proprio portale dedicato allo scambio di mobili usati direttamente tra utenti.
Il colosso svedese dell’arredamento a prezzi abbordabili, racconta il Financial Times, è pronto alla sfida a Ebay, Craigslist e Gumtree con la sua piattaforma peer-to-peer in cui i clienti possono vendere mobili di seconda mano tra di loro. Si chiama Ikea Preowned e, come spesso accade quando si tratta di questo genere di innovazioni, partirà in fase test da Madrid e Oslo fino alla fine dell'anno. L’obiettivo dichiarato al quotidiano della City dal Jesper Brod…
MILANO – Una volta si chiamava semplicemente “usato", oppure “di seconda mano”. Poi sono sbarcati i termini inglesi, come a voler certificare una parabola che dalla pura convenienza l’ha trasformato in una scelta etica, quasi “cool”. E così è diventato “second hand”, ma anche “pre owned” o addirittura “pre loved”, soprattutto se postato e viralizzato dagli influencer. Tutto questo mondo è in forte crescita e ora anche l’Ikea ci si butta, lanciando un proprio portale dedicato allo scambio di mobili usati direttamente tra utenti.
Il colosso svedese dell’arredamento a prezzi abbordabili, racconta il Financial Times, è pronto alla sfida a Ebay, Craigslist e Gumtree con la sua piattaforma peer-to-peer in cui i clienti possono vendere mobili di seconda mano tra di loro. Si chiama Ikea Preowned e, come spesso accade quando si tratta di questo genere di innovazioni, partirà in fase test da Madrid e Oslo fino alla fine dell'anno. L’obiettivo dichiarato al quotidiano della City dal Jesper Brodin, amministratore delegato di Ingka, il principale operatore dei negozi Ikea, è comunque quello di portarlo su scala globale.
Secondo i dati di StraitsResearch il mercato globale dei mobili di seconda mano è al centro di un trend di forte rialzo. Ha superato i 38 miliardi di dollari di valore nel 2023, ma si prevede un sostanziale raddoppio sopra quota 75 miliardi da qui al 2032, con una crescita media annua che sfiora l’8%. Consumatori attenti ai budget, studenti, giovani professionisti ma anche chi si appoggia a spazi di lavoro temporaneo: sono questi gli artefici del boom. Pare che anche il Covid abbia avuto un ruolo in questo, con la necessità di riadattare gli spazi di casa e anche con il “ritorno” di molte persone nei loro luoghi d’origine dove non erano strutturati per lavorare. Anche Grand View Research ha una simile proiezione di crescita annua: Letti, tavoli e scrivanie, divani sono gli oggetti in cima alla lista della spesa, in questo particolare ambito. E sottolinea come il diffondersi di stili di consumo più attenti alla sostenibilità ambientale “tifino” per il riutilizzo. Argomento che fa breccia anche in Italia, dove il mercato della “seconda mano” nel suo complesso (non solo arredamento) vale 26 miliardi ed è sul podio dei comportamenti sostenibili preferiti dagli italiani.
Ora anche Ikea è pronta a sbarcare in questa arena, dunque. D’altra parte il colosso nordico sta attuando una strategia di rilancio che punta alla trasformazione della sua presenza sul territorio: dal classico grande capannone fuori città dove si vanno a ritirare i mobili smontati per poi mettersi in casa propria con brugole e cacciaviti, a rete che ha anche presenza (su superfici ovviamente più piccole) in centro e più attenta all’offrire servizi di assistenza e montaggio.
Una installazione Ikea in occasione della Design Week di Milano
Una installazione Ikea in occasione della Design Week di Milano
Il marketplace dell’usato è un tassello di questa evoluzione, e decisamente un passo più lungo di quanto sperimentato finora ovvero qualche offerta per riacquistare i mobili dai clienti e rivenderli in negozio. L’approccio punta tanto sull’aspetto sostenibile, tanto che se si fa un giro sul portale (immaginando di essere a Madrid) al primo punto della presentazione si legge che “ogni anno milioni di mobili di seconda mano buoni e funzionali vengono buttati via. Tenendo i mobili Ikea fuori dalle discariche e trovando loro una nuova casa, speriamo di incoraggiare la riduzione dei rifiuti e di allungare la vita dei nostri prodotti”. Sul sito si trova dalla scatola porta-scarpe per pochi euro al grande armadio che ne costa oltre 300.
Dietro questo principio, il ragionamento commerciale è che già sulle altre piattaforme fiorisce la compravendita di mobili svedesi, quindi perché lasciarsi sfuggire l’opportunità di tenere questi clienti dentro il proprio ambiente? Chi vuole vendere può postare il proprio annuncio e la proposta di prezzo, il sistema di Ikea aggiunge automaticamente le proprie immagini promozionali e le dimensioni del prodotto. Chi compra si preoccupa del ritiro presso il venditore; chi vende può scegliere se incassare il corrispettivo direttamente sul suo conto corrente, oppure in buoni acquisto Ikea. In questo caso si vede maggiorare del 15% l’introito. Per il momento le inserzioni sono gratuite, non è esclusa in futuro una commissione che il manager comunque definisce “simbolica”.
Per quanto riguarda l’Italia, al momento l’azienda non riferisce di una tabella di marcia per l’arrivo di Preowned. Si spiega però che nell’anno fiscale 2023 la divisione italiana di Ikea è stata la prima nella classifica del Product Recovery Index, a testimonianza dell’interesse della clientela per il tema: il punto vendita di Milano Carugate ha registrato le performance migliori seguito da quello di Catania e da quello di Corsico con 166 mila articoli. Nel cosiddetto “Angolo della circolarità” che è presente nei negozi Ikea in Italia (dove si trovano i prodotti restituiti dai clienti quelli provenienti dall’esposizione) quest’anno Ikea ha venduto 3 milioni di prodotti. Da settimana scorsa ha lanciato – in partnership con Grenke, controllata dalla multinazionale tedesca quotata alla borsa di Francoforte - anche il nuovo servizio di noleggio operativo che permetterà ai clienti possessori di partita Iva di noleggiare mobili Ikea per un periodo di tempo determinato, anziché acquistarli. Al termine del contratto, il cliente potrà scegliere se restituire o meno i prodotti che, in caso, verranno rivenduti all’Angolo della Circolarità.