Economia

Altolà della Lega sulle pensioni: “Le finestre non si toccano”

Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon

Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon

 (ansa)
Scintille dopo l’ipotesi di allungare i tempi per le uscite anticipate di 6-7 mesi. Il Mef smentisce: “Fantasie premature”. Durigon se la prende con la Ragioneria: “Sempre a cercare numeretti...”. Insorgono sindacati e opposizione

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ROMA — Scintille sulle pensioni. L’ipotesi, vagliata dai tecnici, di allungare di 6-7 mesi la finestra per le uscite anticipate trova non solo la contrarietà di sindacati e opposizioni. Ma un forte altolà politico della Lega, espresso dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon che ha la delega alla previdenza: «Non so se c’è qualcuno nella Ragioneria che cerca sempre di trovare i numeretti e quindi innalzare questa soglia», quella di 42 anni e 10 mesi di contributi versati a prescindere dall’età anagrafica, uno in meno per le donne. «Ma le finestre non si toccano».

Il piano settennale

A stretto giro, dal ministero dell’Economia arriva una nota per definire «fantasiose e premature» le «indiscrezioni» sulla manovra circolate «in questi giorni». E per annunciare che il ministro Giancarlo Giorgetti è rientrato dalle ferie ieri ed è «al lavoro sul piano strutturale per consegnare il documento a Bruxelles e in Parlamento nel rispetto dei tempi». Si tratta del piano settennale per ridurre deficit e debito richiesto dal nuovo Patto di stabilità Ue e basato sul taglio della spesa primaria. «Il ministro dell’Economia porterà il piano entro metà settembre in Consiglio dei ministri per l’approvazione».

Quota 41

Il quadro politico però tutto sembra tranne che pacifico. La premier Giorgia Meloni, rientrata anche lei ieri a Palazzo Chigi, vedrà i leader della sua maggioranza, Matteo Salvini e Antonio Tajani, venerdì 30. Sul tavolo soprattutto temi economici, a partire dalla grana pensioni. L’attacco di Durigon alla Ragioneria mette nel mirino tutte le strutture tecniche che in queste ore fanno simulazioni per tagliare, anziché spendere.

La Lega, si sa, vuole Quota 41. Mentre l’ipotesi di allungare le finestre porterebbe l’uscita anticipata fino a 43 anni e 5 mesi di contributi per gli uomini, 42 anni e 5 mesi per le donne. Di fatto, Quota 42 e Quota 43. L’impatto della finestra allungata (oggi è di tre mesi) ritarderebbe l’uscita di moltissimi pensionandi: secondo i primi calcoli, tra 100 mila e 200 mila.

La reazione di opposizioni e sindacati

«Il governo continua a colpire i lavoratori che hanno diritto alla pensione», reagisce l’ex ministro pd del Lavoro Andrea Orlando. «L’ennesimo massacro sulle pensioni», chiosa Gianmauro Dell’Olio (M5S). «Altro che abolire la legge Fornero, la Lega è smentita dai fatti», aggiunge Raffaella Paita (Iv).

Reagiscono anche i sindacati. Il leader Cisl Luigi Sbarra chiede al governo di «convocare subito le parti sociali». Lara Ghiglione (Cgil) parla di «vergogna» per un governo che «continua a fare cassa sulle pensioni». E aggiunge: «Se teniamo le persone in servizio così tanto, i giovani quando iniziano a lavorare?». Vera Buonomo (Uil) reputa «inaccettabile che si parli di pensioni senza confronto con i sindacati», mentre circolano ipotesi che sono «un attacco diretto ai diritti dei lavoratori».

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