Pechino studia la stretta sulle pensioni: verso un maxi-aumento dell’età per uscire dal lavoro
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Compagni, bisogna andare in pensione più tardi. Il Partito ci riprova per l’ennesima volta, ora con buone possibilità di riuscirci. L’Assemblea Nazionale del Popolo (il “parlamento” cinese) sta discutendo in questi giorni una proposta del governo per spostare in avanti “gradualmente” l'età pensionabile.
Qui il buen retiro si raggiunge molto prima rispetto alle altre principali economie del mondo: le donne a 55 anni (o a 50 in alcuni lavori usuranti), mentre gli uomini a 60 anni. Un sistema non più sostenibile affermano da tempo gli esperti: l'aspettativa di vita che si allunga, il calo delle nascite, la popolazione in età da lavoro che diminuisce, i rallentamenti dell’economia. Ecco perché la Cina si sente sempre più pressata a compiere una delle scelte più impopolari.
PECHINO - Compagni, bisogna andare in pensione più tardi. Il Partito ci riprova per l’ennesima volta, ora con buone possibilità di riuscirci. L’Assemblea Nazionale del Popolo (il “parlamento” cinese) sta discutendo in questi giorni una proposta del governo per spostare in avanti “gradualmente” l'età pensionabile.
Qui il buen retiro si raggiunge molto prima rispetto alle altre principali economie del mondo: le donne a 55 anni (o a 50 in alcuni lavori usuranti), mentre gli uomini a 60 anni. Un sistema non più sostenibile affermano da tempo gli esperti: l'aspettativa di vita che si allunga, il calo delle nascite, la popolazione in età da lavoro che diminuisce, i rallentamenti dell’economia. Ecco perché la Cina si sente sempre più pressata a compiere una delle scelte più impopolari.
Una bozza pubblica ancora non c’è (si attende il testo completo della decisione venerdì, quando finiranno i lavori dell'Assemblea), ma secondo alcune indiscrezioni il piano dovrebbe prevedere uno slittamento graduale di due mesi ogni anno in modo che l'età pensionabile per gli uomini arrivi a 65 anni e per le donne a 60 entro il 2055. Il recente Terzo Plenum del Partito di luglio del resto ha inserito la riforma delle pensioni tra quelle “necessarie”, sottolineando la “volontarietà” e la “flessibilità” dell’operazione, quindi forse ora andrà in porto davvero.
Ma già ci sono malumori. “I giovani non riescono a trovare lavoro, le persone di mezza età sono preoccupate di essere licenziate e ora c'è un altro problema: gli anziani non possono andare in pensione”, scrive un utente su Weibo. Altri commenti sullo stesso social: “Gli anziani non saranno in grado di prendersi cura dei nipoti, i giovani avranno ancora meno tempo per prendersi cura dei figli, è un circolo vizioso”; “Si può pensare di farlo solo quando avremo istruzione e assistenza sanitaria gratuite”; “Perché prima non si risolve il problema della disoccupazione?”.
La stampa di Stato ha già messo in moto invece l’operazione-sostegno, sintomo che il governo sta testando le acque per capire come sarà accolta la proposta. “È una scelta inevitabile”, dice al Quotidiano del Popolo Mo Rong, direttore dell'Accademia cinese del lavoro e delle scienze sociali. “La decisione è in linea con le norme internazionali e con i cambiamenti nella demografia e nello sviluppo sociale ed economico della Cina”, scrive il Global Times.
Nel 1949 quando i comunisti presero il potere l’aspettativa di vita era di 36 anni, ora è salita a 78. La popolazione in età lavorativa cala, il che significa una riduzione del gettito fiscale e dei contributi a un sistema pensionistico già sottoposto a enormi pressioni. Secondo una ricerca dell’Accademia delle scienze sociali il denaro accumulato nei fondi pensione cinesi si azzererà nel 2035: ma lo studio è del 2019, precedente al Covid, che ha colpito duramente l’economia. Tra dieci anni gli over 60 raggiungeranno i 400 milioni. Compagni, bisogna andare in pensione più tardi.