Economia

Auto, Tavares: “No a modifiche delle regole di emissioni Co2 ora, sarebbe surreale”

L'ad di Stellantis, Carlos Tavares

L'ad di Stellantis, Carlos Tavares

 (ansa)

L’ad di Stellantis non appoggia la linea dell’Acea e dell’ad di Renault de Meo che chiede all’Europa uno slittamento di due anni della stretta prevista per il 2025. Sulle case potrebbero piombare 15 miliardi di multe

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TORINO – “Sarebbe surreale cambiare le regole europee sulle emissioni di Co2 ora, come chiedono alcune case automobilistiche”. Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, non appoggia la linea dell’Acea, il club dei costruttori europei da cui Stellantis si è staccata due anni fa, e nemmeno del presidente, Luca de Meo, amministratore delegato di Renault. Il tema è quello dei limiti di emissioni di Co2: nel 2025 ci sarà da parte di Bruxelles l’applicazione di regole più restrittive sulla quantità di emissioni delle auto vendute e se non verranno rispettati i limiti scatteranno multe salate da parte dell’Europa. De Meo, lanciando l’allarme, ha parlato di un qualche cosa come 15 miliardi di euro, chiedendo alla Ue di rivedere queste scadenze considerando la crisi generale del mercato e la vendita molto bassa di mezzi elettrici, calate ancora dopo che la Germania ha anticipato la fine dei suoi ecobonus L’unico modo per evitare le sanzioni è alzare le quote di vendita di vetture con la batteria.

L’idea dell’Acea è di posticipare di due anni. Tavares non è d’accordo. "Dal punto di vista della concorrenza, che è così cara all'Unione Europea, sarebbe surreale cambiare le regole ora”, ha detto Tavares in un'intervista alla Afp. “Tutti conoscono le regole da molto tempo, tutti hanno avuto il tempo di prepararsi, e quindi ora stiamo correndo”, ha detto l’ad di Stellantis, secondo costruttore in Europa, che si oppone da tempo all'attuazione di norme troppo restrittive per l'industria automobilistica, sostenendo che le auto elettriche non si venderanno se rimangono troppo costose.

Il limite di emissioni di CO2 calcolate secondo lo standard WLTP nel 2025 scenderanno per le autovettura da 116 a 93,6 g/km e per i mezzi commerciali leggeri (fino a 3,5 tonnellate) da 185 a 154 g/km (-17%). I progressi sull’elettrico nel 2024 sono modesti. Il mercato infatti, piuttosto che le auto elettriche, sta premiando le ibride che assicurano una ritmo di riduzione della CO2 meno rapido. Secondo un report DataForce i costruttori che sono più vicini all’obiettivo sono BMW (106 g/km) e Toyota (105 g/km), quelli più lontani sono invece Ford (124 g/km) e Volkswagen (121 g/km), mentre Stellantis oggi è a 113 g/km.

“Il dogmatismo (dei decisori europei) è stato infranto contro il muro della realtà”, ha spiegato l’ad di Stellantis dal Concorso di Eleganza di Chantilly dove era nella giuria. “Siamo in un sistema in cui il regolatore vuole che i consumatori comprino queste auto, e il consumatore dice no, grazie, non a quel prezzo”. E poi Tavares aggiunge: “Ma ora abbiamo le auto, ci siamo organizzati per effettuare le vendite necessarie, stiamo col fiato sul collo di Tesla e ci viene detto che ci saranno dei disastri. Ma dovevamo pensarci prima, giusto?”.

In ballo ci sono anche le strategie e i miliardi già investiti nelle piattaforme e nei modelli, Stellantis, gruppo che ha come primo azionista Exor che controlla anche Repubblica, è stato uno dei primi produttori europei a lanciare un piano, Dare Forward 2030, tutto orientato all’elettrico. Non solo. Stellantis dice no ai all’acquisto di crediti, che permettono ai produttori più inquinanti di acquistare bonus da quelli meno inquinanti, come Tesla, per evitare le multe. "Ci siamo imposti dal punto di vista etico di non comprare crediti – dice Tavares – perché pensiamo che dobbiamo davvero dare un contributo alla riduzione emissioni”.

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