MILANO – Il prelievo sugli extraprofitti di banche e assicurazioni potrebbe valere 1,7 miliardi in caso la misura avesse una durata biennale. È la stima formulata dagli analisti di Intermonte sull’ipotesi di tassa a cui pensa il governo. Tassa che questa mattina ha spinto alk ribasso tutti i titoli del comparto finanziario. I titoli del credito sono tra i peggiori a Piazza Affari: Bper cede il 2,1%, Banco Bpm l'1,7%, Unicredit l'1,6%, Popolare di Sondrio l'1,5%, Mps l'1,3% e Intesa l'1,1%.
Gli analisti di Intermonte stimano un incasso di 900 milioni da banche, assicurazioni e asset manager quotati, ipotizzando, sulla base delle ricostruzioni di stampa, un 2% in più di tax rate per 12 mesi, e di 1,7 miliardi se il prelievo si applica a 24 mesi. In ogni caso l'impatto calcolato sui 12 mesi sarebbe "marginale", scrive Intermonte, rappresentando lo 0,4% della capitalizzazione di mercato dei titoli coinvolti e il 3% dei loro profitti. Da utilities e società dell'energia l'incasso sarebbe di 700 milioni per 12 mesi e "sostanzialmente" doppio per 24 mesi.
Secondo Mediobanca le indiscrezioni di un contributo di solidarietà dell'1-2% sui profitti degli ultimi due anni sono "negative" per l'andamento in Borsa in quanto "l'incertezza" sulle possibili misure, di cui non sono chiare la scala e il raggio d'azione, "è di solito riflessa dal mercato con una generale contrazione dei multipli". "Per le banche coinciderebbe paradossalmente con un rallentamento macro e con la discesa dei tassi di interesse che probabilmente ridurranno i profitti del settore"