Unicredit-Commerz, l’Ue apre alle nozze: “Giuste le fusioni”. E l’istituto tedesco annuncia la nuova ceo Orlopp
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniÈ una scena che a Francoforte non si vedeva da anni. Diversi dipendenti, sindacalisti e persino quattro rappresentanti dei lavoratori che siedono nel consiglio di sorveglianza di Commerzbank si sono riuniti davanti alla sede del colosso bancario tedesco per manifestare contro la “fusione dell’orrore” con Unicredit, come recitava uno dei cartelli. E il più agguerrito esponente del sindacato Ver.di, Stefan Wittmann, è tornato ad agitare lo spauracchio della perdita di posti di lavoro, se la seconda maggiore banca tedesca dovesse finire in mani italiane: “Se è inevitabile, pensiamo che due terzi dei posti di lavoro spariranno e che ci sarà un altro taglio significativo alle filiali”.
Commerzbank impiega 40mila dipendenti. Anche il vicepresidente della ba…
È una scena che a Francoforte non si vedeva da anni. Diversi dipendenti, sindacalisti e persino quattro rappresentanti dei lavoratori che siedono nel consiglio di sorveglianza di Commerzbank si sono riuniti davanti alla sede del colosso bancario tedesco per manifestare contro la “fusione dell’orrore” con Unicredit, come recitava uno dei cartelli. E il più agguerrito esponente del sindacato Ver.di, Stefan Wittmann, è tornato ad agitare lo spauracchio della perdita di posti di lavoro, se la seconda maggiore banca tedesca dovesse finire in mani italiane: “Se è inevitabile, pensiamo che due terzi dei posti di lavoro spariranno e che ci sarà un altro taglio significativo alle filiali”.
Commerzbank impiega 40mila dipendenti. Anche il vicepresidente della banca, Uwe Tschaege, era in piazza e ha detto “non la vogliamo” in merito all'ipotesi di acquisizione dell'istituto da parte di UniCredit.
Intanto, in serata è arrivato un nuovo colpo di scena, la notizia di un ricambio anticipato ai vertici: l'attuale direttrice finanziaria Bettina Orlopp sarà "a breve" la nuova ad di Commerz; sostituisce Manfred Knof, che scadeva alla fine del 2025. È la prima donna a guidare l’istituto nei suoi 154 anni di storia. I media tedeschi avevano anticipato la mossa, e la decisione arriva alla vigilia di una settimana cruciale, in cui i vertici riuniti a Francoforte discuteranno la mossa di Andrea Orcel.
La sfida finanziaria dell’anno continua ad agitare anche la politica: ieri è arrivata una puntualizzazione importante da Bruxelles, dopo che qualche commento positivo sulla fusione eventuale tra Unicredit e Commerz era già stato espresso da alcuni banchieri centrali dell’eurozona e dalla presidente della Bce Christine Lagarde. Secondo la portavoce della Commissione europea Veerle Nuyts, interpellata sulle eventuali restrizioni che potrebbero essere imposte dalle regole del Mercato interno, “sono consentite solo se proporzionate e basate su interessi legittimi". Ci devono essere, insomma, "motivi di sicurezza pubblica o ordine pubblico o motivi imperativi di interesse generale come la giustizia”. E qui non se ne vedono.
Ma la Germania comincia a scivolare in una lunga campagna elettorale per le politiche del 2025, e Olaf Scholz si ritrova sul tavolo, oltre al dossier Commerz, la crisi del settore automobilistico e dell’acciaio, i licenziamenti minacciati da Volkswagen e il doloroso rinvio della costruzione del mega impianto di Intel in Magdeburgo.
E su Unicredit, un giornale finanziario autorevole come l’Handelsblatt continua a sfornare articoli in cui si meraviglia del caos scoppiato nel governo dopo l’annuncio della scalata di Orcel. Oggi un editorialista ricordava che “la partecipazione dello Stato ha impigrito, forse, Commerzbank, negli ultimi sedici anni. Non ha fatto in modo che l’istituto si ingrandisse o divenisse più profittevole. Con un valore in Borsa che continua a stare sotto ai 20 miliardi di euro, (Commerz) fa parte, piuttosto, degli attori minori del panorama bancario europeo”.
È tornato a farsi sentire anche il ministro delle Finanze, Christian Lindner, che dall’inizio della scalata avviata da Orcel la scorsa settimana ha usato toni meno ostili agli italiani rispetto a quelli trapelati dalla cancelleria ed espressi lunedì scorso a chiare lettere dal cancelliere Scholz. Il leader dei liberali tedeschi ha sottolineato che è compito di Commerzbank quello di bloccare, eventualmente, l’assalto di Unicredit. “È una questione che riguarda il cda e il consiglio di sorveglianza”.
L’unico intervento che il governo può fare è sulle quote che continua a detenere, il 12%. E quelle, ha ricordato Lindner, sono state già congelate. In più, il leader Fdp ha osservato che “lo Stato non può restare a lungo termine azionista di una banca”. L’unico intervento che il governo può fare è sulle quote che continua a detenere, il 12%. E quelle, ha ricordato Lindner, sono state già congelate. In più, il leader Fdp ha osservato che “lo Stato non può restare a lungo termine azionista di una banca”.