Spazi ibridi, formazione, trasparenza & co: le sei tendenze del lavoro del futuro
di Giulia CimpanelliUn giovane su due “da grande” vorrebbe fare l’imprenditore. La Commissione Europea stima che il 46% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 30 anni prende in considerazione la possibilità di avviare un’attività in proprio. È una delle tendenze che cambierà il mondo del lavoro e le professioni da qui ai prossimi dieci anni secondo una ricerca condotta da Strategy Innovation, società di consulenza nata come spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, per conto di Edenred Italia, azienda leader del settore degli employee benefit. Dalla transizione digitale a quella green, passando per i cambiamenti di mentalità e di aspirazione delle nuove generazioni il mondo del lavoro e le imprese sono chiamati a cambiare completamente modelli e paradigmi.
Lo studio si concentra su sei distinte tendenze che stanno attualmente influenzando l'evoluzione del mondo del lavoro. Ognuna di queste anticipa l'emergere di specifiche competenze professionali e nuove professioni.
Un giovane su due “da grande” vorrebbe fare l’imprenditore. La Commissione Europea stima che il 46% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 30 anni prende in considerazione la possibilità di avviare un’attività in proprio. È una delle tendenze che cambierà il mondo del lavoro e le professioni da qui ai prossimi dieci anni secondo una ricerca condotta da Strategy Innovation, società di consulenza nata come spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, per conto di Edenred Italia, azienda leader del settore degli employee benefit. Dalla transizione digitale a quella green, passando per i cambiamenti di mentalità e di aspirazione delle nuove generazioni il mondo del lavoro e le imprese sono chiamati a cambiare completamente modelli e paradigmi.
Lo studio si concentra su sei distinte tendenze che stanno attualmente influenzando l'evoluzione del mondo del lavoro. Ognuna di queste anticipa l'emergere di specifiche competenze professionali e nuove professioni.
In primo luogo, assistiamo all'emergere di spazi di lavoro sempre più ibridi e flessibili. Tradotto: i giovani lavoratori chiedono lavoro “smart” e flessibilità. Per questo i tradizionali uffici stanno lasciando – o dovranno lasciare - il posto ad ambienti adattabili che sfumino il confine tra vita professionale e personale. Questa evoluzione richiede nuove figure professionali come il Remote Work Facilitator e il Designer di uffici, incaricati di ripensare gli spazi lavorativi per adattarli alle nuove esigenze.
Per i giovani la trasparenza aziendale è un valore fondamentale. Diventa quindi per le aziende un fattore cruciale per la fidelizzazione dei dipendenti. Le imprese sono chiamate a comunicare in modo chiaro non solo gli aspetti economici, ma anche i benefit, le opportunità di carriera e la cultura organizzativa. Welfare Manager e Head of Esg diventano figure chiave per gestire questi aspetti e promuovere un ambiente di lavoro sostenibile e attrattivo.
Il terzo trend riguarda la gestione dei dati personali e biometrici dei dipendenti. Con l'aumento dell'utilizzo di dispositivi tecnologici sul lavoro, cresce l'importanza di figure come il Data protection officer e l'analista di dati biometrici, essenziali per garantire la sicurezza e la conformità nella gestione di informazioni sensibili. Parallelamente, emerge il ruolo del Chief happiness officer, evoluzione dell'Hr Manager, focalizzato sul benessere e la soddisfazione dei lavoratori.
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L'intelligenza artificiale e l'automazione stanno ridefinendo molte mansioni, soprattutto nel settore manifatturiero. Contrariamente ai timori diffusi, queste tecnologie non sostituiranno le persone, ma favoriranno lo sviluppo di nuove professioni che valorizzano il lavoro umano e toglieranno agli addetti mansioni ripetitive. Nascono così figure come l'auditor di algoritmi, il detective dei dati e il virtual reality designer, incaricati di gestire l'interazione tra uomo e macchina in modo etico e efficiente.
Con il repentino avvicendarsi delle nuove tecnologie, la formazione continua diventa parte integrante della vita lavorativa. Le aziende dovranno investire nello sviluppo professionale dei dipendenti per rimanere competitive, sfruttando anche le risorse messe a disposizione dall'Unione Europea. Formatori ed e-Learning developer saranno figure sempre più essenziali.
Infine, come già sottolineato, si registra una crescente propensione all'imprenditorialità tra i giovani. Quasi la metà dei giovani europei considera la possibilità di avviare un'attività in proprio. Ci si aspetta quindi un aumento di startupper, influencer e content creator.