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I metalmeccanici in piazza: “Impegni da governo e aziende”

(ansa)

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Manca (Stellantis): “Vogliamo rimanere in Italia: dal 2021 investiti 6 miliardi. Falso dire che non c’è un piano”
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ROMA – In strada per chiedere un cambio di marcia per l’industria italiana dell’auto. Il primo sciopero unitario di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil dopo 40 anni, con manifestazione in piazza del Popolo, non solo delle fabbriche Stellantis, ma di tutto il settore auto. Per le sigle metalmeccaniche la questione non è solo legata al futuro degli impianti del gruppo guidato da Carlos Tavares in Italia, su cui i lavoratori vogliono impegni precisi. I 20 mila che ieri sono scesi in strada chiedono garanzie anche al governo dopo un anno di discussioni e tavoli al ministero che hanno portato ad un nulla di fatto.

Oggi Urso riconvocherà Stellantis, gruppo che ha come primo azionista Exor che controlla Repubblica, per una nuova riunione. L’accordo con il prod…

ROMA – In strada per chiedere un cambio di marcia per l’industria italiana dell’auto. Il primo sciopero unitario di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil dopo 40 anni, con manifestazione in piazza del Popolo, non solo delle fabbriche Stellantis, ma di tutto il settore auto. Per le sigle metalmeccaniche la questione non è solo legata al futuro degli impianti del gruppo guidato da Carlos Tavares in Italia, su cui i lavoratori vogliono impegni precisi. I 20 mila che ieri sono scesi in strada chiedono garanzie anche al governo dopo un anno di discussioni e tavoli al ministero che hanno portato ad un nulla di fatto.

Oggi Urso riconvocherà Stellantis, gruppo che ha come primo azionista Exor che controlla Repubblica, per una nuova riunione. L’accordo con il produttore italo-francese è ancora lontano. I sindacati provano ad alzare il livello: «La piazza dice una cosa precisa: è ora che si negozi a Palazzo Chigi», sottolinea dal palco il leader della Fiom-Cgil, Michele De Palma. «Le nostre richieste sono di dare una svegliata alla politica, di dare una svegliata alle aziende dell’auto e a quelle della componentistica, a partire anche da un grande produttore del nostro Paese, Stellantis. La situazione che sta precipitando, bisogna invertire la rotta», dice il segretario generale della Fim-Cisl Ferdinando Uliano. «Vogliamo una transizione giusta che metta al centro il lavoro e il futuro dell’auto in Italia. Vogliamo produrre auto, non cassa integrazione», dice Rocco Palombella della Uilm-Uil.

«Falso che non abbiamo un piano», dice Giuseppe Manca, responsabile Risorse Umane di Stellantis in Italia, intervenuto all’Aria che Tira su La7. «Lo sciopero esprime un disagio, è chiaro, ma bisogna abbassare tutti i toni e dialogare. Noi vogliamo rimanere in Italia. Dal 2021 Stellantis ha già investito in Italia 6 miliardi di euro». Il 2025 sarà ancora difficile, ma «nel 2026 il quadro migliorerà».

L’opposizione si è presentata unita alla manifestazione per chiedere un cambio di passo a Stellantis e un intervento del governo sul comparto. La segretaria del Pd, Elly Schlein chiama in causa subito il governo Meloni: «Sosteniamo le ragioni di questo sciopero, abbiamo molta preoccupazione per il futuro dell’automotive e chiediamo un impegno a Stellantis ma anche al governo Meloni. Serve garantire la produzione e investire in ricerca e sviluppo e serve un intervento dello Stato». Carlo Calenda, leader di Azione, arriva in Piazza del Popolo appena entra il corteo: «Il governo Meloni deve subito varare un pacchetto di aiuti a tutto il comparto auto, non solo a Stellatis. Tavares a Elkann devono rispettare gli impegni, nel 2017 con Marchionne si producevano oltre un milione di auto, oggi siamo a meno della metà».

Subito dopo arriva il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: «Il governo deve chiamare Stellantis per chiarire le strategie imprenditoriali per l’Italia. L’azienda non può e non deve eludere gli impegni presi anche perché ha ricevuto soldi degli italiani». E Angelo Bonelli di Avs aggiunge che «il governo Meloni invece di dire no a tutti deve accettare la sfida della transizione ecologica». Nicola Fratoianni attacca Matteo Salvini: «Noi siamo in piazza con gli operai per difendere il lavoro, Salvini è in piazza contro i magistrati, l’immagine di un Italia alla rovescia».

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