Il piano pubblico per internet super veloce è in super ritardo. Il governo rassicura, ma i numeri parlano chiaro
di Alessandro LongoIl piano pubblico da 3,8 miliardi di euro per dare all’Italia l’internet più veloce, quella del futuro, è arrivato a meno di un terzo dello sviluppo e manca meno di un anno e mezzo per completarlo. Va fatto entro il 2026, per i vincoli imposti dall’Europa su questi fondi, del Pnrr. È un bilancio amaro che viene dagli ultimi dati pubblicati dalla società pubblica Infratel (che sovraintende a questi piani), aggiornati al 30 settembre.
Superato il “traguardo di un milione di indirizzi civici connessi”, scrive trionfante Infratel, ma – come nota la testata specializzata Corcom – è davvero poco, solo il 29 per cento del target. Tanto tempo si è perso e ora bisogna correre, il Governo lo sa e così si spiegano anche i contestati abboccamenti tra la premier Giorgia Meloni ed Elon Musk, che promette all’Italia una soluzione “tappa buchi” con i suoi satelliti per dare internet.
Il piano pubblico da 3,8 miliardi di euro per dare all’Italia l’internet più veloce, quella del futuro, è arrivato a meno di un terzo dello sviluppo e manca meno di un anno e mezzo per completarlo. Va fatto entro il 2026, per i vincoli imposti dall’Europa su questi fondi, del Pnrr. È un bilancio amaro che viene dagli ultimi dati pubblicati dalla società pubblica Infratel (che sovraintende a questi piani), aggiornati al 30 settembre.
Superato il “traguardo di un milione di indirizzi civici connessi”, scrive trionfante Infratel, ma – come nota la testata specializzata Corcom – è davvero poco, solo il 29 per cento del target. Tanto tempo si è perso e ora bisogna correre, il Governo lo sa e così si spiegano anche i contestati abboccamenti tra la premier Giorgia Meloni ed Elon Musk, che promette all’Italia una soluzione “tappa buchi” con i suoi satelliti per dare internet.
In questi giorni è emerso che stava per partire un accordo Governo-Starlink per una connessione satellitare a uso militare, forse parte di un discorso più ampio per coprire le lacune del piano Italia a 1 Giga.
Ma un’interrogazione parlamentare presentata dal Pd nei giorni scorsi nota che la connessione di Musk – tramite la sua società Starlink - è troppo lenta, non soddisfa i livelli “gigabit al secondo” chiesti dall’Europa (come già segnalato da Repubblica). Musk sta cominciando i lavori per aumentare la velocità, con nuovi satelliti, ma i tempi sono troppo lunghi.
Il problema resta. Gli operatori che hanno vinto il bando (“Italia a 1 Giga”), Open Fiber e Fibercop, “non falliranno” nella loro missione; “stiamo lavorando con caparbietà e creatività per consentire a Open Fiber e Fibercop di centrare gli obiettivi previsti per il giugno 2026“, ha detto questa settimana il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’innovazione, Alessio Butti, rispondendo alle critiche sui ritardi del progetto Italia a 1 Giga ai margini della riunione ministeriale Tecnologia e digitale del G7 a Cernobbio.
La caparbietà è necessaria; bisogna vedere quanto ci si spingerà sul fronte creatività, caso Musk docet.
Un’altra soluzione ora tentata viene dalla nuova mappatura degli indirizzi civici di prossimità, di cui si attendono gli esiti nei prossimi giorni.
I dati Infratel ci dicono anche che siamo in super ritardo anche per il piano “5G Densificazione” – mettere più antenne 5G per coprire meglio il territorio – ora solo al 21 per cento. Buone notizie per gli altri piani: Scuola Connessa è al 58 per cento; Sanità Connessa è al 39 per cento. 5G Backhauling (rete 5G che sta dietro le antenne) è al 56 per cento.
Consolante, ma resta che il piano più importante e critico è in forti difficoltà. Tanto che si pensano soluzioni “creative”. Il Governo rassicura. Parleranno i numeri dei prossimi mesi.