✕

Nuovi dazi sulle auto elettriche made in Cina, c’è il via libera dell’Ue. E Audi chiude la fabbrica di Bruxelles a febbraio

Ascolta l'audio

Domani sarà pubblicato il regolamento della Commissione europea, che non chiude alla possibilità di un accordo con Pechino. Per Tesla tassa al 7,8%. La casa di Ingolstadt chiude il sito dove produce la Q8 e-tron e sarebbe in trattativa con un investitore
2 minuti di lettura

ROMA – Adesso è ufficiale. La Commissione europea ha deciso di imporre (in via definitiva) dazi aggiuntivi fino al 35,3% sulle importazioni delle auto elettriche cinesi. Una risposta ai maxi sussidi dispensati da Pechino, mentre dentro i confini del Vecchio continente – dopo l’annuncio della chiusura di tre stabilimenti Volkswagen – è Audi, altro brand del gruppo, a chiudere un altro impianto dalla fine di febbraio 2025: la fabbrica di e-car che ha sede nei dintorni di Bruxelles, dove viene assemblata la Q8 e-tron.

Con ordine. I dazi, si diceva. La misura, che era nell’aria, è arrivata con il regolamento di attuazione diffuso oggi dall'Unione europea, che sarà pubblicato domani sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue. I dazi entreranno in vigore dal 31 ottobre, ma l’Ue non chiude alla possibilità di trovare un compromesso con il governo cinese nelle prossime settimane.

ROMA – Adesso è ufficiale. La Commissione europea ha deciso di imporre (in via definitiva) dazi aggiuntivi fino al 35,3% sulle importazioni delle auto elettriche cinesi. Una risposta ai maxi sussidi dispensati da Pechino, mentre dentro i confini del Vecchio continente – dopo l’annuncio della chiusura di tre stabilimenti Volkswagen – è Audi, altro brand del gruppo, a chiudere un altro impianto dalla fine di febbraio 2025: la fabbrica di e-car che ha sede nei dintorni di Bruxelles, dove viene assemblata la Q8 e-tron.

Con ordine. I dazi, si diceva. La misura, che era nell’aria, è arrivata con il regolamento di attuazione diffuso oggi dall'Unione europea, che sarà pubblicato domani sulla Gazzetta ufficiale dell'Ue. I dazi entreranno in vigore dal 31 ottobre, ma l’Ue non chiude alla possibilità di trovare un compromesso con il governo cinese nelle prossime settimane.

Capitolo tariffe. L’Ue ha stabilito una maggiorazione del 17% per le auto del gruppo Byd, del 18,8% per Geely e del 35,3% per i veicoli Saic. Tesla, invece, dopo una valutazione ad hoc, sarà soggetta a un dazio del 7,8%. Per le altre aziende che hanno collaborato all'indagine Ue, il dazio aggiuntivo sarà a quota 20,7%, mentre per chi non ha collaborato la sovrattassa schizza al 35,3%. Complessivamente, sommando i dazi già in vigore del 10%, le tariffe raggiungeranno il 45%.

L'adozione delle misure commerciali non mette comunque la parola fine alla disfida dell’auto fra Europa e Cina. I contatti tra Bruxelles e Pechino continueranno. Con un obiettivo: cercare una soluzione negoziata nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio. Anche per rispondere alle richieste di mediazione di alcuni Stati membri contrari ai dazi, come la Germania. O come la Spagna, che si era astenuta nel voto dei Ventisette all'inizio del mese.

L'accordo antidumping – che l'Ue può chiudere anche con le singole case automobilistiche cinesi – guarda al rispetto delle regole del Wto, che impongono agli esportatori di aumentare i prezzi dei beni. Secondo un portavoce dell'Ue, l'intesa consentirebbe un ritiro dei dazi appena annunciati. Se sarà fumata bianca, la Commissione dovrà prendere una nuova decisione per rivedere il regolamento.

Il caso Audi

La direzione di Audi in Belgio ha annunciato che la produzione nello stabilimento di Bruxelles terminerà il 28 febbraio 2025. L'impianto, che impiega circa 3.000 persone per l’assemblaggio del suv di lusso Q8 e-tron, ha risentito di un calo delle vendite e di costi di produzione troppo elevati nella capitale dell’Unione. La notizia è stata comunicata durante un consiglio straordinario con i sindacati.

Ludovic Pineur, segretario permanente del sindacato Cne industrie, ha spiegato che "ci saranno alcuni servizi che continueranno a funzionare, come la manutenzione degli edifici e la contabilità". Ha inoltre riferito di un possibile "nuovo investitore, ancora non dichiarato ufficialmente", che "avrebbe manifestato interesse per lo stabilimento". Si tratterebbe di "un produttore di veicoli commerciali", secondo le rivelazioni del sindacalista. "Non sappiamo ancora se questo investitore utilizzerà tutti i 58 ettari del sito, né quanti dei lavoratori attuali verranno assunti", ha avvertito Pineur. Maggiori dettagli sono attesi durante il prossimo consiglio straordinario, previsto per il 12 novembre.

Audi, che è una costola del gruppo Volkswagen, ha confermato la decisione di chiudere l'attività produttiva a Forest, comune a sud ovest di Bruxelles. Già a luglio, l'azienda aveva espresso l'intenzione di chiudere lo stabilimento a causa di una domanda in calo. Nonostante un rimbalzo delle vendite di auto elettriche in Europa a settembre, il settore rimane al di sotto dei livelli previsti: le vendite dei veicoli elettrici sono inferiori del 5,8% rispetto ai primi nove mesi del 2023, con molti potenziali acquirenti ancora esitanti a causa dei costi elevati di questi modelli.

Leggi i commenti