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Meno utenze da coprire Open Fiber sul Pnrr chiede lo sconto alla Ue

Roma - Raffaele Fitto durante lâ??insediamento del Primo Consiglio dei Ministri ..ph. © Luigi Mistrulli (Italia - 2022-10-23, LUIGI MISTRULLI) 

 
Possibile una rinegoziazione con l’Europa del piano attraverso Fitto Nella legge di Bilancio 660 milioni in più per le aree in perdita
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Milano — L’assemblea di Open Fiber ha confermato ieri alla presidenza Paolo Ciocca e Giuseppe Gola nel ruolo di ad e direttore generale. Sono loro che dovranno cercare di chiudere il rifinanziamento con le banche per ulteriori 2 miliardi entro la fine dell’anno al servizio di un piano che deve portare la fibra ottica per la banda larga nelle aree bianche e grigie del Paese, cioé quelle a minore o inesistente ritorno economico. Il processo è irto di ostacoli e l’esito finale dipende sia dal governo italiano sia dalla Ue, che deve approvare alcuni passaggi cruciali.

Vediamo di ricapitolare le tappe che mancano al traguardo. Nelle aree grigie Open Fiber si è impegnata a passare con la fibra ottica 2,2 milioni di numeri civici. Se ce la facesse entro il giugno 2026 il suo sforzo sarebbe ricompensato con 1,8 miliardi di euro provenienti dal Pnrr (70%) mentre 770 milioni (30%) dovrebbe metterli di tasca propria. Di quei 2,2 milioni di numeri civici, però, più di 200 mila sono collocati in aree impervie e quindi difficilmente raggiungibili se non a fronte di costi molto alti e tempi lunghi, oltre giugno 2026. Dunque Open Fiber sta cercando di ridurli o eliminarli del tutto.

Un primo pacchetto da 46 mila civici sono stati sostituiti da altri numeri adiacenti a quelli già assegnati, scoperti successivamente al bando iniziale e oggetto di una consultazione che è appena terminata. Altri 110-120 mila potrebbero essere sostituiti dai numeri civici collocati sotto i 50 metri a quelli già assegnati ma che la Ue ha già detto che non sono finanziabili dal Pnrr. Questi potrebbero però essere calcolati per raggiungere il numero finale stabilito. Su questo punto Open Fiber sta aspettando una pronuncia ufficiale da parte della Ue che al momento non è arrivata. Se la risposta fosse negativa non rimarrebbe che rinegoziare con la stessa Ue una diminuzione dei numeri civici da coprire (Piano B), per circa 100 mila unità. Questa rinegoziazione verrebbe fatta attraverso il governo e il commissario che ha ancora in mano le redini del Pnrr, cioé Raffaele Fitto.

Un’ulteriore riduzione dei numeri civici da passare arriverebbe da una decisione di Infratel o dello stesso governo riguardo un riallineamento del numero complessivo dei civici da raggiungere (buffer tra l’obbiettivo europeo più basso e quello italiano più alto). Verrebbero così eliminati altri 150 mila numeri civici, suddivisi tra Open Fiber e Fibercop.

L’ultimo passaggio da compiere riguarda le aree bianche dove Open Fiber ha chiesto e ottenuto una revisione all’insù dei costi da 660 milioni che il governo Meloni ha già previsto nella legge di Bilancio seppur spalmati su tre anni. Se tutto ciò avverrà entro fine anno le banche dovrebbero dare il loro assenso a finanziare altri 1, 1 miliardi di nuovi prestiti sempre che gli azionisti Cdp (60%) e Macquarie (40%) facciano la loro parte versando 900 milioni di denaro fresco.

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