ROMA – Si rompe la trattativa tra Federmeccanica-Assistal e Fiom, Fim e Uilm per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici dal 2024 al 2027. Non si è trovato un punto di incontro sulle proposte rispetto agli aumenti salariali. Il tutto dopo otto incontri per cercare un punto di caduta. E i sindacati hanno annunciato l'avvio delle assemblee in tutti i luoghi di lavoro fino allo sciopero generale della categoria di 8 ore, territorio per territorio, da programmare nelle prossime settimane.
Stop anche alle flessibilità e agli straordinari. "Si rompe il tavolo per una chiara indisponibilità di Federmeccanica a discutere le nostre richieste”, dice Michele De Palma, segretario della Fiom-Cgil.
I sindacati chiedevano 280 euro di adeguamento al livello C3 (ex 5° livello) nel periodo 2024-2027 sul trattamento economico minimo e un'analoga rivalutazione dei trattamenti di trasferta e di reperibilità. In più un incremento a 700 euro dell’importo annuo dell’elemento perequativo nelle imprese che non hanno in vigore il contratto aziendale. La risposta di Federmeccanica? Un incremento di 173 euro legati all’andamento dell’inflazione.
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Il mancato rinnovo contrattuale riguarda più di 1,5 milioni di lavoratori in 30 mila aziende, che nel 2022 hanno prodotto l’8% del Pil italiano, rappresentano il 6,2% dell’occupazione e il 45% delle esportazioni del nostro Paese, mentre se si fa riferimento al solo settore manifatturiero, la metalmeccanica rappresenta quasi il 50% del valore aggiunto e il 44% dell’occupazione industriale.
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"L'incontro di oggi rappresenta un bivio fondamentale della trattativa del rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici perché si è sancito che nulla sarà come prima, che i sette incontri svolti finora sono stati inutili e che non c'è altra strada alla mobilitazione di tutti i lavoratori”, dice Rocco Palombella, numero uno della Uilm-Uil. “Gli aumenti salariali che ci hanno proposto sono fumosi e insufficienti e le altre misure non adeguate per vincere le sfide epocali che abbiamo di fronte", aggiunge il numero uno della Uilm.
"Se oggi paradossalmente volessimo firmare l'accordo, peggioreremmo in maniera sostanziale le condizioni salariali dei lavoratori metalmeccanici rispetto al contratto scaduto del 2021 e su quanto previsto dal patto della fabbrica", commenta Ferdinando Uliano, segretario della Fim-Cisl.
Federmeccanica punta il dito sui 311 euro di aumento che i metalmeccanici hanno ottenuto con l’ultimo rinnovo. Soldi che per i sindacati hanno attenuato la perdita di potere d’acquisto: “Si è fatto un passo indietro, buttando via il modello costruito fino a oggi e questo per noi è inaccettabile”.
La posizione di Federmeccanica
"La nostra proposta è una risposta alle richieste del sindacato, ai bisogni dei lavoratori incidendo sulle varie dimensioni della persona", e "alle esigenze delle imprese incidendo su fattori di competitività, ai problemi sociali che potranno incidere negativamente su persone e imprese": lo sottolinea in una nota Federmeccanica, dopo l'incontro di oggi con Fiom, Fim e Uilm, che ha sancito la rottura della trattativa per il rinnovo del contratto collettivo dei metalmeccanici. Secondo l'associazione datoriale la proposta prevede un beneficio economico potenziale, in presenza di tutte le condizioni previste, per un livello C3, nel periodo 2025-2028, che può arrivare a 7.010 euro.
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"La nostra proposta – scrive l'associazione di categoria – è la risposta a chi dice che non vogliamo rinnovare il Ccnl nonostante le gravissime difficoltà del nostro settore". In particolare, la proposta "riconosce benefici aggiuntivi rispetto all'adeguamento all'inflazione (Ipca Nei), con strumenti e modalità che tengono conto della grave situazione del settore". Con l'adeguamento ex post dei minimi tabellari all'Ipca Nei, sulla base delle stime a oggi disponibili, "l'incremento totale sarebbe pari a 173,37 euro nel periodo 2025-2028".
"In più – prosegue la nota – sono previsti altri benefici che complessivamente, al verificarsi delle condizioni previste sui vari istituti, potranno determinare fino a 6.510 euro circa lordi come massa salariale al livello C3 nel periodo 2025-2028". A questa somma, "grazie agli incentivi sui flexible benefit i dipendenti potranno ricevere fino a 500 euro netti aggiuntivi nel periodo 2025-2028". A questo, sempre secondo Federmeccanica, il sindacato ha però risposto "con l'annuncio dell'apertura di una fase conflittuale".