Economia

Pubblicità, il mercato cresce del 6,2%. Il pandoro-gate non frena l’influencer marketing

Il presixdente di Upa, Marco Travaglia
Il presixdente di Upa, Marco Travaglia 

I dati dell’Upa: bene Internet e tv. E gli investimenti con i creator toccheranno quota 352 milioni di euro quest’anno, in aumento del 9%

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MILANO – Inflazione e rallentamento economico non frenano gli investimenti pubblicitari in Italia. Secondo i dati presentati oggi da Upa, l’associazione che riunisce la maggiori aziende di di investimenti pubblicitari, nei primi 8 mesi dell’anno hanno registrato una crescita del 6,2% rispetto allo stesso arco temporale dell’anno precedente, toccando fino ad agosto quota 5,7 miliardi. L’orizzonte secondo le aziende del settore è incoraggiante, ed entro fine anno l’associazione vede una crescita che dovrebbe attestarsi tra il 4,8% e il 5,2%. A contribuire all’avanzamento, la crescita sostenuta degli investimenti su Internet (+4%), e la tv (+10,4%).

A livello di settori di investimento l’alimentare resta in testa come spesa, rappresentando il 13% degli investimenti totali con una crescita del 3%. “È interessante vedere come il secondo settore sia l’automotive, cresciuto di un 28% nonostante le criticità del settore. Segnale che forse si intende sostenere la domanda proprio in un momento di difficoltà”, sottolinea Marco Travaglia, presidente di Upa. Sul terzo gradino del podio la distribuzione, che vale un 9,2% degli investimenti totali con una crescita del 13%, seguiti dal settore farmaceutico e da quello di gestione della casa. Nel complesso. Quanto al 2025 Travaglia parla di uno “scenario di relativa incertezza, in attesa di capire i riflessi dell’evoluzione dei conflitti in corso e delle scelte della nuova amministrazione Usa relatvamente al tema dei dazi”.

Il pandoro-gate non frena l’influencer marketing

I numeri sono stati presentati a Milano nell’ambito di una intera giornata dedicata all’influencer marketing e durante al quale sono stati illustratii dati di una indagine realizzata da Upa con i propri associati con YouGov. Quest’anno gli investimenti in questo ambito toccheranno i 352 milioni di euro, in crescita del 9% rispetto al 2023. Non si sentono quindi gli effetti del caso pandoro che ha colpito Chiara Ferragni anche se – mette in luce l’indagine – la fiducia nella categoria cala per quanto riguarda le celebrità mentre cresce per la categoria di creator. In particolare il trend di fiducia nei confronti degli influencer è negativo tra Generazione X e boomer, per i quali gli episodi degli ultimi mesi sembrano avere pesato di più nel giudizio reputazionale del settore.

Un settore – quello dell’influecner marketing – che secondo l’indagine si mantiene comunque rilevante e vivace soprattutto sulla generazione Z, restano invece più indietro sulle altre fasce di età. I margini di miglioramento restano comunque ampi. Tre gli assi individuati dall’indagine: fiducia, trasparenza – tema più che ma sensibile dopo i casi degli ultimi mesi – e specializzazione.

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