Economia

Bonus Natale da 100 euro, Leo: “Andrà anche ai genitori single, i beneficiari salgono a 4,5 milioni”

Bonus Natale da 100 euro, Leo: “Andrà anche ai genitori single, i beneficiari salgono a 4,5 milioni”
(fotogramma)

Il contributo nelle tredicesime è destinato ai lavoratori dipendenti con redditi fino a 28 mila euro. La platea nella sua prima versione era di 1,1 milioni di persone

2 minuti di lettura

MILANO – Dopo le indiscrezioni è arrivata la conferma: il bonus da 100 euro che andrà a rafforzare la tredicesima dei lavoratori dipendenti avrà una platea platea allargata, con l’estensione alle famiglie monogenitoriali. E’ Maurizio Leo, viceministro dell’Economia, a dare qualche indicazione maggiore sulla forma dell’ampliamento approvato dal Consiglio dei ministri di martedì sera.”Viene ampliata la platea dei contribuenti che percepiranno il bonus di 100 euro a Natale – dice Leo – Passeremo da poco più di un milione ad oltre quattro milioni e mezzo. Viene di fatto eliminato il requisito di avere il coniuge a carico e dunque per avere il bonus basterà avere almeno un figlio a carico".

Leo sottolinea: "Si tratta di una ulteriore spinta per i consumi natalizi, un aiuto in più ai lavoratori e ai contribuenti in un momento particolare dell'anno, quando le spese familiari tendono ad aumentare". Il bonus verrà erogato con le tredicesime, come fissato dal decreto Omnibus, mentre inizialmente era previsto per il gennaio del prossimo anno. Per Leo è "un'ulteriore azione del governo a sostegno dei lavoratori. Questo intervento si affianca infatti ad altre agevolazioni già messe in atto, come la riduzione dell'Irpef e del cuneo fiscale, per sostenere le famiglie e promuovere una maggiore crescita economica".

I requisiti per il bonus Natale

In attesa dei provvedimenti che trasformino queste dichiarazioni in norme applicative, restano fissi alcuni dei requisiti fissati dalla norma originaria. Il beneficiario deve innanzitutto avere un reddito complessivo non superiore a 28 mila euro. Gli altri paletti previsti riguardano appunto la composizione dei carichi: nella versione fin qui approvata (quella da 1,1 milioni di interessati, per intendersi), il contribuente deve avere a carico fiscalmente il coniuge non legalmente ed effettivamente separato e almeno un figlio. Oppure almeno un figlio a carico in caso di unico coniuge.

Come fare domanda

Per ricevere il bonus è necessaria una specifica richiesta del lavoratore al datore di lavoro in cui attesta di averne diritto indicando il codice fiscale del coniuge e dei figli a carico. Deve essere dunque il lavoratore a tenere conto del reddito complessivo. In caso gli fosse stato erogato e non spettasse, deve restituirlo in sede di dichiarazione fiscale (730 o dichiarazione dei redditi). Nel caso in cui invece ne avesse diritto e non gli fosse stato erogato potrà richiederlo sempre in sede di dichiarazione fiscale. Si rischia dunque di dare soldi che poi tornano indietro? “Il rischio c’è – valuta la Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro – ma la situazione è analoga a quella già applicata per il bonus 80 euro prima" e il trattamento integrativo “di 100 euro attualmente”.

Figli a carico, le condizioni

Per esser “a carico” il reddito limite è di 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Un limite che per i figli entro 24 anni sale a 4mila euro. Quanto al limite di 28mila euro di reddito complessivo, questo si calcola al netto dell’abitazione principale, considerando il cosiddetto reddito di riferimento, computando la quota esente dei redditi agevolati nonché quelli soggetti a imposta sostitutiva. Si tiene conto anche dei redditi assoggettati a cedolare secca, dei redditi assoggettati a imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario, della quota di agevolazione ACE e delle mance.

Giorni e part-time

Il bonus è parametrato ai giorni di lavoro nel 2024: va considerato il numero dei giorni compresi nel periodo di durata del rapporto di lavoro per i quali il lavoratore ha diritto alle detrazioni per lavoro dipendente. Ci rientrano le festività, i riposi settimanali e gli altri giorni non lavorativi e vanno sottratti i giorni per i quali non spetta alcun reddito. In caso di contratto a tempo parziale, il bonus non va riproporzionato.

I commenti dei lettori