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Dalle Borse ai Bitcoin, come cavalcare l’onda Trump nel portafoglio d’investimento

REUTERS/Brian Snyder/File Photo 

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Molti settori si sono già mossi dopo la notizia del risultato elettorale. La nuova geopolitica riporta il focus sul comparto della difesa europeo
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Il rafforzamento del dollaro e la correzione dell’oro; i nuovi record per Wall Street e il calo dei listini europei, zavorrati dai titoli dell’export e da quelli delle energie rinnovabili. E poi i rendimenti in crescita dei Treasury e la corsa a perdifiato del Bitcoin, la cui capitalizzazione è arrivata a superare l’argento, a oltre 1.800 miliardi di dollari. Il successo di Donald Trump alle presidenziali statunitensi ha prodotto un riposizionamento a livello di asset class e geografie come raramente era successo in passato. A questo punto la grande sfida è capire quanto dei movimenti recenti è frutto dell’onda emotiva e quali sono le strategie più indicate per puntare a una valorizzazione del proprio portafoglio nel medio-lungo periodo.

«Se si guarda all’andamento dell’indice S&P 500 durante la presidenza Biden e durante il primo mandato di Trump, emerge chiaramente che le performance sono simili. Questo ci porta a dire che, al di là dei movimenti di breve, i grandi movimenti di…

Il rafforzamento del dollaro e la correzione dell’oro; i nuovi record per Wall Street e il calo dei listini europei, zavorrati dai titoli dell’export e da quelli delle energie rinnovabili. E poi i rendimenti in crescita dei Treasury e la corsa a perdifiato del Bitcoin, la cui capitalizzazione è arrivata a superare l’argento, a oltre 1.800 miliardi di dollari. Il successo di Donald Trump alle presidenziali statunitensi ha prodotto un riposizionamento a livello di asset class e geografie come raramente era successo in passato. A questo punto la grande sfida è capire quanto dei movimenti recenti è frutto dell’onda emotiva e quali sono le strategie più indicate per puntare a una valorizzazione del proprio portafoglio nel medio-lungo periodo.

«Se si guarda all’andamento dell’indice S&P 500 durante la presidenza Biden e durante il primo mandato di Trump, emerge chiaramente che le performance sono simili. Questo ci porta a dire che, al di là dei movimenti di breve, i grandi movimenti di mercato sono dovuti a due motori, i fondamentali societari e i multipli di partenza», commenta Angelo Meda, responsabile azionario di Banor. A questo proposito, segnala che a Wall Street oggi le società quotano mediamente a 25 volte gli utili attesi rispetto ai 17 del 2017 (prima degli ultimi due mandati presidenziali).

Performance dell’S&P 500 a confronto nei mandati biden e Trump 1

Non è un caso che il più grande investitore della storia, Warren Buffett, abbia ridotto sensibilmente la sua esposizione azionaria nelle ultime settimane per raggiungere una posizione di cassa e titoli di Stato a breve. Alla ricerca di prezzi sostenibili, Banor punta sulla Cina («Non si può non avere un’esposizione alla seconda economia mondiale») e sul Vecchio Continente («Automotive, industriali, cemento e utility sono tra i settori più interessanti»).

Punta sull’Eurozona anche Annacarla Dellepiane, head of sales Italy di HANetf. «Verosimilmente l’amministrazione Trump metterà pressione agli alleati europei affinché aumentino la propria spesa militare per raggiungere l’obiettivo Nato del 2% rispetto al Pil e questo apre opportunità per le società europee della difesa, in particolare quelle forti nei sistemi e nelle tecnologie militari». Inoltre, la promessa del presidente eletto di fare degli Stati Uniti la patria delle criptovalute, segnala Dellepiane, «potrebbe incentivare investimenti istituzionali, spingendo anche le criptovalute emergenti», nelle ultime settimane rimaste indietro rispetto alla corsa del Bitcoin.

Quanto a quest’ultimo, per Massimo Siano, head of Southern Europe di 21Shares, la fiammata recente non è destinata a spegnersi, dato che vi sono ragioni anche strutturali alla base. «Il prezzo del Bitcoin è strettamente legato all’offerta monetaria globale e alla spesa pubblica, che dovrebbero aumentare in modo significativo», sottolinea.

Quanto al reddito fisso, Matthew Rees, head of global bond strategies di Lgim, segnala che la crescita recente dei rendimenti riguardanti i Treasury potrebbe «affossare i bond governativi locali», mentre, tra le obbligazioni societarie, l’esperto vede le maggiori opportunità – in un’ottica di rischio/rendimento - nel segmento high yield, cioè le emissioni delle aziende ritenute meno solide dal mercato. Rees predica prudenza anche per i bond dei mercati emergenti, che potrebbero soffrire l’apprezzamento del dollaro.

Quanto elle emissioni future, Marco Seveso, responsabile investimenti di Soprarno Sgr, si attende rendimenti importanti negli Stati Uniti, dato che le politiche promesse da Trump avranno un effetto inflattivo, che rallenterà la discesa dei tassi da parte della Bce. Quanto all’azionario, Soprarno punta soprattutto sui titoli tecnologici americani, che dovrebbero beneficiare degli investimenti in innovazione, considerato anche che il Nasdaq è cresciuto meno di Dow Jones e S&P 500 nelle ultime settimane.

Resta il fatto che le valutazioni elevate possono costituire un rischio per gli investitori più prudenti. Da qui l’indicazione di Vinay Thapar, co-ceo US Growth Equity di AllianceBernstein, di considerare un’esposizione ai settori più difensivi come l’heathcare, che parte da multipli contenuti e potrà beneficiare di un motore strutturale di crescita come l’invecchiamento della popolazione, abbinato all’innovazione tecnologica per rendere sostenibili per le casse pubbliche le spese sanitarie.

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