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Freni blinda la legge Capitali. Arriva la bozza Consob sul rinnovo dei cda

Il sottosegretario al Mef Federico Freni

 (ansa)

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Il sottosegretario all’Economia: “Dialogo con tutti, ma alla fine è la politica che deve prendere le sue decisioni”
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ROMA - La riforma del Testo unico della finanza si affaccerà in Parlamento a gennaio. Con due decreti legislativi che il ministero dell’Economia finalizzerà nelle prossime settimane: il piatto forte sarà la revisione delle sanzioni. Non ci saranno, invece, le modifiche al meccanismo della lista del cda che negli ultimi mesi sono state sollecitate soprattutto dai fondi internazionali.

Il pressing su via XX settembre puntava a sfruttare proprio la revisione del Tuf per cambiare le norme sulla governance previste dalla legge Capitali. Ma il tentativo è andato a vuoto. Con i decreti arriveranno solo ritocchi alle regole sul governo societario. A difendere il metodo del lavoro in corso è il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, intervenuto ieri a un convegno sulla corporate governance organizzato da Assogestioni. “Abbiamo iniziato un percorso di riforma del Testo unico della finanza che include anche parte del governo societario”, ha sottolineato prima di aggiungere che “le riforme…

ROMA - La riforma del Testo unico della finanza si affaccerà in Parlamento a gennaio. Con due decreti legislativi che il ministero dell’Economia finalizzerà nelle prossime settimane: il piatto forte sarà la revisione delle sanzioni. Non ci saranno, invece, le modifiche al meccanismo della lista del cda che negli ultimi mesi sono state sollecitate soprattutto dai fondi internazionali.

Il pressing su via XX settembre puntava a sfruttare proprio la revisione del Tuf per cambiare le norme sulla governance previste dalla legge Capitali. Ma il tentativo è andato a vuoto. Con i decreti arriveranno solo ritocchi alle regole sul governo societario. A difendere il metodo del lavoro in corso è il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, intervenuto ieri a un convegno sulla corporate governance organizzato da Assogestioni. “Abbiamo iniziato un percorso di riforma del Testo unico della finanza che include anche parte del governo societario”, ha sottolineato prima di aggiungere che “le riforme non si fanno con gli annunci o avvelenando i pozzi come troppo spesso è successo e in parte sta succedendo”.

Freni ha assicurato che il governo ascolterà tutti al tavolo del Tuf, ma “dialogo - ha sottolineato - non vuol dire essere sempre tutti d’accordo: vuol dire ascoltare tutti, parlare con tutti, capire le ragioni di tutti, ma alla fine, piaccia o meno, è la politica che deve prendere le sue decisioni”, con la consapevolezza “che alcune peculiarità del mercato italiano non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo eliminarle”.

Intanto si muove la Consob. I temi messi al centro della consultazione avviata ieri riguardano proprio il meccanismo della lista del cda uscente. La Commissione che vigila i mercati regolamentati chiede direttamente al mercato, che finora si è espresso prevalentemente sui giornali, se alcuni punti sono da chiarire. Quello più spinoso sembra riguardare la seconda votazione sui singoli candidati al cda prevista dalla legge Capitali. Chi deve partecipare a questa seconda votazione? Solo chi ha votato la lista del cda risultata vincente al primo giro o anche quei soci che hanno presentato o votato una lista di minoranza? Un chiarimento su questo punto potrebbe confermare, o allontanare, lo spettro che il nuovo cda possa essere controllato dalle minoranze invece che dalla maggioranza.

La seconda consultazione di dicembre da parte della Consob avrà poi oggetto una bozza di modifiche regolamentari e ai primi di gennaio potrebbero esserci le interpretazioni definitive. Poi spetterà alle società decidere se convocare le assemblee straordinarie per modificare gli statuti per poter presentare ai rinnovi una lista del cda uscente.

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