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Autostrade di Stato, 343 milioni per comprare le partecipazioni che sono già dell’Anas

(ansa)

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L’emendamento al decreto Fisco: il denaro per sostenere la società nata ad aprile e voluta da Salvini arriverà dal fondo Patrimonio destinato. Soldi che dovrebbero servire al sostegno delle aziende in crisi
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MILANO – Il governo Meloni cambia idea sul trasferimento del pacchetto di partecipazioni da Anas alle Autostrade dello Stato promosse dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. La Legge di bilancio aveva stabilito che il passaggio di proprietà fosse gratuito e invece un recente emendamento al decreto Fisco, presentato dai relatori alla commissione Bilancio del Senato, fissa un prezzo di 343 milioni.

Al centro della vicenda c'è un portafoglio di quote oggi appartenenti ad Anas che corrisponde a circa 200 chilometri di tratte a pedaggio: Concessioni Autostradali Venete (Cav), Autostrada Asti-Cuneo, Società italiana per azioni per il Traforo del Monte Bianco e Società italiana traforo autostradale del Frejus (Sitaf).

Nata lo scorso aprile sotto la guida di Vito Cozzoli, Autostrade dello Stato è stata creata per volontà di Salvini per rilevare queste partecipazioni, in modo che le tratte a pedaggio, in regime di concessione, siano gestite separatamente rispetto a q…

MILANO – Il governo Meloni cambia idea sul trasferimento del pacchetto di partecipazioni da Anas alle Autostrade dello Stato promosse dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. La Legge di bilancio aveva stabilito che il passaggio di proprietà fosse gratuito e invece un recente emendamento al decreto Fisco, presentato dai relatori alla commissione Bilancio del Senato, fissa un prezzo di 343 milioni.

Al centro della vicenda c'è un portafoglio di quote oggi appartenenti ad Anas che corrisponde a circa 200 chilometri di tratte a pedaggio: Concessioni Autostradali Venete (Cav), Autostrada Asti-Cuneo, Società italiana per azioni per il Traforo del Monte Bianco e Società italiana traforo autostradale del Frejus (Sitaf).

Nata lo scorso aprile sotto la guida di Vito Cozzoli, Autostrade dello Stato è stata creata per volontà di Salvini per rilevare queste partecipazioni, in modo che le tratte a pedaggio, in regime di concessione, siano gestite separatamente rispetto a quelle gratuite (che restano in capo ad Anas). L'obiettivo finale è evitare un aumento eccessivo dei prezzi al casello, almeno per queste autostrade. Ancora sabato Salvini ha ribadito che sta lavorando "alla riforma delle concessioni autostradali per riportare un po' di equilibrio nei pedaggi".

Nell'emendamento che modifica l'operazione di trasferimento delle quote, si prevede un rafforzamento patrimoniale di Autostrade per lo Stato, società "in house" del ministero delle Infrastrutture interamente controllata da quello dell'Economia, tramite il versamento in conto capitale di 343 milioni. Per reperire il denaro, il governo intende attingere al Patrimonio destinato, a suo tempo istituito dal governo Conte in pandemia, con una dotazione massima di 44 miliardi in titoli di Stato, per sostenere le imprese con un fatturato superiore a 50 milioni.

Di fatto, quindi, si sottraggono risorse che si potrebbero investire in aziende in difficoltà o in fase di crescita (come avvenuto in passato con Granarolo) per acquistare quote che, essendo di Anas, sono già pubbliche. Non è la prima volta che il Patrimonio destinato viene usato a mo' di bancomat. Arrivano da lì 700 milioni sul miliardo complessivo del Fondo strategico nazionale promosso dal ministro Adolfo Urso così come i 4,25 miliardi con cui il Tesoro, nel 2022, ha ricomprato Sace da Cdp.

Come mai il governo ha deciso di trasformare un'operazione gratuita in una a titolo oneroso? Le osservazioni sulla manovra a opera del Servizio bilancio dello Stato fanno chiarezza. La Legge di bilancio, all'articolo 80, aveva previsto che il pacchetto di quote passasse tramite operazioni di scissioni non onerose prima da Anas a Ferrovie dello Stato e poi da queste ultime ad Autostrade dello Stato.

Il Servizio bilancio dello Stato rileva, tuttavia, che "le società Ferrovie dello Stato Italiane e, al momento, anche Autostrade dello Stato, non risultano ricomprese, a differenza di Anas, nel perimetro delle amministrazioni pubbliche ai fini del conto economico consolidato". Pertanto, "l’alienazione a titolo gratuito da parte di Anas di parte del proprio patrimonio sembra comportare perdite patrimoniali per la finanza pubblica".

Da qui la decisione del Servizio bilancio dello Stato di "acquisire chiarimenti se alle partecipazioni in oggetto siano stati associati effetti positivi, scontati nei saldi tendenziali a legislazione corrente, connessi a eventuali alienazioni a titolo oneroso oppure a dividendi o ad altre tipologie di proventi".

Il governo ha quindi preferito rendere l’operazione onerosa, per evitare di essere accusato di impoverire il patrimonio di Anas e quindi delle pubbliche amministrazioni. Non a caso, i 343 milioni corrispondono proprio al valore complessivo a cui le quote sono iscritte nel bilancio di Anas. Denaro che, per accontentare Salvini, viene sottratto a un veicolo a sostegno delle imprese per comprare qualcosa che è già pubblico.

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