Bending Spoons acquisisce ancora, 233 milioni per la piattaforma video Brightcove
ROMA – Bending Spoons compra ancora. L’azienda digitale milanese ha annunciato ieri una nuova acquisizione, la sesta dell’anno, accelerando ulteriormente un percorso di espansione che già aveva pochi uguali, non solo in Italia. La preda questa volta si chiama Brightcove, meno conosciuta al grande pubblico rispetto ad altre recenti operazioni – come Evernote o WeTransfer –, ma non per questo di minore valore. Si tratta infatti della prima azienda quotata che Bending Spoons acquisisce: il prezzo pagato per toglierla dal Nasdaq, 233 milioni di dollari, rappresenta un premio di ben il 90% rispetto alla media del valore del titolo negli ultimi due mesi. E si tratta anche dell’esordio in un nuovo settore, rispetto alle applicazioni consumatori su cui finora si è concentrata Bending Spoons: Brightcove offre infatti una piattaforma di servizi per i video e lo streaming dedicata alle aziende.
ROMA – Bending Spoons compra ancora. L’azienda digitale milanese ha annunciato ieri una nuova acquisizione, la sesta dell’anno, accelerando ulteriormente un percorso di espansione che già aveva pochi uguali, non solo in Italia. La preda questa volta si chiama Brightcove, meno conosciuta al grande pubblico rispetto ad altre recenti operazioni – come Evernote o WeTransfer –, ma non per questo di minore valore. Si tratta infatti della prima azienda quotata che Bending Spoons acquisisce: il prezzo pagato per toglierla dal Nasdaq, 233 milioni di dollari, rappresenta un premio di ben il 90% rispetto alla media del valore del titolo negli ultimi due mesi. E si tratta anche dell’esordio in un nuovo settore, rispetto alle applicazioni consumatori su cui finora si è concentrata Bending Spoons: Brightcove offre infatti una piattaforma di servizi per i video e lo streaming dedicata alle aziende.
Bending Spoons, fondata dieci anni fa da un gruppo di ragazzi italiani, è una società che acquisisce aziende digitali dai risultati sotto il potenziale con l’obiettivo di migliorarli grazie alla sua piattaforma di tecnologie e talenti, sviluppando i prodotti, tagliando i costi, aumentando gli utenti, perfezionando le strategie di ricavo. Una sorta di private equity hi-tech, con la differenza che Bending Spoons, nella parole dei suoi manager e almeno per ora anche nei fatti, non ha l’idea di rivendere le società compra. Lo scorso febbraio ha raccolto finanziamenti per 150 milioni di dollari con una valutazione di 2,55 miliardi, una delle più alte mai registrate da una startup italiana e senza dubbio già ora superiore. E le sue acquisizioni in serie, più o meno note, l’hanno messa sul radar delle società emergenti a livello europeo.
Brightcove è una società che da qualche tempo mostrava evidenti difficoltà. Fondata vent’anni fa a Boston, dove ha ancora sede, offre una serie di prodotti che permettono alle aziende di creare, pubblicare e monetizzare contenuti video, con clienti come Marriott, Ford e Johnson & Johnson. Quotata al Nasdaq nell’ormai lontano 2011 a 11 dollari, dopo il boom della pandemia ha subito un pesante rallentamento, che di recente l’ha portata al minimo storico di valutazione 72 milioni di dollari. Gli utenti sono in flessione e i conti in leggero rosso, nonostante un fatturato di circa 200 milioni di dollari.
L’operazione è stata approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione di Brightcove e se arrivasse anche il via libera degli azionisti (probabile, visto il premio riconosciuto sul prezzo di Borsa) dovrebbe concludersi all’inizio del prossimo anno. A quel punto Bending Spoons prenderà le redini della società e inizierà la sua operazione di rilancio e accelerazione, che in molti casi in passato ha anche comportato un radicale taglio della forza lavoro. A fine 2023 Brightcove aveva 671 dipendenti. Integrarla nella macchina rappresenterà comunque una sfida nuova per l’azienda diretta dal 39enne Luca Ferrari, che finora nel suo portafoglio aveva soprattutto popolari app “consumer”, mentre in questo caso si so dovrà misurare con una piattaforma cloud rivolta in primis alle aziende.