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Chi è Carlos Tavares, il manager che lascia Stellantis dopo una vita spesa nell’automotive

Carlos Tavares (fotogramma)
Il dirigente portoghese si è dimesso dall’incarico di amministratore delegato. È stato in Renault, Nissan e Peugeot-Citroën, fino alla fusione con Fiat-Chrysler. Avrebbe dovuto lasciare l’incarico nel 2026
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ROMA – Carlos Tavares, 66 anni compiuti lo scorso 14 agosto, amministratore delegato di Stellantis fino alle dimissioni rassegnate oggi, è stato avviato verso la stanza dei bottoni del gruppo automobilistico italo-francese il 29 settembre 2020, in una rosa di 11 componenti sotto la presidenza di John Elkann, ceo di Exor, che è l’azionista di riferimento dello stesso gruppo e che attraverso Gedi edita anche Repubblica. Madre professoressa di francese e padre assicuratore, Tavares si trasferisce in Francia a 17 anni, dove frequenta scuole prestigiose, che lo porteranno alla laurea all’École Centrale de Paris. Padre di tre figli, nell’ambiente automotive si narra che la sua passione per le quattro ruote sia arrivata a 14 anni, quando il futuro manager scopre le corse automobilistiche durante una giornata su un circuito vicino a Lisbona.

ROMA – Carlos Tavares, 66 anni compiuti lo scorso 14 agosto, amministratore delegato di Stellantis fino alle dimissioni rassegnate oggi, è stato avviato verso la stanza dei bottoni del gruppo automobilistico italo-francese il 29 settembre 2020, in una rosa di 11 componenti sotto la presidenza di John Elkann, ceo di Exor, che è l’azionista di riferimento dello stesso gruppo e che attraverso Gedi edita anche Repubblica. Madre professoressa di francese e padre assicuratore, Tavares si trasferisce in Francia a 17 anni, dove frequenta scuole prestigiose, che lo porteranno alla laurea all’École Centrale de Paris. Padre di tre figli, nell’ambiente automotive si narra che la sua passione per le quattro ruote sia arrivata a 14 anni, quando il futuro manager scopre le corse automobilistiche durante una giornata su un circuito vicino a Lisbona.

Dietro l’incarico appena lasciato c’è una lunga carriera nel settore. Prima della fusione con Fiat-Chrysler, il manager portoghese è stato al vertice del gruppo francese Peugeot-Citroën (Psa) dal gennaio 2014, per poi assumerne la guida del consiglio di gestione alla fine di marzo, nello stesso anno. Nel suo palmares conta anche una poltrona nel consiglio di amministrazione di Airbus e in quello della European automobile manufacturers’ association, l’Acea. Ovvero l’associazione che raccoglie i principali costruttori di auto del Vecchio continente.

Il debutto è a 23 anni, con l’assunzione in Renault, dove seguirà il progetto Megane, per poi entrare in Nissan. Nella casa giapponese è responsabile dei mercati del Nord e del Sud America. Nel 2011 torna in Renault come braccio destro di Carlos Ghosn, rapporto che però si incrinerà dopo un'intervista. Ecco la svolta che lo porterà in Psa, il principale gruppo concorrente transalpino.

Lì indossa i galloni da amministratore delegato e presidente del gruppo. Riduce i costi, rilancia le vendite e riporta la società in attivo. Qualche anno dopo, nel 2017, acquista Opel dagli americani di General Motors. Poi, dopo che le trattative tra Fca e Renault vanno in fumo, convince la famiglia Agnelli-Elkann e Peugeot dell'opportunità delle nozze tra i due big dell’auto separati dalle Alpi. Il matrimonio si celebra nel 2021. Nasce Stellantis e Tavares viene incoronato ad.

Il passaggio del testimone ai vertici di Stellantis era previsto per l’aprile 2026. Tanto che scherzando sulla pensione all’orizzonte aveva detto: “I 15 mesi che ho davanti sono più che sufficienti per cambiare le cose”. John Elkann non aveva fatto venir meno la fiducia al manager, condividendo e approvando i cambi nella squadra di vertice.

Il rigore

Chi conosce bene Tavares, racconta di un uomo “maniaco della performance” e dell’efficienza. Niente sprechi. A cominciare dal tempo. Si racconta che il manager portoghese tenesse gli occhi sull’orologio per riunioni non superiori ai 30 minuti. Figurarsi il tempo dedicato al sonno: pochissime ore a notte. Ma a chi lo additava come un marziano, tutto conti e rigore, Tavares rispondeva: “Non sono un mago, sono un essere umano come voi", come ha fatto di recente, quando già Stellantis aveva reso noto di aver avviato la ricerca del suo possibile successore.

L’ultima ribalta l’ha avuta in Parlamento, il 12 ottobre scorso. Prima di Tavares, il capo di Fiat-Fca passato dalle aule del Parlamento si chiamava Sergio Marchionne. Era il 2011. Un’altra epoca. Per l’occasione Marchionne indossò di nuovo la cravatta, Tavares invece aveva scelto di non metterla. Solo giacca e camicia bianca per un approccio serio e temperato davanti ai deputati che gli chiedevano conto delle sue strategie per l’Italia. Ora il passo indietro. E l’inizio di una nuova era.

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