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Dimissioni Tavares, la Francia non rimpiange l’ex manager Stellantis. Ma teme l’arrivo di un ad Usa

L'ex ad Stellantis, Carlos Tavares 

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Il manager Portoghese, “piscopatico della performance”, nel mirino della stampa e dei sindacati Oltralpe: “È caduto per i suoi metodi. Massima pressione sulle squadre, decisioni radicali e licenziamenti brutali”
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PARIGI – L'uscita di Carlos Tavares provoca reazioni contrastate in Francia dove il manager franco-portoghese era stato più volte nel mirino per i suoi compensi stratosferici. La sorpresa è nell'accelerazione di un divorzio già annunciato ma previsto nel 2026. “Sapevamo che Tavares era in bilico”, commenta Benoît Vernier, rappresentante del sindacato moderato Cfdt a Stellantis. “Ora dobbiamo ristabilire un clima sociale più sereno, ripristinare un alto livello di stabilità nelle squadre, garantire il rinnovamento generazionale e arginare la fuga dei cervelli”.

I metodi di management di Tavares – “piscopatico della performance” come si definiva – erano da tempo sotto accusa. Le Monde sostiene che “Tavares è caduto per i suoi metodi” di gestione, più che per le allerte …

PARIGI – L'uscita di Carlos Tavares provoca reazioni contrastate in Francia dove il manager franco-portoghese era stato più volte nel mirino per i suoi compensi stratosferici. La sorpresa è nell'accelerazione di un divorzio già annunciato ma previsto nel 2026. “Sapevamo che Tavares era in bilico”, commenta Benoît Vernier, rappresentante del sindacato moderato Cfdt a Stellantis. “Ora dobbiamo ristabilire un clima sociale più sereno, ripristinare un alto livello di stabilità nelle squadre, garantire il rinnovamento generazionale e arginare la fuga dei cervelli”.

I metodi di management di Tavares – “piscopatico della performance” come si definiva – erano da tempo sotto accusa. Le Monde sostiene che “Tavares è caduto per i suoi metodi” di gestione, più che per le allerte sui risultati finanziari. Il quotidiano cita un management fatto di “massima pressione sulle squadre, decisioni radicali e licenziamenti brutali”. La Cgt, confederazione di sinistra, spiega che “nessun lavoratore rimpiangerà Tavares” che “ha massacrato posti di lavoro e distrutto migliaia di famiglie”.

Un altro sindacato più a destra, Cftc paventa invece rischi nella successione che si apre e nella scelta del futuro ceo del gruppo. "Tavares aveva un attaccamento alla Francia e all'industria francese che un successore italiano o americano non avrà”, sottolinea la Cftc. Nonostante Stellantis avesse tagliato del 20 per cento le previsioni di produzione in Francia per l'anno in corso, Tavares aveva confermato che tutti gli stabilimenti francesi avrebbero avuto ordini fino al 2027, compreso quello di Poissy, nella regione di Parigi.

Il quotidiano Les Echos scrive: “Per i francesi e gli italiani, lo scenario più rischioso è la nomina di un manager americano, che confermerebbe lo spostamento del baricentro del gruppo sull'altra sponda dell'Atlantico, dove già oggi genera la maggior parte delle vendite e dei profitti. Vista da Detroit, una chiusura dello stabilimento di Poissy, nella regione parigina, o di Mirafiori, a Torino, potrebbe non essere più un tabù”.

A Parigi è ricominciata a girare la voce di una possibile fusione con Renault, circolata già nei mesi scorsi. I due costruttori hanno in comune di avere lo Stato francese come azionista. A ottobre, John Elkann aveva escluso qualsiasi avvicinamento con un altro gruppo automobilistico, mentre Tavares aveva lasciato la porta aperta.

Di certo, l'attuale ceo di Renault, Luca De Meo, è uno dei nomi citati in queste ore sui media per la succesione a Tavares. "Non comment" ha rispoto De Meo a proposito delle dimissioni di Tavares durante un evento stampa alla reggia di Versailles, riservato ai membri della giuria del Car of The Year. "Non fatemi domande su Stellantis e sulla situazione interna" ha detto De Meo ai giornalisti. Già dirigente in Fiat ai tempi di Marchionne e presidente di Acea, l'associazione dei costruttori europei, De Meo si era scontrato con Tavares sulla possibilità di posticipare le regole sullo stop alle auto a motore endotermico.

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