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Trump, le criptovalute e il “capitalismo ‘retail”

Trump prese parte alla conferenza Bitcoin 2024 di Nashville (reuters)

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Dalle criptovalute a Tesla, il trumpismo si appoggia su investitori che si muovono con logiche emotive e di partecipazione. A loro rischio e pericolo
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* Professore associato di Finanza all’Università Bocconi e research fellow dell’Institute for European Policymaking

E’ ben documentato che la polarizzazione elettorale porta con sé anche un maggior allineamento tra le scelte elettorali e le scelte d’investimento dei cittadini americani, ma quanto sta accadendo sembra un fenomeno nuovo e più ampio.

Le dichiarazioni programmatiche non lasciano dubbi: l’amministrazione Trump porrà fine all’attivismo regolatorio della SEC, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, e farà degli Stati Uniti la patria delle criptovalute.

La famiglia del presidente neo-rieletto scende nell’arena direttamente. Raccoglie capitale rilasciando un token di governance, un particolare tipo di criptovaluta denominato WLFI, acronimo di World Liberty Financial. Acquistandolo, si entra a far parte di una community che avrà diritto ad ‘esprimere la propria voce’ su non ben definite ‘proposte chiave’. Elon Musk, un attivista cripto della prima ora, rivitalizza la D…

* Professore associato di Finanza all’Università Bocconi e research fellow dell’Institute for European Policymaking

E’ ben documentato che la polarizzazione elettorale porta con sé anche un maggior allineamento tra le scelte elettorali e le scelte d’investimento dei cittadini americani, ma quanto sta accadendo sembra un fenomeno nuovo e più ampio.

Le dichiarazioni programmatiche non lasciano dubbi: l’amministrazione Trump porrà fine all’attivismo regolatorio della SEC, l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari, e farà degli Stati Uniti la patria delle criptovalute.

La famiglia del presidente neo-rieletto scende nell’arena direttamente. Raccoglie capitale rilasciando un token di governance, un particolare tipo di criptovaluta denominato WLFI, acronimo di World Liberty Financial. Acquistandolo, si entra a far parte di una community che avrà diritto ad ‘esprimere la propria voce’ su non ben definite ‘proposte chiave’. Elon Musk, un attivista cripto della prima ora, rivitalizza la DOGEcoin annunciando che assumerà la guida del DOGE, il Department Of Government Efficiency.

Le conseguenze post election-day: l’euforia regna sovrana nella cripto-community, la domanda di asset digitali si impenna e spinge le quotazioni. In particolare il Bitcoin si impenna ai massimi storici. D’altronde la dichiarazione dei suoi creatori di voler “introdurre una versione puramente peer-to-peer di denaro elettronico che permetta di spedire direttamente pagamenti online da un'entità ad un'altra senza passare tramite un'istituzione finanziaria” si sposa perfettamente con la narrativa antisistema di Trump.

Da un punto di vista elettorale l’operazione cripto è un indubbio successo e dimostra che il tycoon newyorkese conosce perfettamente le dinamiche del social trading e i trend borsistici creati dall’avvento del cosidetto retail trading.

Li racconta bene il film Dumb Money - Non chiamateli sprovveduti, tratto dal romanzo?The Antisocial Network?di Ben Mezrich, basato sulla storia vera di un gruppo di piccoli investitori riuniti in un forum sul social Reddit. Coordinando le loro strategie finanziarie, riescono a generare un’inversione di tendenza senza precedenti e a moltiplicare il valore delle piccole somme investite su Game Stop, una società presa di mira dalle vendite allo scoperto dei grandi hedge fund di Wall Street.

Invece di essere rappresentate dalle giubbe dei lavoratori del dipinto Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, il simbolo delle battaglie politico-sociali per l’emancipazione diventa uno youtuber che si fa chiamare Roaring Kitty. Emblematico il nome della piattaforma di trading a basso costo, Robinhood, che rende possibile l’operazione.

Il senso di appartenenza ad una comunità, il desiderio di emancipazione e uno strisciante antagonismo finanziario sono ormai guidate dall’interesse condiviso per l’investimento finanziario ad alto rischio.

Parliamo di un approccio all’investimento emotivamente coinvolgente, lontano dalle regole dell’investimento paziente di lungo periodo. La decisione di entrare o uscire dal mercato risponde piuttosto a dinamiche di gruppo e al sentiment, la versione moderna dell’umore delle folle.

Volendo battezzarlo, potremmo chiamarlo ‘capitalismo al dettaglio’. Sarà vera gloria? Pur lasciando ai posteri l’ardua sentenza, vale la pena sottolineare che gli effetti politici ed economici di queste narrative sono reali e riflettono le dinamiche in corso.

Una logica simile alimenta anche i corsi azionari dei titoli legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, in primis Nvidia. Va purtroppo ricordato che il principio per cui il mercato non distribuisce pasti gratis sopravviverà anche al cambiamento dei modelli di brokeraggio, alla disintermediazione politica e finanziaria.

La ‘democratizzazione dei mercati’ dunque non sarà senza costi. Al momento opportuno i corsi borsistici cripto e non, presenteranno il conto e non sarà diviso equamente, ci saranno vinti e vincitori.

Per paradosso, alcuni sicuri già li conosciamo. Certamente tra i vincenti va annoverato il gruppo industriale Tesla e le imprese finanziarie che sostengono l’ecosistema finanziario che lo sostiene. In seguito alle elezioni presidenziali statunitensi del 5 novembre 2024, le azioni di Tesla hanno registrato un aumento significativo, portando a un aumento sostanziale dell’attività di trading di opzioni call, un contratto che, grazie alla leva implicita, permette una ‘scommessa a rialzo a basso costo’.

L'11 novembre 2024 sono stati negoziati circa 2,5 milioni di contratti di opzioni Tesla, più del doppio del ritmo abituale, rendendo le opzioni Tesla le più scambiate tra i singoli titoli in quel giorno.

Questo aumento del volume degli scambi di opzioni di Tesla è un fenomeno non nuovo. Il sostegno a Tesla dei capitalisti retail ha garantito nel tempo una fonte stabile di capitale di rischio, una merce preziosa per sostenere i tassi di innovazione industriale che hanno caratterizzato le attività del gruppo.

Chi esce certamente sconfitto da questa tornata elettorale è un approccio regolatorio troppo spesso improntato alla certificazione dello status quo. La prima amministrazione Trump si è distinta per aver fortemente indebolito l’agenzia di protezione dei consumatori finanziari, e tutto lascia presagire che la protezione del risparmio dei cittadini investitori non sarà tra le priorità del nuovo governo. E’ ben il caso di dire che da un punto di vista sociale l’esperimento a cui stiamo assistendo sarà ‘senza rete di protezione’.

Alle viste, l’unica difesa delle parti deboli che rimane in campo è il rafforzamento sistematico dei presidi di educazione finanziaria. L’aumento di partecipazione porta con sé anche una richiesta di comprensione delle dinamiche borsistiche e delle scelte d’investimento più ampia e proveniente dal basso. Non mancano le possibilità, anche tecnologiche, di rispondere efficacemente a queste richieste. Robo-advisory, gamification e altre soluzioni molto innovative sono già attive e in corso di sperimentazione.

Gli indici di disuguaglianza ci racconteranno presto quali effetti avranno queste nuove dinamiche socio-economiche. Se la disuguaglianza continuerà ad aumentare, non è difficile prevedere che anche il furore borsistico lascerà il posto all’insoddisfazione e a qualche nuova forma di protesta antisistema.

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