LUGANO – Con i tempi che corrono, nel mondo sempre più liquido in cui ci troviamo a vivere, succede che chi gestisce le valute virtuali faccia montagne di soldi. Anche se c’è chi le contesta, ritenendole l’ennesimo escamotage per arricchirsi con progetti ambigui, approfittando della grande liquidità in circolazione e contestandone i promotori che si ergono a contraltare dello strapotere del sistema finanziario tradizionale. A Lugano il sindaco, Michele Foletti, un leghista della prima ora, è un fautore delle criptovalute tanto da aver creato un Plan B, per promuovere e sperimentare l'utilizzo della tecnologia blockchain su larga scala, in città. Amministratore delegato di Tether è il 40 enne di Savona Paolo Ardoino, che abbiamo raggiunto in Salvador, il primo Paese al mondo ad aver scelto il Bitcoin come valuta nazionale.
Come sta andando l’utilizzo della criptovaluta in quel Paese dell’America Centrale?
“El Salvador rappresenta un modello affascinante di come l'innovazione possa cont…
LUGANO – Con i tempi che corrono, nel mondo sempre più liquido in cui ci troviamo a vivere, succede che chi gestisce le valute virtuali faccia montagne di soldi. Anche se c’è chi le contesta, ritenendole l’ennesimo escamotage per arricchirsi con progetti ambigui, approfittando della grande liquidità in circolazione e contestandone i promotori che si ergono a contraltare dello strapotere del sistema finanziario tradizionale. A Lugano il sindaco, Michele Foletti, un leghista della prima ora, è un fautore delle criptovalute tanto da aver creato un Plan B, per promuovere e sperimentare l'utilizzo della tecnologia blockchain su larga scala, in città. Amministratore delegato di Tether è il 40 enne di Savona Paolo Ardoino, che abbiamo raggiunto in Salvador, il primo Paese al mondo ad aver scelto il Bitcoin come valuta nazionale.
Come sta andando l’utilizzo della criptovaluta in quel Paese dell’America Centrale?
“El Salvador rappresenta un modello affascinante di come l'innovazione possa contribuire alla trasformazione di un paese. L'adozione di Bitcoin come valuta a corso legale è tra gli step principali di una visione, più ampia, di modernizzazione del territorio. In El Salvador la tecnologia blockchain sta contribuendo a creare nuove opportunità economiche. Stiamo vedendo, infatti, un aumento significativo degli investimenti nel paese, nuove imprese che vi si stabiliscono e una crescente fiducia nel sistema e nella sua solidità, che va di pari passo con la sicurezza e la strenua lotta verso le gang armate”.
La rivista statunitense Reason, che ha realizzato un reportage dal Salvador, afferma che il 92% della popolazione la rifiuta.
“L’adozione di nuove tecnologie, specialmente in ambito finanziario, è un processo graduale che richiede tempo e impegno, sotto forma di programmi di divulgazione e formazione pratica. Lo abbiamo visto anche a Lugano, proprio con l’iniziativa Plan B: lo scetticismo iniziale si è trasformato in accettazione man mano che le persone hanno appreso le basi della tecnologia.”
A Lugano c’è più disponibilità verso la novità rispetto al Salvador, però i negozianti di Via Nassa, la via del lusso, vi hanno sbattuto la porta in faccia e non accettano il Bitcoin.
"Mi permetta di correggere questa percezione che non riflette la realtà. In tutta la città una ventina di attività, tra cui il punto vendita di Guess, hanno aderito al circuito Plan B. Volendo ribaltare la narrazione degli ormai pochissimi scettici, a Lugano stiamo assistendo a una crescita organica, sostenibile e tangibile: oltre 400 attività accettano pagamenti in BTC, USDt e LVGA e più del 10% della popolazione utilizza wallet . Un record in Europa, in rapporto al numero di abitanti”.
Gli ambienti contrari alle criptovalute le ritengono, tra le altre cose, uno strumento che può favorire il riciclaggio.
“Si tratta di una considerazione superficiale, fatta da chi non comprende la tecnologia, e che i dati non supportano ma, addirittura, smentiscono. La blockchain è per sua natura un registro pubblico e immutabile dove ogni transazione è tracciabile e verificabile a ritroso: quanto a Bitcoin, ad esempio, parliamo del sistema più trasparente mai creato, decentralizzato e senza intermediari. Qualunque studio dimostra come il contante rimanga lo strumento preferito per attività illecite”.
Quanto ha pesato la vittoria recente di Trump nel balzo delle criptovalute e in che misura la presenza di Elon Musk accanto al neo-presidente ha contribuito?
“Probabilmente la presenza di Elon Musk al fianco di Trump, ha rappresentato anche un peso simbolico significativo per certi target sia di risparmiatori/speculatori che di elettori, perché il proprietario di Tesla, SpaceX, Starlink e X è un personaggio che simboleggia la frontiera e la libertà individuale, due valori profondamente radicati sia nell’immaginario USA che nella cultura Bitcoin.
Un ragazzo di Savona, il suo caso, si ritrova a 40 anni con una fortuna stimata da Forbes in 4 miliardi di dollari. Com’è andata?
"Grazie a una profonda passione per la tecnologia, esplosa quando mio padre mi regalò il mio primo computer, un Olivetti 386 e mi ha portato a divenire prima ricercatore (non stabilizzato) all'Università di Genova, dove ho imparato a costruire soluzioni informatiche, poi a programmare per la finanza e a comprenderla, in Svizzera, a fondare una startup a Londra, a scoprire Bitcoin, infine a incontrare Giancarlo Devasini e contribuire al successo di Tether. Un progetto, quest’ultimo, semplice e al contempo geniale, oggi utilizzato da oltre 400 milioni di individui, rifiutati dalle banche perché non abbastanza danarosi da generare commissioni redditizie”.