Paghe più basse dei colleghi, 6mila lavoratrici vincono la battaglia per la parità contro Birmingham
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Migliaia di donne hanno finalmente vinto. Addirittura, il Comune di Birmingham ha dovuto dichiarare bancarotta per le loro legittime richieste. Ora, però, l’accordo tra autorità locali e i sindacati Gmb e Unison è stato messo nero su bianco. Seimila lavoratrici riceveranno risarcimenti per un motivo troppo spesso ricorrente: per professioni e mansioni equiparabili, sono state pagate meno degli uomini. “Oggi abbiamo fatto la Storia”, ha dichiarato l’associazione di categoria Gmb, “si tratta di un importante passo verso la giustizia e la parità”.
La battaglia è durata anni e ha coinvolto soprattutto insegnanti di sostegno o assistenti amministrative assunte da vari enti comunali della seconda città britannica per popolazione. Una di loro, …
LONDRA - Migliaia di donne hanno finalmente vinto. Addirittura, il Comune di Birmingham ha dovuto dichiarare bancarotta per le loro legittime richieste. Ora, però, l’accordo tra autorità locali e i sindacati Gmb e Unison è stato messo nero su bianco. Seimila lavoratrici riceveranno risarcimenti per un motivo troppo spesso ricorrente: per professioni e mansioni equiparabili, sono state pagate meno degli uomini. “Oggi abbiamo fatto la Storia”, ha dichiarato l’associazione di categoria Gmb, “si tratta di un importante passo verso la giustizia e la parità”.
La battaglia è durata anni e ha coinvolto soprattutto insegnanti di sostegno o assistenti amministrative assunte da vari enti comunali della seconda città britannica per popolazione. Una di loro, Pamela Whatley, ha detto alla Bbc di essere “felicissima” e “aver finalmente ritrovato la pace” dopo l’intesa raggiunta in queste ultime ore. Che, almeno secondo le stime iniziali, dovrebbe costare alle casse del Comune di Birmingham circa 760 milioni di sterline, ossia poco più di 900 milioni di euro.
Una prospettiva che, tra le altre cose, ha costretto le autorità locali laburiste della City Hall a dichiarare bancarotta a inizio anno, a causa delle casse sempre più vuote. In realtà, anche se le cifre non sono note, il compromesso potrebbe scendere a 5-600 milioni complessivi, e sarà ufficialmente approvato il 17 dicembre prossimo.
Le seimila donne in questione hanno iniziato a rivendicare i loro diritti quattro anni fa a causa dei salari sistematicamente più bassi di quelli degli uomini: se questi ultimi, in stragrande maggioranza per mansioni come gli spazzini, avevano stipendi mediamente più alti anche per via di maggiori bonus e benefit, le donne impegnate invece in settori come assistenza all'apprendimento o catering raramente riuscivano a superare la soglia di 22mila sterline lorde all’anno. “Finalmente hanno ottenuto la giustizia che meritavano”, ha detto Clare Campbell di Unison, “speriamo sia solo l’inizio e un punto di svolta anche per molte altre lavoratrici della città”.