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Ania e Assogestioni, la lobby conta ancora: così assicurazioni e fondi si sfidano per il potere

La presidente di ANIA, Maria Bianca Farina, nel corso della Rome Investment Forum 2024 presso Palazzo Altieri a Roma, 22 maggio 2024. ANSA/CLAUDIO PERI (ansa)

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Domani si elegge il presidente degli assicuratori, di provenienza Generali, con il dissenso di Intesa Sanpaolo e Allianz. Tensioni tra i fondi di investimento sulla lista per Trieste. L’Abi più tranquilla, ma perché Carlo Messina ha già messo un suo uomo in un posto chiave
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MILANO - I ‘corpi intermedi’ come le associazioni di categoria di banche, assicurazioni e fondi di investimento? La notizia della loro morte – per dirla con Mark Twain – era fortemente esagerata. Stanno benissimo, a giudicare dagli scontri per il vertice di Abi, Ania e Assogestioni, soggetti portatori di interessi comuni verso il mondo esterno e allo stesso tempo camere di compensazione di interessi divergenti dei propri associati.

Il caso più caldo è quello dell’Ania, dove si avvia a concludere il suo terzo mandato triennale da presidente Bianca Maria Farina. A chiedere la successione – l’Ania riunisce tutte le maggiori compagnie, tranne Unipol – è stata questa volta Generali con il suo manager Giovanni Liverani. Ma, per una questione forse di merito più che di metodo, la sua …

MILANO - I ‘corpi intermedi’ come le associazioni di categoria di banche, assicurazioni e fondi di investimento? La notizia della loro morte – per dirla con Mark Twain – era fortemente esagerata. Stanno benissimo, a giudicare dagli scontri per il vertice di Abi, Ania e Assogestioni, soggetti portatori di interessi comuni verso il mondo esterno e allo stesso tempo camere di compensazione di interessi divergenti dei propri associati.

Il caso più caldo è quello dell’Ania, dove si avvia a concludere il suo terzo mandato triennale da presidente Bianca Maria Farina. A chiedere la successione – l’Ania riunisce tutte le maggiori compagnie, tranne Unipol – è stata questa volta Generali con il suo manager Giovanni Liverani. Ma, per una questione forse di merito più che di metodo, la sua designazione è stata avversata da Intesa Sanpaolo Vita, che si astenuta al consiglio direttivo di novembre che lo ha scelto, e da Allianz, che a quella riunione proprio non ha partecipato.

Le due compagnie puntavano a mantenere Farina alla presidenza ancora per un anno, introducendo intanto un direttore generale forte e depotenziando così – temeva Generali – la figura del presidente. Il 10 dicembre l’assemblea per la nomina di Liverani è slittata anche alla luce di quei dissidi. Domani si replica e spira aria di obbligata concordia: Liverani sarà eletto e Farina lo affiancherà per un anno come presidente onorario. Tra gli impegni anche la riforma della governance.

Gli attriti in Assogestioni

In Assogestioni le schermaglie già avviate tra fondi quando si è trattato di spedire alla Consob l’opinione della categoria sulla Legge Capitali, si sono intensificate nel comitato dei gestori che dovrà decidere la lista di minoranza per Generali: qui hanno dichiarato il loro conflitto d’interessi i rappresentanti di Mediobanca e Generali, ma non quelli di Anima e Kairos, che giocano una parte da comprimari e non da protagonisti. Schermaglie che secondo alcune fonti potrebbero riverberare fino al vertice, mettendo sotto pressione la presidenza di Carlo Trabattoni, manager del gruppo Generali che termina il suo mandato il prossimo anno. A Trieste, però, si considera impossibile che un esponente del Leone non resti alla guida per un secondo mandato, come del resto è già accaduto per presidenti di altra provenienza.

L’Abi oasi di pace

In tanta agitazione l’unica oasi di pace pare essere l’Abi. Ma è solo perché a maggio Intesa Sanpaolo, dopo un periodo di grande gelo con l’associazione, ha accettato la riconferma del presidente Antonio Patuelli a patto che fosse affiancato dal nuovo direttore generale Marco Elio Rottigni, una figura forte pescata direttamente dalle prime linee della banca dall’ad Carlo Messina. L’ennesima riprova che nelle associazioni di categoria c’è un potere che conviene coltivare.

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