Economia

Manovra, il governo mette la fiducia alla Camera. Domani il voto

Manovra, il governo mette la fiducia alla Camera. Domani il voto
(ansa)
All’avvio dei lavori nessun rappresentante dell’esecutivo era presente tra i banchi dell’emiciclo. La discussione generale si è conclusa verso le 13, senza repliche. Le scuse di Ciriani per il ritardo
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ROMA - Il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera sulla manovra nel testo identico a quello licenziato dalla commissione Bilancio. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, si è scusato per ritardo nell’inizio dei lavori. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha confermato il calendario delle fasi finali in aula, già stabilito ieri, indicando per le 11 di domani l'avvio della 'chiama' per il voto di fiducia (con le dichiarazioni di voto dalle 9:30).

L’assemblea approverà la nota di variazione di bilancio stilata dal Cdm tra le 20 e le 21.30: una mini-deroga alla regola che dispone un periodo minimo di 24 ore tra la richiesta della fiducia (avanzata oggi dopo le 13) e la 'chiama'. Il provvedimento sarà in Senato lunedì: l'approvazione definitiva il 28 dicembre.

A Montecitorio l’iter in aula della legge di bilancio è iniziato nel caos. La seduta, convocata per le otto di questa mattina, è stata subito sospesa: nessun rappresentante del governo si è presentato nell’emiciclo di Montecitorio. Una gravità inaudita, una vergogna senza precedenti”, ha detto il vicepresidente del gruppo di Avs, Marco Grimaldi. Mezz’ora dopo è arrivata la sottosegretaria al Mef, Lucia Albano, e i lavori sono ripresi.

Intorno alle nove sono arrivati a Montecitorio anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e il titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti. La discussione generale in aula si è conclusa verso le 13, come ha comunicato il vicepresidente di turno Fabio Rampelli, senza lasciare spazio a repliche, dato che i relatori di minoranza hanno esaurito il tempo a disposizione e quelli di maggioranza e il governo hanno rinunciato.

Scongiurato il ritorno in commissione del testo: la Ragioneria non avrebbe rilevato necessità di intervenire sul testo. Al contrario avrebbe individuato una sovracopertura di 100 milioni di euro nel 2025 e altrettanti nel 2026.

Manovra, a lavoro fino a 70anni anche infermieri e ostetriche

Si amplia la fascia dei professionisti del mondo della sanità che potranno chiedere di restare a lavoro fino a 70 anni. Lo prevede un emendamento alla manovra approvato in commissione Bilancio alla Camera. Chi rientra nelle professioni "sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione" dovrà presentare una "domanda di autorizzazione per il trattenimento in servizio anche oltre il limite del quarantesimo anno di servizio effettivo e comunque non oltre il settantesimo anno di età", viene spiegato.

Confermato l’inizio delle votazioni domani alle 11

La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha confermato il calendario dei lavori delle fasi finali della manovra in aula, già stabilito ieri, indicando per le 11 di domani l'avvio della 'chiama' per il voto di fiducia (con le dichiarazioni di voto dalle 9:30). Successivamente, dopo il voto sulle dimissioni da deputato di Enrico Letta (12:00), l'assemblea procederà all'esame degli ordini del giorno e degli altri articoli collegati ai documenti di bilancio, per passare tra le 20 e le 21:30 all'approvazione della nota di variazione stilata dal Consiglio dei ministri appositamente convocato, alle dichiarazioni di voto finale e al via libera alla manovra in prima lettura. La conferenza dei presidenti di gruppo ha così tacitamente adottato una mini-deroga alla regola che dispone un periodo minimo di 24 ore tra la richiesta della fiducia (avanzata oggi dopo le 13) e la 'chiama'. Il provvedimento verrà quindi inviato al Senato dove sono già previste per lunedì mattina le comunicazioni all'Aula della presidenza sull'avvio dell'esame per l'approvazione definitiva attesa, quasi certamente, subito dopo Natale.

Ciriani: mi scuso a nome del governo per il ritardo dell’avvio dei lavori alla Camera

"Vorrei fare le mie scuse personali, e anche a nome del governo, per il ritardo con cui questa mattina sono stati avviati i lavori del parlamento. So bene che stanchezza, inconvenienti e incomprensioni possono capitare soprattutto in queste ore molto frenetiche, però so anche che alla fine le giustificazioni stanno a zero, e non intendo ricorrere alla pratica dello scaricabarile, come pure potrei". Lo ha affermato il ministro dei rapporti con il parlamento, Luca Ciriani, nell'aula del parlamento prima di porre la questione di fiducia sull'approvazione del Ddl Bilancio, riferendosi all'assenza dei rappresentanti di governo al momento dell'avvio della discussione generale sul provvedimento. "Al presidente della Camera e tutti i gruppi parlamentari e ai singoli parlamentari voglio loro ribadire il mio massimo impegno affinché tutti i ministeri garantiscano doverosamente, e prioritariamente, la loro presenza puntuale in Aula e nelle Commissioni affinché questi episodi non si ripetano più", aggiunge.

Governo pone la questione di fiducia nell'Aula della Camera

Il ministro dei rapporti con il parlamento, Luca Ciriani, ha posto la questione di fiducia nell’Aula della Camera sull'approvazione Ddl Bilancio, nel testo identico a quello licenziato dalla Commissione Bilancio. La conferenza dei capigruppo definirà i tempi della relativa votazione.

Conclusa alla Camera la discussione generale, no repliche

Si è conclusa la discussione generale sulla manovra nell'Aula della Camera. Il vicepresidente di turno Fabia Rampelli ha comunicato che non si darà luogo alle repliche, poiché i relatori di minoranza hanno esaurito il tempo a disposizione, mentre i relatori di maggioranza e il governo hanno rinunciato. La questione pregiudiziale presentata da Avs non verrà messa ai voti, poiché è stata ritenuta inammissibile in quanto volta a pregidicare la discussione sulla legge di Bilancio che deve essere portata a compimento entro il termine della sessione di bilancio.

Garavaglia: norma anti Renzi è sbagliata, votata per coalizione

"Abbiamo votato per spirito di coalizione. Onestamente per me è sbagliata. Penso che se una persona lavora, è giusto che sia pagata". Lo ha detto il senatore della Lega, Massimo Garavaglia, riferendosi alla cosiddetta 'norma anti Renzi' inserita nella Manovra, ospite di Sky Tg24.

Bordonali: un milione per linea ferroviaria Brescia-Verona

"Grazie all'approvazione di un emendamento della Lega in Commissione Bilancio, a prima firma del nostro capogruppo Riccardo Molinari, in arrivo un milione per la linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità (AV/AC) Brescia-Verona. Una tratta fondamentale per il Nord Italia, parte del più ampio corridoio ferroviario che collega Milano a Venezia, la Lombardia al Veneto. La Lega, come sempre, dimostra di ascoltare i territori e dare loro risposte concrete. La nostra visione per il futuro del Paese è chiaro: strutture, interconnessione e velocità. Queste sono le nostre parole d'ordine". Così, in una nota, la deputata bresciana della Lega Simona Bordonali.

Freni: “Le polemiche non ci appartengono”

"Come giustamente ha detto il ministro dell'Economia le opposizioni fanno il loro lavoro, ma le polemiche non ci appartengono. Lavoriamo per portare a casa la legge di Bilancio". Così il sottosegretario al Mef, Federico Freni rispondendo alle domande dei cronisti sulle proteste delle forze politiche che non sostengono il governo sul fatto che l'esecutivo non era presente questa mattina alle 8 nell'Aula del Transatlantico all'avvio della discussione sulla manovra.

Spunta sovracopertura, il testo non tornerà in commissione

A quanto si apprende da fonti parlamentari, c'è una sovracopertura di circa 100 milioni di euro nel 2025 e altrettanti nel 2026 per la legge di bilancio. Questa condizione, che si presenta per la prima volta nella storia repubblicana, permetterà di proseguire i lavori secondo calendario senza portare nuovamente il testo della manovra in commissione bilancio della Camera. Questa sovracopertura, spiegano ancora le fonti, confluirà nel conto di controllo, strumento previsto dal Psb, per abbattere il deficit.

Per quanto riguarda l'andamento dei lavori, considerato lo slittamento per le proteste di questa mattina dell'opposizione a causa della mancanza di membri del governo in aula, la fiducia verrà posta intorno alle 13 e non alle 11, mentre domani a mezzogiorno inizieranno le dichiarazioni di voto per poi proseguire con chiama, ordini del giorno e arrivare entro le 23 al voto finale. Dopodiché, la manovra approderà in Senato tra Natale e Capodanno.

Tajani: “Aula deserta? Ci sono Giorgetti e Ciriani”

La manovra di bilancio? "Mi pare che in aula adesso ci siano il ministro Giorgetti e Ciriani. L'opposizione parla ma è una manovra che va nella giusta direzione". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della riunione pre-vertice europeo del Ppe, rispondendo alle polemiche dell'opposizione sul fatto che parte del governo non si sia presentata alla Camera per i lavori sulla manovra economica.
"Grazie anche al lavoro di Forza Italia sono stati apportati alcuni correttivi. Non è una manovra da Stasi, da Germania dell'est. La maggioranza ha ascoltato le nostre richieste, con una manovra che va nella direzione della crescita economica, di rafforzare alcune scelte nel settore della sanità e nella direzione di aiutare la parte di italiani che ancora soffrono dal punto di vista economico", ha aggiunto.

Giorgetti: “Opposizioni protestano? È legittimo”

"È legittimo, l'opposizione è nata per protestare. Anche io quando ero all'opposizione protestavo". Così il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, commenta le proteste delle opposizioni per l'assenza del governo in aula durante la discussione generale sulla manovra

Arriva Giorgetti

È arrivato in aula il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti

Della Vedova: “Assenza del governo inqualificabile”

“L’assenza del governo in Aula stamattina è inqualificabile e gravissima. In quanto a rispetto istituzionale, siamo già oltre il limite previsto senza che il governo si dimentichi di mettere la sveglia la mattina in cui in Aula c’è la legge di bilancio. Chiedo che il Presidente Fontana convochi la Presidente del Consiglio Meloni e il ministro Ciriani per comunicare loro che il Parlamento della Repubblica non aspetta i comodi del governo”. Lo ha detto nell’aula di Montecitorio il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, commentando l’assenza del governo in fase di discussione generale della legge di bilancio

I 5 stelle contro il governo: gestione pessima, intervenga Fontana

“Assistiamo all'ennesima assoluta mancanza di rispetto nei confronti di questo parlamento e chiediamo l'intervento di Fontana. In queste settimane abbiamo assistito a una gestione pessima dei lavori sulla Legge di Bilancio, una confusione totale, con emendamenti che arrivavano all'ultimo minuto. Quasi certamente dovremo tornare in Commissione e l'assenza del governo di stamani è la ciliegina sulla torta”, attacca in aula il deputato M5s, Leonardo Donno.

Arriva la sottosegretaria Albano, la seduta riprende

I lavori sono ripresi alle 8.35. I deputati delle opposizioni sono intervenuti per stigmatizzare quanto avvenuto. Intanto in aula è arrivata in rappresentanza del governo la sottosegretaria all'Economia, Lucia Albano. "Il governo non c'era alle 8 e ricominciamo alle 8.35, è un caso di sciatteria istituzionale inaccettabile, il ministro Ciriani venga a scusarsi", dice il deputato del Pd Federico Fornaro.

Grimaldi: “Chiediamo che Giorgetti segua la discussione in aula”

"Chiediamo che il ministro Giorgetti venga in aula e segua la discussione dall'inizio alla fine. Non è tollerabile che l'esame della Manovra si tenga in sua assenza". Lo ha chiesto in Aula Marco Grimaldi, vice presidente del gruppo di Avs alla Camera.

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