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Stop al gas russo via Ucraina, bollette verso aumenti record

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Oggi scade il contratto di transito tra Mosca e Kiev per le forniture destinate ai Paesi europei. L’impennata dei prezzi si trasferirà sui consumatori con rincari di elettricità e metano fino al 30%
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La geopolitica dell’energia entra nelle bollette degli italiani che l’anno prossimo rischiano di pagare fino al 30% in più sia per la luce sia per il metano. Ieri il prezzo di riferimento europeo del gas, al Ttf di Amsterdam, ha dato una tregua (-0,2% a 47,6 euro al megawattora). Ma nel 2024 ha sfiorato un aumento del 50%, con un’accelerazione dall’autunno. L’ultima questione a surriscaldarlo è la scadenza del contratto che fa fluire 15 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia all’Europa, attraverso l’Ucraina: spira oggi. Da giorni Putin fa sapere che non ci sono i tempi per ridiscuterlo e ha mandato un primo segnale azzerando le forniture alla Moldova. Impedire che la vendita di gas foraggi l’invasione resta l’obiettivo numero uno dell’Ucraina di Zelensky, pronta a rinunciare alle commissioni sul transito. Austria, Slovacchia e Ungheria sono le più colpite e non a caso Robert Fico è volato a Mosca facendo infuriare Kiev: tutto porta allo stop di quel flusso che oggi vale il 5% circ…

La geopolitica dell’energia entra nelle bollette degli italiani che l’anno prossimo rischiano di pagare fino al 30% in più sia per la luce sia per il metano. Ieri il prezzo di riferimento europeo del gas, al Ttf di Amsterdam, ha dato una tregua (-0,2% a 47,6 euro al megawattora). Ma nel 2024 ha sfiorato un aumento del 50%, con un’accelerazione dall’autunno. L’ultima questione a surriscaldarlo è la scadenza del contratto che fa fluire 15 miliardi di metri cubi di gas dalla Russia all’Europa, attraverso l’Ucraina: spira oggi. Da giorni Putin fa sapere che non ci sono i tempi per ridiscuterlo e ha mandato un primo segnale azzerando le forniture alla Moldova. Impedire che la vendita di gas foraggi l’invasione resta l’obiettivo numero uno dell’Ucraina di Zelensky, pronta a rinunciare alle commissioni sul transito. Austria, Slovacchia e Ungheria sono le più colpite e non a caso Robert Fico è volato a Mosca facendo infuriare Kiev: tutto porta allo stop di quel flusso che oggi vale il 5% circa della domanda Ue.

Anche l’Italia, dal Tarvisio, ne è in parte interessata ma con quote ridotte: nell’ordine dei 5,5 miliardi di metri cubi, quest’anno, dai 29 pre-guerra. Proprio ieri, Snam ha annunciato l’arrivo della nave rigassificatrice Bw Singapore: è la quinta ed entrerà in funzione a Ravenna dalla primavera. Da allora, con 28-29 miliardi di metri cubi di capacità, grazie al Gnl copriremo di fatto quel che importavamo via tubo da Mosca.

Tra gli operatori non ci sono timori di scompensi ma, pur nella varietà di stime, la convinzione che una dose di “tensione” sia in vista. Il Gnl costa di più e per assicurarcelo siamo in competizione con l’Asia. A ciò si aggiunga che gli stoccaggi Ue sono pieni per meno del 75% e in discesa a ritmi più rapidi della media del quinquennio (l’Italia è intorno all’80%); che la “Dunkelflaute”, l’assenza di sole e vento, ha azzoppato la produzione rinnovabile; e che il clima sarà più rigido. Fattori che hanno già presentato il conto ai consumatori. A partire dai 3,4 milioni di clienti vulnerabili (over 75 e non solo) in Tutela elettrica, per i quali l’Arera ha previsto una bolletta più salata del 18,2% nel primo trimestre 2025. Nonostante il rincaro, la spesa annuale per l’utente tipo vulnerabile tra primo aprile 2024 e 31 marzo 2025 è inferiore del 2% (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Merito di un 2024 che, a parte la coda finale, è stato tutto sommato benevolo.

E il futuro? Secondo Facile.it, non è troppo roseo. Confrontando gli indici Psv (gas) e Pun (elettricità) degli ultimi 12 mesi con le previsioni dell’European energy exchange (Eex) per i prossimi 12, calcola che l’energia elettrica aumenterà del 27% e il gas del 26%. Ciò si tradurrà in bollette più care di 272 euro tra luce e gas (+11% rispetto a oggi) sul mercato libero. Simona Benedettini, advisor in regolazione dei mercati energetici, dipinge però un quadro a tinte meno fosche: «L’Eex non è molto indicativo. Gli indici forward dei mercati power & gas italiani per il 2025 parlano di circa 12 centesimi/kWh per la luce e 47 centesimi/smc per il gas, in linea rispetto alla media del 2024».

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