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Stop al gas russo dall’Ucraina, Zelensky: basta ricatti

I tubi dell’impianto di Bilche-Volytsko-Uherske, vicino a Bilche, in Ucraina
 

 

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La scadenza dell’accordo firmato nel 2009 tra Gazprom e Naftogaz lascia a secco il principale gasdotto verso l’Ue. “Il Cremlino perde tra 5 e 6,5 miliardi di dollari l’anno”
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ROMA – Il gas russo non attraversa più l’Ucraina per raggiungere i pochi Paesi europei – tra cui l’Italia – che ancora lo acquistano, in percentuali ridotte ma significative. L’accordo del 2009 tra la russa Gazprom e l’ucraina Naftogaz – già prorogato in extremis nel 2019, dopo un lungo braccio di ferro – è scaduto il 30 dicembre. Il rubinetto è stato chiuso ieri “alle 8 ora di Mosca”. “A causa del rifiuto ripetuto e formale da parte ucraina di rinnovare l’accordo, non abbiamo più possibilità legale e tecnica di proseguire la fornitura”, comunica il colosso energetico russo.

L’Ucraina rinuncia così a un miliardo di dollari l’anno in accise sul transito. Una manna, con un bilancio devastato da tre anni di guerra, eppure a Kiev si brinda: "È una delle…

ROMA – Il gas russo non attraversa più l’Ucraina per raggiungere i pochi Paesi europei – tra cui l’Italia – che ancora lo acquistano, in percentuali ridotte ma significative. L’accordo del 2009 tra la russa Gazprom e l’ucraina Naftogaz – già prorogato in extremis nel 2019, dopo un lungo braccio di ferro – è scaduto il 30 dicembre. Il rubinetto è stato chiuso ieri “alle 8 ora di Mosca”. “A causa del rifiuto ripetuto e formale da parte ucraina di rinnovare l’accordo, non abbiamo più possibilità legale e tecnica di proseguire la fornitura”, comunica il colosso energetico russo.

L’Ucraina rinuncia così a un miliardo di dollari l’anno in accise sul transito. Una manna, con un bilancio devastato da tre anni di guerra, eppure a Kiev si brinda: "È una delle più grandi sconfitte di Mosca. Quando Putin prese il potere più di 25 anni fa – commenta il presidente Zelensky – il pompaggio annuale attraverso l’Ucraina verso l’Europa ammontava a oltre 130 miliardi di metri cubi. Oggi è zero”. La strategia è tagliare le entrate di Mosca e i suoi legami con i partner europei: il danno per la Russia è stimato "tra i 5 e 6,5 miliardi di dollari l’anno”. Ma Mosca già guarda ai mercati alternativi e a potenziare ulteriormente il TurkStream, l’ultimo attivo dei quattro gasdotti diretti in Europa. Gli altri due, il NordStream (distrutto, con Kiev sospettato numero uno) e il Yamal-Europa dalla Bielorussia, erano già a secco.

“È stato sospeso il trasporto di gas naturale – avverte Naftogaz – dal punto di ingresso ‘Sudzha’ ai punti di uscita occidentali e meridionali. Il Gts (l’ente gestore del trasporto) ha informato i partner internazionali”. Il consumo interno di gas russo era già azzerato, ma i contratti esistenti con i Paesi europei non potevano essere interrotti da Kiev senza penali insostenibili.

“È una vittoria” di chi si oppone al Cremlino, commenta il ministro degli Esteri polacco, Radek Sikorski, denunciando i tentativi sistematici di Mosca di “ricattare l’Europa orientale minacciando di interrompere le forniture di gas”, e di bypassare Ucraina e Polonia con un gasdotto nel Baltico per raggiungere la Germania.

Grandi manovre prima del negoziato sulla fine del conflitto atteso con l’insediamento di Trump: anche il gas finirà sul tavolo. Cinque anni fa, quando l’accordo stava scadendo fragorosamente, la Ue si spese per il rinnovo. Ma l’invasione ha cambiato le carte, dopo il monito di Mario Draghi: "Cosa preferiamo? La pace, o stare tranquilli con il termosifone acceso?”. Le forniture russe nella Ue sono crollate dal 40 a meno del 10%, e la chiusura attuale varrà il 5% dell’import europeo: ma i prezzi del gas sono saliti alle stelle.

In Ucraina, il nodo di ingresso del gas russo a Sokhranivka, vicino a Lugansk occupata nel 2014, è stato chiuso. Quello di Sudzha però ha resistito alla bufera delle sanzioni e alla pretesa russa di pagamenti in rubli. Dall’Ucraina nel 2023 sono andati in Austria 6 miliardi di metri cubi di gas russo, 6,5 miliardi in Slovacchia e un miliardo in Ungheria: in tutto 14,4 miliardi di metri cubi fluiti nel gasdotto Sudzha-Urengoy-Pomary-Uzhhorod, unco operativo.

Neppure la controffensiva ucraina nella regione russa di Kursk, dove si trova Sudzha, lo ha fermato: il 7 agosto si combatteva intorno alla stazione del gas, ma le forniture calarono solo del 12%. “Il blocco del transito avrà un impatto drastico su tutti noi nella Ue, ma non sulla Russia”, accusa il premier slovacco Fico nel discorso di Capodanno. Per questo era volato a Mosca cercando di metterci una pezza. Ma stavolta la Commissione europea è con Kiev, sul mancato rinnovo: “La Ue è pronta: da più di un anno lavora a garantire approvvigionamenti alternativi”.

Pronta anche se "dobbiamo sopportare l’isteria di alcuni politici europei – dice Zelensky –che preferiscono schemi mafiosi con Mosca invece della politica energetica trasparente. Auspichiamo un aumento delle forniture di gas americano”. A pagare un prezzo alto sono, da subito, la Moldavia e la regione separatista filorussa, la Transnistria: da lì fluivano 2 miliardi di metri cubi l’anno di gas russo transitato in Ucraina. La Moldavia avrà aiuti e alternative; la Transnistria ha interrotto riscaldamento e acqua calda alle famiglie.

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