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Stop agli incentivi sulle caldaie a gas dal 2025, l’Ue punta sulle pompe di calore

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Il futuro del riscaldamento in Europa è elettrico, e le pompe di calore in prospettiva dovranno essere l'unica tipologia di impianto da installare secondo la direttiva Case green. Gli aiuti fiscali anche per impianti ibridi alimentati da biometano o idrogeno verde
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ROMA – Con la nuova crisi del gas, fra l’addio al metano russo via Ucraina, l’allerta sulle riserve della vecchia Europa e il prezzo a quota 50 euro al megawattora, la ricerca di un’alternativa alla vecchia caldaia torna sul tavolo delle famiglie. E anche la politica europea spinge in quella direzione.Tanto che l’Ue, dal 1° gennaio, ha messo al bando gli incentivi sulle (sole) caldaie a gas per accelerare sulle pompe di calore. Insomma, il futuro del riscaldamento in Europa è elettrico, e le pompe di calore in prospettiva dovranno essere l'unica tipologia di impianto da installare secondo la direttiva Case green.

Sono dispositivi in grado di contribuire in maniera significativa alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e per questo saranno u…

ROMA – Con la nuova crisi del gas, fra l’addio al metano russo via Ucraina, l’allerta sulle riserve della vecchia Europa e il prezzo a quota 50 euro al megawattora, la ricerca di un’alternativa alla vecchia caldaia torna sul tavolo delle famiglie. E anche la politica europea spinge in quella direzione.Tanto che l’Ue, dal 1° gennaio, ha messo al bando gli incentivi sulle (sole) caldaie a gas per accelerare sulle pompe di calore. Insomma, il futuro del riscaldamento in Europa è elettrico, e le pompe di calore in prospettiva dovranno essere l'unica tipologia di impianto da installare secondo la direttiva Case green.

Sono dispositivi in grado di contribuire in maniera significativa alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e per questo saranno ulteriormente incentivate, mentre è già attivo lo stop agli incentivi fiscali per le caldaie a gas e il divieto di utilizzo dal 2040.

La Commissione Ue ha varato le linee guida agli Stati membri per la graduale eliminazione degli incentivi finanziari per le caldaie alimentate solo da combustibili fossili, lasciando la possibilità di mantenere, in via transitoria, solo quelli per gli impianti ibridi. Quando si tratta di caldaie con un solo generatore di calore, il documento specifica che rientrano in questa categoria solo gli impianti che al momento della loro installazione vengono alimentati dalla rete locale con un mix di combustibili che provengono anche da fonti rinnovabili come biometano e idrogeno verde. Ossia i combustibili verdi debbono già essere presenti nella rete, mentre non si deve tener conto delle potenzialità future.

Impianti ibridi con gli incentivi

Maggior favore, invece, può essere riservato agli impianti autonomi che abbinano una caldaia a gas con pompe di calore e/o solare termico, ossia che presentano due generatori di calore in grado di attivarsi indipendentemente. La caldaia a gas in questo caso interverrà solo a fronte di temperature troppo basse per garantire un funzionamento ottimale della pompa di calore. L'incentivo per l'installazione potrà comunque essere ancora consentito solo se la quota di energia rinnovabile utilizzata è rilevante.

Spetta ai singoli Stati fare i conteggi in merito alla quota in questione, ma comunque, poiché l'obbiettivo finale della direttiva è quello di eliminare l'uso di combustibili fossili nelle caldaie, i sistemi di riscaldamento ibridi dovrebbero essere incentivati solo come soluzione transitoria. Per questo il documento della Commissione invita a prevedere incentivi proporzionali alla quantità di energia rinnovabile utilizzata, prevedendo le agevolazioni più significative solo per quelli basati al 100% su energia rinnovabile, ossia a quelli che si basano solo sulle pompe di calore.

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