La bolletta del gas potrebbe aumentare in media fra il 9 e il 10 per cento nel 2025. È Stefano Besseghini a dare un ordine di grandezza ai rincari del metano, spinti da tensioni geopolitiche sempre all’ordine del giorno – Ucraina e Medio Oriente in testa – e dagli speculatori in agguato. Per questo, il presidente dell’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) fa appello direttamente ai consumatori: «L’unico strumento che abbiamo per compensare gli andamenti del prezzo, che non dipendono da noi, è un’attenzione al risparmio energetico».
Una leva «quanto mai utile», ragiona ancora Besseghini, «perché se il mercato vede delle flessioni nella domanda, introita subito questo tipo di segnale». Dipenderà anche da quanto rigido sarà questo inverno, come …
La bolletta del gas potrebbe aumentare in media fra il 9 e il 10 per cento nel 2025. È Stefano Besseghini a dare un ordine di grandezza ai rincari del metano, spinti da tensioni geopolitiche sempre all’ordine del giorno – Ucraina e Medio Oriente in testa – e dagli speculatori in agguato. Per questo, il presidente dell’Arera (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) fa appello direttamente ai consumatori: «L’unico strumento che abbiamo per compensare gli andamenti del prezzo, che non dipendono da noi, è un’attenzione al risparmio energetico».
Una leva «quanto mai utile», ragiona ancora Besseghini, «perché se il mercato vede delle flessioni nella domanda, introita subito questo tipo di segnale». Dipenderà anche da quanto rigido sarà questo inverno, come sanno bene economisti e autorità. Quindi dal consumo delle riserve di gas. E qui la buona notizia è che le scorte del Paese sono superiori a quelle dell’Europa. Almeno al momento.
L’Italia può contare su un tesoretto da oltre 153 terawattora (Twh) di gas naturale, quasi il 77 per cento del totale, mentre l’Ue sfiora quota 70 per cento, secondo i numeri aggiornati da Gas infrastructure europe, l’associazione che raccoglie i gestori delle reti nazionali nel Vecchio continente. Un anno fa le scorte erano all’84%, poco sopra l’83,24% del 5 gennaio 2023. Decisamente peggiore il dato registrato il 5 gennaio 2022, quando gli stoccaggi si fermarono al 53,04% e i tank di Putin non avevano ancora invaso l’Ucraina, mandando in fibrillazione il mercato e aprendo la porta all’inflazione.
A proposito di mercato, per ora l’andamento dei prezzi non sembra dare segnali di eccessivo nervosismo. Sulla piazza di Amsterdam, quella che detta il prezzo per l’Europa, il future sul metano con consegna a febbraio ha chiuso con un aumento dello 0,3 per cento a 47,4 euro al megawattora, sotto la soglia dei 50 euro che aveva fatto suonare un campanello d’allarme qualche giorno fa. Le quotazioni risentono della fine dell’accordo di transito del gas russo via Kiev, che garantiva ancora 15 miliardi di metri cubi ai paesi europei (5,6 dei quali all’Italia). Senza contare il guasto che ha messo ko il maxi-impianto di Gnl norvegese ad Hammerfest.