ROMA — Ancora un altro passo indietro dell’occupazione. Era già successo a maggio e settembre. Ricapita a novembre: 13 mila occupati in meno su ottobre. Ma il tasso di occupazione rimane stabile da agosto al record italiano del 62,4% (la media Ue è sopra il 75%). Mentre quello di disoccupazione scende al 5,7%, «ai minimi dal 2004, un dato storico», esulta la ministra del Lavoro Marina Calderone.
Eppure siamo ultimi in Europa per occupati e occupate, superati ormai da qualche mese pure dalla Grecia. E primi per inattivi, l’altra faccia del calo della disoccupazione: più di un terzo della popolazione in età di lavoro ormai non cerca neanche più un posto con una percentuale record salita al 33,7%.
Balza agli occhi poi la crisi dei giovani: il 19,2% è disoccupato tra gli under 24, quasi un quinto, percentuale salita di 1,4 punti in un solo mese. In un anno, in questa fascia d’età sono scomparsi 52 mila occupati e in 152 mila sono confluiti negli inattivi.
ROMA — Ancora un altro passo indietro dell’occupazione. Era già successo a maggio e settembre. Ricapita a novembre: 13 mila occupati in meno su ottobre. Ma il tasso di occupazione rimane stabile da agosto al record italiano del 62,4% (la media Ue è sopra il 75%). Mentre quello di disoccupazione scende al 5,7%, «ai minimi dal 2004, un dato storico», esulta la ministra del Lavoro Marina Calderone.
Eppure siamo ultimi in Europa per occupati e occupate, superati ormai da qualche mese pure dalla Grecia. E primi per inattivi, l’altra faccia del calo della disoccupazione: più di un terzo della popolazione in età di lavoro ormai non cerca neanche più un posto con una percentuale record salita al 33,7%.
Balza agli occhi poi la crisi dei giovani: il 19,2% è disoccupato tra gli under 24, quasi un quinto, percentuale salita di 1,4 punti in un solo mese. In un anno, in questa fascia d’età sono scomparsi 52 mila occupati e in 152 mila sono confluiti negli inattivi.
La bolla degli inattivi e degli over 50
Nell’anno «gli inattivi sono cresciuti a ritmo doppio rispetto agli occupati», osserva Francesco Seghezzi, presidente di Adapt. «La situazione occupazionale degli under 35 si conferma critica e i protagonisti del mercato del lavoro italiano continuano ad essere over 50». In effetti nell’anno tra novembre 2023 e novembre 2024, gli occupati proseguono la crescita partita nel secondo trimestre 2021. E sono 328 mila in più, a fronte però di 323 mila inattivi extra: in termini percentuali gli occupati crescono dell’1,4%, mentre gli inattivi del 2,6%.
Ma tutta la nuova occupazione ormai è spiegata solo dagli over 50 che risultano 370 mila in più. Nelle altre fasce di età gli occupati calano oppure aumentano di pochissimo: tra gli under 34 bruciati 57 mila occupati. Tra 35 e 49 anni solo un piccolo avanzamento di 15 mila. Mentre tra i 370 mila nuovi occupati over 50 – o meglio “trattenuti” al lavoro dalle strette pensionistiche – ce ne sono pure 47 mila che hanno più di 64 anni.
I record di un’Italia ultima in Ue
In generale, il quadro dell’occupazione resta buono. Mai così tanti occupati in Italia: poco più di 24 milioni, di cui 16,3 milioni a tempo indeterminato (in crescita), 2,7 milioni a termine (in diminuzione), 5,1 milioni di autonomi. E poi un milione e mezzo di disoccupati oltre a 12,6 milioni di inattivi che potrebbero lavorare e non lo fanno: la metà sono giovani under 34.
Tra gli inattivi anche molti lavoratori in cassa integrazione, contati come tali da Istat dopo tre mesi di cassa. Da soli non bastano però a spiegare un numero così alto di persone che non hanno un impiego, né lo cercano iscrivendosi nelle liste dei disoccupati.
Si sgretola dunque la narrazione del governo secondo la quale l’abolizione del Reddito di cittadinanza avrebbe favorito la ripresa dell’occupazione. Tra l’altro il sussidio non è scomparso, solo sostituito da altri due, con requisiti che lo stesso governo Meloni ha reso ora meno stringenti visto che la povertà assoluta in Italia segna nuovi picchi.
«Giustamente si festeggia il record del tasso di disoccupazione più basso di sempre, al 5,7%», dice Seghezzi. «Si tratta di un dato molto positivo. Ma il problema italiano è il tasso di occupazione più basso d’Europa. Le due cose stanno insieme grazie al più alto tasso di inattività in Ue, cresciuto di 0,7 punti nell’ultimo anno».