✕

Cina, l’export vola aspettando i dazi di Trump. Il surplus commerciale sfiora i 1000 miliardi

(afp)

Ascolta l'audio

L’avanzo degli scambi cresce del 21% in un anno. Ma alle porte ci sono le nuove restrizioni Usa
2 minuti di lettura

PECHINO - Un surplus commerciale di quasi mille miliardi di dollari. Un dato record, dovuto al boom delle esportazioni. Un ottimo risultato per Pechino, consapevole però che tra una settimana arriva Donald Trump alla Casa Bianca e altre tensioni commerciali con Washington sono dietro l’angolo con la minaccia di nuovi dazi, pronti a colpire l'export, il maggior punto di forza della Cina.

Nel 2024 il valore delle esportazioni è stato di 3,58 trilioni di dollari. Le importazioni sono state 2,59 trilioni di dollari. Un avanzo commerciale di 990 miliardi di dollari: un aumento del 21% rispetto all'anno precedente. “Aggiustato per l'inflazione, l'avanzo commerciale cinese dello scorso anno ha superato di gran lunga quello di qualsiasi altro Paese al mondo nell'ultimo secolo, persino quello di potenze esportatrici come la Germania, il Giappone o gli Stati Uniti. Le fabbriche cinesi stanno dominando l’industria manifatturiera globale su una scala che nessun Paese aveva mai sperimentato dagli…

PECHINO - Un surplus commerciale di quasi mille miliardi di dollari. Un dato record, dovuto al boom delle esportazioni. Un ottimo risultato per Pechino, consapevole però che tra una settimana arriva Donald Trump alla Casa Bianca e altre tensioni commerciali con Washington sono dietro l’angolo con la minaccia di nuovi dazi, pronti a colpire l'export, il maggior punto di forza della Cina.

Nel 2024 il valore delle esportazioni è stato di 3,58 trilioni di dollari. Le importazioni sono state 2,59 trilioni di dollari. Un avanzo commerciale di 990 miliardi di dollari: un aumento del 21% rispetto all'anno precedente. “Aggiustato per l'inflazione, l'avanzo commerciale cinese dello scorso anno ha superato di gran lunga quello di qualsiasi altro Paese al mondo nell'ultimo secolo, persino quello di potenze esportatrici come la Germania, il Giappone o gli Stati Uniti. Le fabbriche cinesi stanno dominando l’industria manifatturiera globale su una scala che nessun Paese aveva mai sperimentato dagli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale”, nota il New York Times.

Secondo i dati delle dogane cinesi, solamente nel mese di dicembre le esportazioni sono aumentate del 10,7% rispetto all'anno precedente, superando ampiamente le previsioni del 7,5% degli economisti. Per gli analisti, la vitalità delle esportazioni alla fine dell'anno è stata in parte dovuta alle aziende straniere che hanno accumulato scorte in previsione di un aumento dei dazi sotto Donald Trump. “Gli esportatori hanno probabilmente previsto una potenziale guerra commerciale nel 2025 e hanno accelerato le consegne per evitare tariffe più elevate”, dichiara Zhiwei Zhang, capo economista di Pinpoint Asset Management.

Le esportazioni sono storicamente uno dei principali motori dell’economia cinese, alle prese ancora con il perdurare della crisi immobiliare e della debolezza dei consumi interni. Una situazione che la rende vulnerabile, però, alle minacce di Trump che nei mesi scorsi ha promesso dazi fino al 60% per le merci Made in China che arrivano negli Stati Uniti. Nel 2024, il commercio estero Cina-Usa è cresciuto del 4,9% su base annua. “La Cina ha importato dagli Stati Uniti prodotti agricoli, energetici, farmaceutici e aerei, mentre ha esportato negli Stati Uniti abbigliamento, elettronica di consumo ed elettrodomestici”, ha dichiarato Wang Lingjun, vice capo dell'Amministrazione generale delle dogane.

Secondo gli economisti, dazi così alti potrebbero ridurre, nell'anno successivo alla loro imposizione, il Pil cinese tra lo 0,5% e il 2,5%. Per rafforzare l'economia in vista di queste turbolenze, da settembre Pechino ha annunciato una serie di misure per stimolare l'economia, tra cui una riduzione dei tassi d'interesse e un aumento del tetto del debito per le amministrazioni locali. Anche se a lungo termine, notano alcuni economisti, sarebbero necessarie misure di stimolo fiscale più dirette a sostegno dei consumi per mantenere l'economia cinese in crescita.

Venerdì saranno pubblicati proprio gli attesi dati sul Pil del quarto trimestre e dell'intero 2024. “La Cina è sulla buona strada” per centrare il target di crescita di circa il 5%, ha annunciato il governatore della Banca centrale Pan Gongsheng, “grazie alla serie di politiche incrementali introdotte da settembre che hanno notevolmente rafforzato la ripresa”.

Leggi i commenti