MILANO — Si chiama Sammontana Italia la holding del food che riunisce sotto un unico cappello marchi come Bindi, Forno d’Asolo, Tre Marie, Il pasticcere, la Donatella, Gelpat e lo storico marchio del gelato nato a Empoli nel 1948, che dà il nome al gruppo. La holding, controllata dalla famiglia Bagnoli (57% del capitale) e partecipata da Investindustrial e dal management (soci al 43%), conta di raddoppiare il fatturato, che a fine 2024 era a quota 900 milioni di euro, arrivando a sfiorare i due miliardi entro il 2028. E continuando a crescere sia per linee organiche sia attraverso nuove acquisizioni. “Abbiamo già allo studio diversi dossier nel segmento della pasticceria – spiega l’ad Alessandro Angelon – vorremmo perfezionare la prima acquisizione già entro quest’anno”.
MILANO — Si chiama Sammontana Italia la holding del food che riunisce sotto un unico cappello marchi come Bindi, Forno d’Asolo, Tre Marie, Il pasticcere, la Donatella, Gelpat e lo storico marchio del gelato nato a Empoli nel 1948, che dà il nome al gruppo. La holding, controllata dalla famiglia Bagnoli (57% del capitale) e partecipata da Investindustrial e dal management (soci al 43%), conta di raddoppiare il fatturato, che a fine 2024 era a quota 900 milioni di euro, arrivando a sfiorare i due miliardi entro il 2028. E continuando a crescere sia per linee organiche sia attraverso nuove acquisizioni. “Abbiamo già allo studio diversi dossier nel segmento della pasticceria – spiega l’ad Alessandro Angelon – vorremmo perfezionare la prima acquisizione già entro quest’anno”.
Crescita all’estero e grazie alle acquisizioni
L’idea del gruppo è portare brioche, dessert e gelato negli Stati Uniti, dove dovrebbero essere fatti investimenti nella produzione per meglio servire un mercato importante e in forte crescita. Un piano di espansione importante che verrà finanziato con mezzi propri, dopo il lancio con successo del bond da 800 milioni, sia con le dismissioni imposte dell’Antitrust per effetto del matrimonio tra Forno d’Asolo e Sammontana, tra cui la vendita della milanese Lizzi, il cui incasso stimato è di circa 80 milioni.
Cuore, testa, prodotti e investimenti italiani
“Siamo orgogliosamente un gruppo italiano, con testa e cuore basati qui, per questo abbiamo scelto come partner finanziario un private equity grande e importante come la Investindustrial di Andrea Bonomi – commenta Leonardo Bagnoli, terza generazione della famiglia e presidente di Sammontana Italia – In futuro non escludiamo neppure la possibilità di una quotazione in Borsa, ma ora l’obiettivo è quello di crescere e esportare nel mondo i sapori e la qualità dei nostri prodotti”.
A tendere, l’obiettivo di Sammontana è di realizzare circa il 30% del proprio fatturato all’estero, contro l’attuale 18%. E di farlo crescendo negli Usa, in Francia e nei Paesi di lingua tedesca. “Vedo un grande potenziale di crescita anche a livello organico sia in Italia, il nostro primo mercato, che all’estero – conclude Angelon – Insieme le due aziende possono realizzare importanti sinergie commerciali. Infine, anche in anni complessi come il 2023-2024 siamo cresciuti in un settore di consumi stabili, guadagnando quote di mercato e con una marginalità a doppia cifra, superiore del cinque-sei per cento rispetto ai nostri principali concorrenti”.