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Sull’IA Musk critica il presidente: “Il piano Stargate non ha coperture”

Elon Musk

 

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Smontato l’annuncio del rivale Altman che ribatte: “Pensi al bene degli Stati Uniti”
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NEW YORK — Già scricchiola, il rapporto tra Donald Trump e Elon Musk. O quanto meno l’ego del fondatore di Tesla, sommato ai suoi interessi personali, dimostra di essere più forte della lealtà dovuta all’amministrazione di cui ormai fa parte come capo del Doge, il dipartimento per l’efficienza incaricato di tagliare le spese statali, da cui ha già fatto cacciare il socio sgradito Ramaswamy.

Ieri Musk non ha resistito all’impulso di criticare l’investimento da 500 miliardi di dollari nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, annunciato il giorno prima in pompa magna dal nuovo capo della Casa Bianca, perché i protagonisti «non hanno i soldi».

Se il buongiorno si vede dal mattino, viene naturale chiedersi quanto rapidamente arriverà la notte.

Softbank, OpenA…

NEW YORK — Già scricchiola, il rapporto tra Donald Trump e Elon Musk. O quanto meno l’ego del fondatore di Tesla, sommato ai suoi interessi personali, dimostra di essere più forte della lealtà dovuta all’amministrazione di cui ormai fa parte come capo del Doge, il dipartimento per l’efficienza incaricato di tagliare le spese statali, da cui ha già fatto cacciare il socio sgradito Ramaswamy.

Ieri Musk non ha resistito all’impulso di criticare l’investimento da 500 miliardi di dollari nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, annunciato il giorno prima in pompa magna dal nuovo capo della Casa Bianca, perché i protagonisti «non hanno i soldi».

Se il buongiorno si vede dal mattino, viene naturale chiedersi quanto rapidamente arriverà la notte.

Softbank, OpenAI, Oracle

L’iniziativa “Stargate” mette insieme SoftBank del miliardario giapponese Masayoshi Son, OpenAI, Oracle e il gruppo di investimenti degli Emirati MGX, per racimolare 500 miliardi di dollari da spendere nella costruzione dei centri dati necessari allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Musk però ha bocciato l’operazione con due messaggi su X: «Non hanno i soldi. SoftBank ha meno di 10 miliardi garantiti. Lo so da fonti autorevoli». L’attacco non è diretto a Trump, ma a Sam Altman, che Elon aveva aiutato a fondare OpenAI, prima di litigarci e fargli causa per violazioni antitrust.

I siti in costruzione

Infatti Altman gli ha risposto invitandolo a visitare «i siti già in costruzione», ma soprattutto a comportarsi con responsabilità: «È una cosa fantastica per il Paese. Mi rendo conto che ciò che è fantastico per il Paese non sempre è ottimale per le tue aziende, ma nel tuo nuovo ruolo spero che darai priorità agli Stati Uniti».

Se il gruppo davvero non ha i soldi, Musk fa un favore al presidente mettendolo in guardia. Viene da chiedersi però fino a quando Trump sarà disposto ad accettare simili intromissioni.

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