Virkkunen: “Acceleriamo le indagini su X e TikTok, la Ue non è il Far West”
dal nostro inviato Filippo SantelliHenna Virkkunen
DAVOS — “Stiamo approfondendo e accelerando le indagini su X”, dice al World Economic Forum d la finlandese Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione europea con delega alla sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia, proprio quanto su questi temi si profila un durissimo scontro con gli Stati Uniti di Trump e Musk.
Molti sostengono che il potere di Big Tech, ora che le aziende sono così vicine al presidente, rappresenti una minaccia per la democrazia europea. Lo pensa anche lei?
“Le piattaforme online hanno un potere enorme nelle nostre società e nella nostra economia. Per fortuna l’Europa da un anno e mezzo ha strumenti potenti per difendersi come il Digital service act e il Digital markets act. Le regole devono valere per tutti, queste piattaforme non po…
DAVOS — “Stiamo approfondendo e accelerando le indagini su X”, dice al World Economic Forum d la finlandese Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione europea con delega alla sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia, proprio quanto su questi temi si profila un durissimo scontro con gli Stati Uniti di Trump e Musk.
Molti sostengono che il potere di Big Tech, ora che le aziende sono così vicine al presidente, rappresenti una minaccia per la democrazia europea. Lo pensa anche lei?
“Le piattaforme online hanno un potere enorme nelle nostre società e nella nostra economia. Per fortuna l’Europa da un anno e mezzo ha strumenti potenti per difendersi come il Digital service act e il Digital markets act. Le regole devono valere per tutti, queste piattaforme non possono avere le loro, come in un Far West. Certo, molto in queste normative è legato al fatto che le aziende si prendano le loro responsabilità, valutando e mitigando i rischi che pongono per le nostre democrazie, il benessere mentale dei cittadini, i minori. Molte hanno dei problemi nell’adeguarsi ed è per questo che abbiamo aperto delle indagini”.
Elon Musk twitta contro primi ministri, commissari, contro Bruxelles. Ha un’agenda politica che prova a dividere e indebolire l’Europa?
“Ognuno ha libertà di espressione: noi non regoliamo i contenuti, ma le piattaforme. In generale siamo preoccupati per l’integrità delle nostre elezioni, perché vediamo che siamo sotto attacco, ci sono interferenze da parte di attori statali e altri gruppi, e le piattaforme giocano un ruolo chiave. Per questo ora stiamo investigando anche sul sistema di raccomandazione, da cui dipende ciò che le persone vedono”.
La Commissione ha rallentato o messo in pausa queste indagini, come è stato scritto, per evitare di alzare subito il livello dello scontro con Trump?
“No. Io sto cercando di accelerarle, soprattutto su X e TikTok per quanto riguarda le elezioni, perché ci sono votazioni importanti in arrivo. Sono indagini ampie ma voglio che questa parte vengano concluse il prima possibile. Certo per farlo dobbiamo raccogliere elementi concreti”.
Trump ha detto che Mark Zuckerberg gli avrebbe chiesto di colpire l’Europa, se questa imporrà multe a Big Tech. Teme la pressione che arriverà dalla Casa Bianca su questa partita?
“Chi vuole fare business in Europa deve rispettare le sue regole, che sono le stesse per tutti, che si tratti di aziende europee, americane o cinesi. Faremo rispettare a pieno la nostra legislazione”.
Anche le aziende europee, digitali e non, chiedono meno regole. E ora stanno entrando in vigore quelle sull’IA. L’Europa sta soffocando l’innovazione?
“Concordo solo in parte con la critica delle imprese secondo cui c’è troppa regolazione. Le regole sono necessarie anche per dare certezza agli innovatori. Molti pensano che l’AI Act sia troppo pesante, che impedisca alle startup di sviluppare i loro modelli, ma non è vero: la maggior parte delle imprese saranno libere di farlo, solo i sistemi ad alto rischio dovranno rispettare certi standard. È vero però che abbiamo troppa burocrazia, in Europa e nei vari Paesi, che appesantisce le imprese e io voglio fare in modo che ogni regola sia applicata in modo amichevole verso l’innovazione. A volte le tante norme approvate negli ultimi anni si sovrappongono, possiamo consolidarle e semplificare i processi, tutta la Commissione è impegnata a tagliare del 20% la burocrazia”.
Non ci sono aziende europee alla frontiera dell’IA. Stiamo perdendo la corsa?
“Dobbiamo accelerare, ma abbiamo i nostri punti di forza. Abbiamo una ricerca di base di eccellenza, startup promettenti, una base industriale solida. Vogliamo investire pesantemente e il primo passo della Commissione è nei supercomputer, aprendo la capacità di calcolo alle startup perché possano addestrare i loro modelli di IA”.
È un progetto già lanciato della vecchia Commissione, quante risorse aggiungerete?
“Lo vedremo”.
Per tutto questo però ci vogliono degli ingredienti base, cioè energia e capitali, in cui l’Europa non riesce a competere: l’energia è cara, i capitali vanno altrove.
“Sull’energia io credo che la nostra forza sia essere impegnati per una crescita sostenibile. Quindi investire in risorse pulite e, ad esempio, in tecnologie che permettono di risparmiare sul consumo nei data center. La prossima settimana poi la Commissione presenterà la bussola per la competitività, che mostrerà tutto quello che vogliamo realizzare nei prossimi cinque anni”.