Censura e privacy, il Garante accende un faro sull’app cinese DeepSeek
di Filippo SantelliROMA — Fu il Garante della Privacy italiano il primo al mondo ad accendere un faro su ChatGpt, poche settimane dopo che l’IA parlante era stata lanciata. E il nostro Garante potrebbe essere anche il primo a puntare un faro su DeepSeek, la prima intelligenza artificiale cinese che esce dai confini nazionali e si guadagna un pubblico globale.
Il dossier è arrivato sul tavolo dell’Autorità e i punti su cui fare chiarezza - dalla protezione dei minori alla tutela della privacy - non sono diversi da quelli su cui nel marzo del 2023 furono chieste spiegazioni a OpenAI, portando l’azienda americana a chiudere per qualche settimana il servizio nel nostro Paese. Con l’ulteriore complicazione, e l’ulteriore rischio, legati al fatto che Hangzhou DeepSeek Artificial I…
ROMA — Fu il Garante della Privacy italiano il primo al mondo ad accendere un faro su ChatGpt, poche settimane dopo che l’IA parlante era stata lanciata. E il nostro Garante potrebbe essere anche il primo a puntare un faro su DeepSeek, la prima intelligenza artificiale cinese che esce dai confini nazionali e si guadagna un pubblico globale.
Il dossier è arrivato sul tavolo dell’Autorità e i punti su cui fare chiarezza - dalla protezione dei minori alla tutela della privacy - non sono diversi da quelli su cui nel marzo del 2023 furono chieste spiegazioni a OpenAI, portando l’azienda americana a chiudere per qualche settimana il servizio nel nostro Paese. Con l’ulteriore complicazione, e l’ulteriore rischio, legati al fatto che Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence “memorizza i dati in server sicuri” della Repubblica popolare, Paese non democratico.
A differenza di ChatGpt agli esordi, la pagina di accesso contiene una sezione in inglese sulla Privacy con questa e altre informazioni. Per esempio che DeepSeek, oltre ai dati personali inseriti in fase di iscrizione, memorizza anche ciò che diciamo dialogando con il bot, e può utilizzarlo per addestrare il modello. “A seconda di dove si vive”, si legge, l’utente ha il diritto di “limitarne l’uso” e nelle impostazioni c’è la possibilità di cancellare la cronologia delle chat. Il servizio “non è indirizzato” ai bambini sotto i 14 anni, e da 14 a 18 serve il consenso dei genitori, ma non ci sono filtri età all’ingresso.
Molti in rete hanno notato che DeepSeek rispetta i dettami della censura comunista. Quando le si domanda perché il presidente Xi è associato a Winnie the Pooh o cosa è successo in Piazza Tiananmen, il bot comincia a formulare la risposta, salvo poi interrompersi, dire che “questo va oltre il mio ambito attuale” e suggerire di “parlare d’altro”. Tra i rilievi del nostro Garante a ChatGpt ci furono anche le risposte false, le cosiddette allucinazioni, chissà se al suo clone cinese verrà chiesto conto delle risposte non date.