Economia

Il Garante per la Privacy blocca l’IA cinese DeepSeek

Il Garante per la Privacy blocca l’IA cinese DeepSeek

La risposta che la società ha inviato alle richieste di chiarimento dell’Autorità è stata giudicata “del tutto insufficiente”. Decisa l’azione d’urgenza. Si muove anche il Garante francese

1 minuti di lettura

Il Garante per la privacy blocca DeepSeek, l’intelligenza artificiale made in China. La disposizione d’urgenza, e con effetto immediato, che limita il trattamento dei dati personali degli italiani arriva due giorni dopo la richiesta di chiarimenti inviata dall’Autorità alla società cinese, la cui risposta – recapitata giovedì – è stata giudicata “del tutto insufficiente”: la società, spiega il Garante, si è limitata a dichiarare di non operare in Italia sostenendo quindi che a lei non sarebbe applicabile la legge europea. Il provvedimento è stato adottato “a tutela dei dati degli utenti italiani”. Già da mercoledì l’applicazione di DeepSeek non risultava più scaricabile dagli store digitali del nostro Paese, senza alcuna spiegazione ufficiale. La versione web però è sempre rimasta accessibile e mentre scriviamo queste righe lo è ancora.

Le dinamiche della vicenda ricordano molto da vicino quanto successo due anni fa con ChatGpt, che la nostra Autorità fu la prima al mondo a mettere nel mirino per il mancato rispetto delle norme sul trattamento dei dati personali e sulla protezione dei minori. Per tutta risposta OpenAI decise di chiudere il servizio nel nostro Paese, cosa che provocò una dura reazione della comunità degli innovatori. Qualche tempo dopo la società avrebbe accettato di introdurre una serie di correttivi e riacceso la sua IA. Come allora, la mossa del Garante italiano sembra aver attirato l’attenzione delle altre autorità europee: giovedì anche quella francese ha preannunciato analoghe richieste di informazoni sul trattamento dei dati indirizzate a DeepSeek.

Negli ultimi giorni i modelli di Intelligenza artificiale lanciati in modalità open source da DeepSeek hanno scosso il mondo tecnologico, per avere mostrato risultati paragonabili o perfino superiori a quelli americani a una frazione del costo. In una specifica sezione della sua homepage DeepSeek scrive che i dati personali degli utenti vengono salvati su server in Cina, che i contenuti delle chiacchierate con il bot possono essere usate per addestrare gli algoritmi e che il servizio non è indirizzato ai minori di 14 anni. Il Garante aveva chiesto maggiori dettagli, dando alla società venti giorni per rispondere. La risposta è arrivata, ma non ha convinto. L’Autorità ha anche aperto un’istruttoria.

I commenti dei lettori