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St, dopo il rosso arrivano i tagli: fino a 3mila posti a rischio

Jean-Marc Chery, ad Stmicroelectronics

Jean-Marc Chery, ad Stmicroelectronics

 
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Roma — A rischio circa tremila posti di lavoro per diminuire i costi e affrontare meglio la crisi. Una delle linee che StMicroelectronics sta esplorando per superare la crisi del settore dei microchip a livello globale, in particolare nell’industria e nell’auto, e le difficoltà della stessa società visti i conti 2024. È una delle mosse che il gruppo partecipato dal governo italiano e francese valuta per superare il momento no. L’idea, secondo quello che riporta l’agenzia Bloomberg, è di ridurre a breve la forza lavoro del gruppo italo-francese fino al 6% del totale. Da duemila a tremila addetti che dovrebbero uscire in modo soft, tra prepensionamenti e incentivi, spalmati tra i siti italiani e francesi.

Dopo il crollo di giovedì in Borsa - St ha lasciato sul terreno il 10,75% dopo i conti e le stime sotto le attese - il titolo ieri è rimbalzato e ha recuperato l’1% a 21,5 euro. Il 2024 rimane però uno degli anni peggiori degli ultimi decenni per la multinazionale. St ha chiuso il 2024 con ricavi per 13,27 miliardi di dollari, in calo del 23,2% rispetto al 2023, e un utile sceso del 63% a 1,56 miliardi. L’utile operativo è in calo del 63,7% a 1,68 miliardi, con un margine operativo che si è contratto dal 26,7% al 12,6%. Per quanto riguarda il quarto trimestre del 2024 i ricavi netti sono diminuiti del 22,4% a 3,32 miliardi, l’utile del 68,3% a 341 milioni mentre il margine operativo è sceso all’11,1%, dal 23,9% del 2023. Per il primo trimestre del 2025 l’attesa è di realizzare ricavi netti per 2,51 miliardi di dollari e un margine lordo al 33,8%, al di sotto delle previsioni degli analisti che stimavano ricavi per 2,73 miliardi e un margine del 36,1%.

Nessuna conferma da parte della società sui numeri legati ai piani di riorganizzazione, ma lo stesso ceo Jean-Marc Chery, proprio nel giorno della presentazione dei conti, ha detto che l’azienda è aperta a un confronto con i sindacati per operazioni di riduzione volontaria del numero di dipendenti. Una delle linee di intervento nell’ambito di un programma di riduzione dei costi che supera i 300 milioni di dollari complessivi. Il governo italiano, al 50% con quello francese, detiene una partecipazione del 27,5% nell’azienda, e sta cercando di ridurre al massimo l’impatto del piano a livello nazionale. Sebbene l’amministratore delegato di St abbia dato rassicurazioni sul mantenimento dei siti nazionali, in Italia non mancano timori rispetto all’impatto della riduzione degli organici.

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