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L’Ue studia nuove tasse su vino e bevande alcoliche. Le imprese insorgono: “Piove sul bagnato”

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Le accise restano per l'Unione uno strumento di prevenzione nella lotta al cancro. Bruxelles conferma: “Lavori in corso”. La Uiv attacca e fa appello a Stati membri e parlamentari europei
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ROMA – Tassare le bevande alcoliche, vino compreso, resta per l'Ue uno strumento strategico di prevenzione nella sua lotta al cancro, responsabile di almeno 1,3 milioni di morti nel Vecchio continente nel 2022. "Sono in corso i lavori di revisione della direttiva sulle aliquote minime di accisa da applicare alle bevande alcoliche", conferma la Commissione in un documento di lavoro che fa il punto sul Piano contro il cancro varato nel 2021.

Proprio nella roadmap tracciata cinque anni fa, Bruxelles aveva previsto la revisione della legislazione sulla tassazione degli alcolici e all'acquisto transfrontaliero di prodotti alcolici, la cui presentazione è infine slittata all'attuale legislatura e su cui l'esecutivo conferma i “lavori in corso” …

ROMA – Tassare le bevande alcoliche, vino compreso, resta per l'Ue uno strumento strategico di prevenzione nella sua lotta al cancro, responsabile di almeno 1,3 milioni di morti nel Vecchio continente nel 2022. "Sono in corso i lavori di revisione della direttiva sulle aliquote minime di accisa da applicare alle bevande alcoliche", conferma la Commissione in un documento di lavoro che fa il punto sul Piano contro il cancro varato nel 2021.

Proprio nella roadmap tracciata cinque anni fa, Bruxelles aveva previsto la revisione della legislazione sulla tassazione degli alcolici e all'acquisto transfrontaliero di prodotti alcolici, la cui presentazione è infine slittata all'attuale legislatura e su cui l'esecutivo conferma i “lavori in corso” senza fornire dettagli sui tempi.

Bruxelles ricorda che al momento "vino, le altre bevande fermentate e i prodotti intermedi sono tassati in base al volume, a differenza delle altre bevande alcoliche, che sono tassate in base al loro titolo alcolometrico". Ma il "mercato è in evoluzione" ed è necessaria "una valutazione approfondita" che, secondo Bruxelles, servirà ad avviare una discussione con gli Stati membri sui prossimi passi.

Le reazioni

“Piove sul bagnato nel settore del vino, e non solo Oltreoceano, con i paventati dazi, ma anche in Europa”. A lanciare l'allarme è l'Unione italiana vini (Uiv). “Questo nuovo testo – spiegano – Presenta alcuni aspetti addirittura peggiorativi rispetto a quello che nei mesi scorsi ha trovato opposizione politica. In particolare, la Commissione afferma di essere al lavoro per introdurre nuove misure più stringenti riguardanti la tassazione, anche per il vino, dei prodotti. Ed sono previste anche la limitazione delle vendite transfrontaliere, l'informazione ai consumatori attraverso l'introduzione avvertenze sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche e la regolamentazione della pubblicità degli alcolici”.

“Cambia la squadra – ha puntualizzato il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti – ma purtroppo il leit motiv della Commissione europea rimane lo stesso. Speravamo che il nuovo esecutivo incentrasse il suo lavoro su misure volte a rafforzare la competitività delle imprese, non a inasprire la tassazione e a creare nuove distorsioni nel mercato unico. La sensazione – ha aggiunto il presidente – è che nell'Ue la mano destra non sappia cosa faccia quella sinistra: è il caso degli health warning, riproposto nel documento quando lo stesso commissario alla salute Varhelyi, in audizione in parlamento europeo, aveva detto che non era una priorità per la nuova commissione”.

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Da qui l’appello di Castelletti: “Chiediamo agli Stati membri, e in particolare agli europarlamentari italiani, di bloccare in sede di Consiglio e parlamento Ue un documento redatto senza alcuna consultazione pubblica con gli stakeholder. Sarebbe – annota il numero uno della Uiv – un esordio shock della nuova legislatura per un settore che vale per il Vecchio continente oltre 100 miliardi di euro e milioni di posti di lavoro”.

Va infine ricordato, rimarca Castelletti, “che nel testo di revisione la Commissione afferma che oltre il 90% delle azioni del piano sono state avviate, con molte già completate. Attualmente, la direttiva sulle aliquote fiscali sugli alcolici stabilisce una quota minima di accisa pari a 0 euro per il vino e altre bevande fermentate, una delle proposte è di cambiare questo principio”.

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