Milano — Poste Italiane si schiera al fianco di Bpm e scrive una lettera a Bpm Vita dove si impegna ad aderire all’Opa su Anima promossa dall’istituto guidato da Giuseppe Castagna, a condizione che il “corrispettivo dell’offerta venga aumentato per adeguarlo all’andamento degli attuali prezzi di mercato” e che “l’offerta in tutte le sue condizioni, venga approvata dall’assemblea di Bpm”.
Ieri in un cda straordinario, il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha quindi deciso di schierarsi al fianco di Bpm, che a sua volta è oggetto di una Ops da parte di Unicredit. Ma si discute, anche se informalmente, dell’eventualità di un accordo strategico con Tim, che potrebbe passare dall’acquisto di una quota della partecipazione detenuta da Cdp (9,85%) nel gruppo guidato da P…
Milano — Poste Italiane si schiera al fianco di Bpm e scrive una lettera a Bpm Vita dove si impegna ad aderire all’Opa su Anima promossa dall’istituto guidato da Giuseppe Castagna, a condizione che il “corrispettivo dell’offerta venga aumentato per adeguarlo all’andamento degli attuali prezzi di mercato” e che “l’offerta in tutte le sue condizioni, venga approvata dall’assemblea di Bpm”.
Ieri in un cda straordinario, il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha quindi deciso di schierarsi al fianco di Bpm, che a sua volta è oggetto di una Ops da parte di Unicredit. Ma si discute, anche se informalmente, dell’eventualità di un accordo strategico con Tim, che potrebbe passare dall’acquisto di una quota della partecipazione detenuta da Cdp (9,85%) nel gruppo guidato da Pietro Labriola.
Poste, a differenza di Cdp, che insieme al Mef è il suo principale azionista, sarebbe un partner industriale e non finanziario, potrebbe sviluppare sinergie con Poste Mobile (contratto in scadenza, ora gestito da Vodafone-Fastweb), ma anche nuove sinergie con Tim Enterprise. Peraltro una simile mossa spingerebbe anche la strada di Cdp verso la creazione di una rete unica tra Open Fiber (60% controllata dalla cassa) e Fibercop (controllata da Kkr e partecipata al 20% dal Mef).
Si tratterebbe di un’operazione tra parti correlate, e quindi non immediata, i cui contorni devono ancora essere definiti.
Intanto Tim, che domani annuncerà i risultati del 2024, e a seguire giovedì presenterà il piano industriale, sale in Borsa (+1,5% ieri a 0,30 euro), su voci di un interesse di Iliad per l’ex monopolista tricolore della telefonia, e di Cvc per la quota del 23,75% del gruppo in mano a Vivendi (su cui, secondo indiscrezioni, c’è una differenza di prezzo). Dal punto di vista industriale, gli analisti tifano per una combinazione tra Tim e Iliad, con cui si creerebbero le maggiori sinergie (Intermonte stima 800 milioni rispetto ai 125 milioni con Poste). Tuttavia resta da capire se anche nella partita delle tlc, come è stato in quella delle rete, il Mef deciderà di scendere in campo prendendo una posizione netta.
Intanto gli analisti si aspettano che Tim chiuda il bilancio 2024, il primo senza la rete, con 14,4 miliardi di ricavi, 3,67 miliardi di margine operativo lordo al netto dei leasing finanziari e debiti per 7,3 miliardi. Se i numeri attesi venissero confermati, Labriola avrebbe centrato gli obiettivi, mancando di poco solo quello tra debiti e mol, che sarebbe raggiunto solo tenendo conto della vendita di Inwit.