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Rottamazione cartelle, Giorgetti apre a Salvini: “Sostenibile con le dovute cautele”

Il titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti (a sinistra), e il vicepremier Matteo Salvini 

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Il ministro dell’Economia accoglie la proposta del leader della Lega alla riunione del Consiglio federale, ma avverte: attenti ai conti. Sul tavolo una dilazione in 120 rate mensili
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ROMA – La nuova rottamazione delle cartelle fiscali è “sostenibile”. Avanti sì, ma con “le dovute cautele”. Ecco la bollinatura del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, alla pace fiscale di Matteo Salvini. Quando il leader del Carroccio finisce di presentare il piano al Consiglio federale del partito, la prima linea dei leghisti cerca lo sguardo del titolare del Tesoro. È lui che deve dire se le casse dello Stato possono sostenere l’impegno. È il suo il via libera che manca per accelerare sul dossier. Arriva, seppure accompagnato dall’invito a non stravolgere i conti, secondo quanto riferiscono alcuni dei partecipanti alla riunione convocata d’urgenza negli uffici del gruppo a Montecitorio.

"Non smentisco”, dice Giorgetti quando i giornalisti gli chiedono se è d…

ROMA – La nuova rottamazione delle cartelle fiscali è “sostenibile”. Avanti sì, ma con “le dovute cautele”. Ecco la bollinatura del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, alla pace fiscale di Matteo Salvini. Quando il leader del Carroccio finisce di presentare il piano al Consiglio federale del partito, la prima linea dei leghisti cerca lo sguardo del titolare del Tesoro. È lui che deve dire se le casse dello Stato possono sostenere l’impegno. È il suo il via libera che manca per accelerare sul dossier. Arriva, seppure accompagnato dall’invito a non stravolgere i conti, secondo quanto riferiscono alcuni dei partecipanti alla riunione convocata d’urgenza negli uffici del gruppo a Montecitorio.

"Non smentisco”, dice Giorgetti quando i giornalisti gli chiedono se è d’accordo con la rottamazione rivendicata dal leader del suo partito. È la prima volta il ministro parla della rottamazione dopo giorni in cui gli esponenti di punta del Carroccio si sono detti sicuri del suo sì. Per ultimo il presidente della commissione Attività produttive della Camera, Alberto Gusmeroli, che anticipa le conclusioni del conclave leghista. “La proposta – annuncia – è stata vista e va avanti: 120 rate mensili. E il ministro Giorgetti ha detto che la sostiene e che la stanno studiando (con il resto del governo, ndr) e che è possibile portarla avanti".

Passano pochi minuti e tocca a una nota della Lega ribadire il concetto. “Giancarlo Giorgetti – si legge in un passaggio – ha confermato che al Mef sono già al lavoro per trovare una soluzione tecnica”. Il cantiere è ufficialmente aperto. Pubblicamente perché, come anticipato da Repubblica, il lavoro congiunto tra il ministro e il Ragioniere di Stato, Dario Perrotta, è in corso da giorni.

Il sì di Giorgetti rafforza la proposta di Salvini. Serve al segretario del Carroccio per respingere i dubbi di Fratelli d’Italia sulle coperture. Timori ribaditi anche stamattina dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, in quota FdI. Il problema – ha sottolineato – “sono le risorse, prima vanno trovate”. “E di questo – ha aggiunto Leo – se ne occupa Giancarlo Giorgetti insieme alla Ragioneria generale dello Stato”.

Ora il nodo sono appunto le risorse che servono per tenere in piedi la rottamazione quinquies. Lo schema leghista include tutti i carichi affidati alla riscossione fino al 31 dicembre 2023: i pagamenti potranno essere effettuati in 120 rate mensili per tutti, tutte con lo stesso importo. Esclusi aggio, interessi, sanzioni e acconti. Si decade dalla definizione agevolata solo dopo l’ottava rata non pagata. Le stime del Dipartimento delle Finanze del Mef parlano di un costo pari a 5,2 miliardi per il 2025, ma l’ultima parola spetta alla Ragioneria. Ai tecnici il compito di studiare una soluzione sostenibile in base all’indicazione data da Giorgetti: trovare il metodo per andare incontro a chi non ha potuto pagare per necessità e non per scelta. Ecco la diga a tutela dei conti pubblici. Rottamare sì, ma con cautela.

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