Milano — Si chiude con oltre 5,6 miliardi di euro di ordini la prima giornata di collocamento del Btp Più, il nuovo titolo di Stato dedicato ai piccoli risparmiatori. Un risultato di cui il Tesoro può essere soddisfatto, perché l’emissione partita ieri ha registrato il secondo miglior debutto della famiglia del Btp Valore. Solo i titoli lanciati lo scorso marzo erano andati meglio, con una domanda il primo giorno di oltre 6,4 miliardi; ma a differenza del nuovo bond offrivano un premio fedeltà dello 0,7% e rendimenti più elevati.
Il Btp Più, dedicato solamente alla clientela retail, ha una durata di otto anni e pagherà cedole trimestrali sulla base di un meccanismo “step up” in due fasi: per il primo quadriennio il rendimento minimo garantito è pari al 2,8% e per il secondo al 3,6%. Alla fine del quarto anno, chi lo sottoscrive durante il collocamento avrà diritto a chiedere il rimborso anticipato, e alla pari, di parte o dell’intero investimento.
Nel dettaglio, ieri sono stati raccolti ordini per 5,604 miliardi di sottoscrizioni a fronte di poco più di 160 mila contratti. L’emissione terminerà questo venerdì alle ore 13, a meno che un’impennata di richieste non spinga il Tesoro a decidere per una chiusura anticipata.
Venerdì scorso, il Mef ha annunciato i rendimenti minimi garantiti dai titoli, mentre quelli definitivi – che potranno essere confermati o rivisti al rialzo in base alle condizioni di mercato del giorno di chiusura dell’emissione – verranno fissati al termine del collocamento. Al momento, la media del tasso cedolare sull’intera durata è pari al 3,2%, di poco inferiore al 3,342% che paga un Btp tradizionale a otto anni sul mercato secondario. Non solo: sulla curva dei rendimenti, il tasso per un titolo di Stato italiano a quattro anni è minore rispetto a quello del Btp Più nella prima fase, 2,693% contro 2,8%. Questo significa che, al momento, il nuovo titolo risulta conveniente anche per chi pensa di ritirare il capitale nel 2029.
Concretamente, la decisione di uscita anticipata potrà essere comunicata nella finestra temporale prevista dal Mef tra il 29 gennaio e il 16 febbraio 2029. Un’opzione che potrà essere sfruttata, oltre che da chi avrà necessità di incassare la somma, anche in caso di calo della quotazione rispetto al prezzo di emissione fissato a 100. È la nuova formula introdotta dal Tesoro in alternativa al tradizionale premio di fedeltà previsto per chi comprava i titoli destinati al retail in fase di emissione e li manteneva in portafoglio fino a scadenza. Per il momento, il mercato sembra apprezzarla.