Il rilancio della Lega sulla rottamazione, via al disegno di legge
di Giuseppe ColomboRoma - Due segnali in quindici minuti. In Parlamento, per alzare il livello del pressing sugli alleati. Togliere alibi e dettare la linea: ecco il piano di Matteo Salvini per rilanciare la rottamazione delle cartelle fiscali in dieci anni.
Avviene tutto durante la seduta mattutina della commissione Finanze del Senato. Tocca al presidente leghista, Massimo Garavaglia, tradurre la strategia in qualcosa che dia il senso dell’avanzamento. Il rischio è che la pace fiscale resti ingarbugliata tra l’ennesimo post sui social e i gazebo da allestire nelle piazze l’8 e 9 marzo.
Le due mosse, dunque. Legate tra di loro, affiorano quando Garavaglia spiega che la proposta di indagine conoscitiva sulla gestione del magazzino fiscale è "necessaria” anche per “l’imminente assegnazione” alla commissione del disegno di legge sulla rottamazione, a prima firma del capogruppo del Carroccio a Palazzo Madama, Massimiliano Romeo.
Roma - Due segnali in quindici minuti. In Parlamento, per alzare il livello del pressing sugli alleati. Togliere alibi e dettare la linea: ecco il piano di Matteo Salvini per rilanciare la rottamazione delle cartelle fiscali in dieci anni.
Avviene tutto durante la seduta mattutina della commissione Finanze del Senato. Tocca al presidente leghista, Massimo Garavaglia, tradurre la strategia in qualcosa che dia il senso dell’avanzamento. Il rischio è che la pace fiscale resti ingarbugliata tra l’ennesimo post sui social e i gazebo da allestire nelle piazze l’8 e 9 marzo.
Le due mosse, dunque. Legate tra di loro, affiorano quando Garavaglia spiega che la proposta di indagine conoscitiva sulla gestione del magazzino fiscale è "necessaria” anche per “l’imminente assegnazione” alla commissione del disegno di legge sulla rottamazione, a prima firma del capogruppo del Carroccio a Palazzo Madama, Massimiliano Romeo.
Fare luce sui 1.275 miliardi di crediti fiscali non riscossi è una volontà che appartiene anche al viceministro dell’Economia in quota FdI, Maurizio Leo. Ma la sua visione è opposta a quella di Salvini. Mentre il Carroccio vuole utilizzare l’indagine per dimostrare che la rottamazione è fondamentale per svuotare il magazzino e liberare i contribuenti dal fardello delle cartelle, "l’operazione verità” di Leo, come l’ha definita, punta a capire “quanti carichi possono essere abbandonati, quanti gestiti in modo differente e quanti possono dare corso a rottamazioni”. Non tutto, quindi, potrà finire nel calderone della rottamazione.
I leghisti fanno leva sull’indagine conoscitiva per evitare che il lavoro di Leo faccia da tappo alla pace fiscale. La sfida è anche sui tempi. “Leo ha istituito una commissione che finirà quando finirà, noi in commissione faremo tutto nel giro di un mesetto”, dice Garavaglia a Repubblica. Il Carroccio può contare sulla condivisione di tutte le forze politiche, dalle opposizioni a FdI: la proposta passa all’unanimità.
Poi tocca alla seconda mossa: l’incardinamento, tra martedì e mercoledì, del disegno di legge sulla rottamazione in 120 rate. Via i debiti affidati alla riscossione tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 senza pagare acconti, aggio, interessi e sanzioni. È a questa accelerazione che si riferiscono "i primi passi istituzionali” indicati dalla Lega nella nota diffusa al termine della riunione dei vertici del partito. Non a caso. Poche ore prima, Salvini parla di rottamazione con Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti. Un breve passaggio a margine del Consiglio dei ministri: la premier non avrebbe gradito la fuga solitaria del suo vice, ma non per questo si sarebbe detta contraria alla pace fiscale. Prima, però, vuole verificarne la sostenibilità.
La parola decisiva spetta alla Ragioneria: il lavoro dei tecnici è in corso, ma serve ancora tempo per trarre le conclusioni. “Chiunque si opponga alla rottamazione non fa il bene del Paese”, dice Salvini intercettato fuori da Palazzo Chigi. Un altro segnale agli alleati. Dentro il governo non tira aria di pace fiscale.
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