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Fisco, riapre la rottamazione quater per chi non è in regola con le rate: domande entro il 30 aprile

(ansa)

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I debiti fiscali potranno essere saldati in un’unica soluzione, entro il 31 luglio, o fino a un numero massimo di dieci rate consecutive, con importi tutti uguali. Interessi al 2% annuo a decorrere dal primo novembre 2023. Ecco come funziona
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ROMA – Tutto pronto per la riapertura della rottamazione quater delle cartelle fiscali. È la pubblicazione del decreto Milleproroghe sulla Gazzetta ufficiale del 24 febbraio a dare il via al meccanismo di riammissione dei contribuenti che non risultano in regola con i versamenti delle rate in scadenza fino al 31 dicembre 2024.

Entro venti giorni, ma i tempi potrebbero essere più brevi, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione farà partire la campagna di adesione: i contribuenti che vorranno essere riammessi alla definizione agevolata dei debiti dovranno compilare un modulo online entro il 30 aprile.

Chi può essere riammesso

Il Milleproroghe dà la possibilità di rientrare nella rottamazione quater ai contribuenti che, al 31 dicembre 2024, sono decaduti per…

ROMA – Tutto pronto per la riapertura della rottamazione quater delle cartelle fiscali. È la pubblicazione del decreto Milleproroghe sulla Gazzetta ufficiale del 24 febbraio a dare il via al meccanismo di riammissione dei contribuenti che non risultano in regola con i versamenti delle rate in scadenza fino al 31 dicembre 2024.

Entro venti giorni, ma i tempi potrebbero essere più brevi, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione farà partire la campagna di adesione: i contribuenti che vorranno essere riammessi alla definizione agevolata dei debiti dovranno compilare un modulo online entro il 30 aprile.

Chi può essere riammesso

Il Milleproroghe dà la possibilità di rientrare nella rottamazione quater ai contribuenti che, al 31 dicembre 2024, sono decaduti perché non hanno pagato oppure l’hanno fatto in ritardo.

Rientrano, quindi, solo i debiti, già oggetto di un piano di pagamento, per i quali non sono state state versate una o più rate del piano agevolato. L’opzione è riservata anche a chi ha pagato almeno una rata in ritardo rispetto al termine previsto, cioè dopo i 5 giorni di tolleranza, o ha versato al Fisco un importo inferiore rispetto a quello dovuto.

La domanda

Il contribuente dovrà compilare la domanda online per la riammissione che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione pubblicherà sul proprio sito Internet. La scadenza per l’adesione alla riapertura della rottamazione quater è il 30 aprile.

Nella domanda il contribuente dovrà indicare, oltre ai debiti per i quali ricorrono le condizioni della riammissione, anche le modalità con le quali effettuerà il pagamento di quanto dovuto.

L’iter

Una volta accertato il rispetto dei requisiti, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione invierà ai richiedenti una comunicazione con l’ammontare complessivo delle somme dovute, nonché quello delle singole rate e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna. La comunicazione arriverà entro il 30 giugno. Alle somme da corrispondere si aggiungeranno gli interessi (tasso del 2% annuo a decorrere dal primo novembre 2023).

I pagamenti

I debiti potranno essere saldati in un’unica soluzione, entro il 31 luglio, o fino a un numero massimo di dieci rate consecutive, con importi tutti uguali. La prima scadenza è il 31 luglio, mentre la seconda è fissata per il 30 novembre. Poi i pagamenti seguiranno questo calendario: 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre degli anni 2026 e 2027.

La rata di febbraio

Non cambia nulla per la rata in scadenza il 28 febbraio (il termine effettivo è posticipato al 5 marzo considerando i cinque giorni di tolleranza previsti dalla legge). “Per i debiti per i quali i relativi piani di pagamento risultano in regola con i versamenti delle rate in scadenza fino al 31 dicembre 2024, si dovrà invece proseguire con il piano di pagamento già in corso e pertanto, versare la prossima rata in scadenza il 28 febbraio (5 marzo considerando i cinque giorni di tolleranza previsti dalla legge) e proseguire i successivi versamenti secondo le scadenze previste dal piano già in loro possesso, al fine di mantenere i benefici della definizione agevolata”, informa l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

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