Economia

Dazi Usa, dai pomodori alle auto arrivano i rincari: le risposte di Cina e Canada, l’attesa dell’Ue

Dazi Usa, dai pomodori alle auto arrivano i rincari: le risposte di Cina e Canada, l’attesa dell’Ue
Da martedì sono in vigore le tariffe sulle merci importate negli Stati Uniti da Pechino e dai “vicini” a Nord e a Sud. Ecco quanto pesano sulle merci
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La guerra commerciale che Donald Trump aveva annunciato nei mesi scorsi a colpi di dazi sta entrando ora nel vivo. Dalla mezzanotte di martedì è in vigore lo scudo alle merci importate negli Stati Uniti da Canada, Messico e Cina, contro la quale erano state già imposte tariffe del 10% a febbraio. L’Unione Europea si aspetta nuove imposte sui prodotti del settore auto, acciaio e alluminio, anche se starebbe trattando con Washington una proroga, in attesa di trovare una soluzione con il partner oltre Oceano. Chi per ora pare esente dalla scure tariffaria è il Regno Unito, il quale però non sfugge ai dazi imposti dal presidente Usa su alcuni tipi di merci, senza distinzione tra Paesi esportatori.

CANADA. Colpiti pelati e legumi
con l’incognita su gas e petrolio

Scaduti i termini senza trovare un accordo, da martedì sono scattati i dazi contro il Canada del 25% sui beni importati e del 10% sulle risorse energetiche. Gli Usa comprano da Ottawa pomodori, legumi, greggio, ma anche carne di maiale, energia elettrica e alluminio non lavorato. Il premier Trudeau ha definito la scelta di Trump «stupida» e ha annunciato una contro tariffa del 25% su 107 miliardi di dollari di beni scambiati: su 21 miliardi con effetto immediato, e sui restanti entro i prossimi 21 giorni.

MESSICO. Non solo veicoli: prezzi in aumento
anche per frutta e verdura

Anche i beni importati dal Messico vengono ora tassati del 25%. Una pessima notizia per i produttori di auto, che hanno delocalizzato oltre il confine, con un aumento stimato dei prezzi delle vetture di 2-3mila euro in media. L’impatto si sentirà anche tra gli scaffali, poiché dal Messico arrivano frutta e verdura. La presidente Sheinbaum ha annunciato che giovedì avrà un colloquio telefonico con Trump e, se le tariffe rimarranno in vigore, prenderà delle contromisure.

CINA. La contromossa su pollo e grano
e la lista nera per le aziende Usa

Dopo un primo scudo commerciale del 10% introdotto a inizio febbraio, è stato imposto un ulteriore 10% sulle merci importate dalla Cina negli Usa. Pechino risponde con una tassa del 15% su pollo, grano, mais e cotone statunitensi, e del 10% su sorgo, soia, maiale, manzo, frutti di mare, frutta, verdura e latticini. Decine di aziende avranno poi restrizioni sulla importazione di beni che potrebbero avere utilizzo militare e sugli investimenti in Cina.

UNIONE EUROPEA. Nel mirino acciaio e alluminio
le misure attese ad aprile

Trump ha dichiarato una guerra commerciale anche ai Paesi europei. Ad aprile dovrebbero arrivare le nuove tariffe, almeno del 20%, nel mirino auto, acciaio e alluminio. Il Vecchio Continente si prepara a reagire, lo ha esplicitato il presidente francese Macron. «Non dobbiamo in alcun modo dimostrarci deboli di fronte a queste misure, dobbiamo difenderci». La Commissione Ue aspetterà il concretizzarsi delle misure di Washington prima di mettere in campo una risposta proporzionale.

REGNO UNITO. Niente scudo contro Londra
regge la relazione speciale

Il Regno Unito potrebbe essere esonerato dalla scure di nuovi dazi sui beni esportati Oltreoceano. Dopo l’incontro con il premier Keir Starmer, Trump ha rimarcato le differenze tra i britannici e il blocco europeo continentale. Per ora sembra tenere la relazione speciale anglo-americana, anche in virtù del saldo della bilancia commerciale tra i due Paesi favorevole agli Usa. Londra non è comunque esente dalla politica trumpiana dei dazi reciproci né da quelli imposti sulle merci, senza distinzioni tra Paesi.

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