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Dazi, rinvio di un mese sulle auto ma resta la tensione con il Canada

Negozianti di Toronto boicottano le bottiglie di alcol made in Usa

 (reuters)

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Washington ascolta la richiesta dei produttori e concede la sospensione delle tariffe. Senza risultato la telefonata tra la Casa Bianca e Trudeau. Il Messico: guarderemo altrove
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WASHINGTON – Donald Trump è passato dalla guerra commerciale a Canada e Messico alla guerriglia commerciale. Tariffe al 25% ma non su tutti i prodotti, per non innescare un meccanismo che rischia di mettere in ginocchio centinaia di aziende. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato che sospenderà per un mese i dazi sulle importazioni di auto dai due Paesi confinanti. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha letto una dichiarazione di Trump in cui dice di aver parlato con le tre più grandi compagnie automobilistiche nazionali: General Motors, Ford Motor e Stellantis (controllata da Exor, proprietaria del gruppo che edita Repubblica).

La reazione di Wall Street è stata negativa martedì, al momento dell’annuncio delle tariffe, mentre ieri ha prima mostrato segnali di ripresa con le notizie sul possibile allentamento, poi ha festeggiato la tregua sull’auto. Il Dow Jones è salito dell’1,4%, sulla stessa linea lo Standard&Poors 500.

WASHINGTON – Donald Trump è passato dalla guerra commerciale a Canada e Messico alla guerriglia commerciale. Tariffe al 25% ma non su tutti i prodotti, per non innescare un meccanismo che rischia di mettere in ginocchio centinaia di aziende. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato che sospenderà per un mese i dazi sulle importazioni di auto dai due Paesi confinanti. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha letto una dichiarazione di Trump in cui dice di aver parlato con le tre più grandi compagnie automobilistiche nazionali: General Motors, Ford Motor e Stellantis (controllata da Exor, proprietaria del gruppo che edita Repubblica).

La reazione di Wall Street è stata negativa martedì, al momento dell’annuncio delle tariffe, mentre ieri ha prima mostrato segnali di ripresa con le notizie sul possibile allentamento, poi ha festeggiato la tregua sull’auto. Il Dow Jones è salito dell’1,4%, sulla stessa linea lo Standard&Poors 500.

I dazi entreranno comunque in vigore dal 2 aprile. Nel frattempo, ha spiegato Leavitt, Trump si aspetta che le compagnie, tutte quelle che aderivano all’accordo di libero scambio del Nord America, si spostino negli Usa. Gli analisti hanno spiegato che un impianto non si può costruire in due mesi, ma intanto Trump ha voluto lanciare il messaggio: il tempo viene congelato, ma presto tornerà a scorrere. In fretta. Il rischio di un’impennata dei prezzi è concreto. Sui social è rimbalzato il video di Fox News in cui un concessionario di auto spiegava come un cliente avesse stracciato il contratto dopo aver scoperto che un camion da 80mila dollari ne sarebbe costati 100mila a causa dei dazi.

Intanto, la telefonata fra Trump e il premier canadese dimissionario Justin Trudeau non sembra aver rasserenato i rapporti. «Molte persone – ha scritto il tycoon su Truth – sono morte per il Fentanyl che entra dal Messico e dal Canada, e niente mi convince che sia stato fermato». Lui, ha aggiunto riferendosi a Trudeau, ha detto che le «cose sono migliorate». «Non abbastanza», secondo Trump.

In realtà i dati governativi mostrano che solo poche quantità di questo oppioide entrano negli States dal Canada. Alla telefonata tra i due leader, durata 50 minuti, hanno assistito il vicepresidente J. D. Vance e il segretario al Commercio Howard Lutnick. I colloqui, a livello ministeriale, sono continuati per tutta la giornata. A ieri sera, Trudeau non era parso intenzionato a togliere i suoi contro-dazi. Trump ha imposto il 25% sui prodotti da Messico e Canada. La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha annunciato che se le tariffe di Trump resteranno, annuncerà entro domenica dazi verso i prodotti di Washington: «Puntiamo a raggiungere collaborazioni con altri Paesi».

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