ROMA – I dati sull’occupazione «ci premiano, anche se c’è molto da fare». La ministra del Lavoro Marina Calderone non nasconde «soddisfazione» per il nuovo reato di femminicidio istituito dal governo alla vigilia dell’8 marzo. «Il reddito è libertà e sono orgogliosa di aver contribuito ad aiutare 3.516 donne vittime di violenza e le loro famiglie. Dal primo gennaio 2024 ricevono l’Assegno di inclusione, il contributo per l’affitto e l’assegno unico per i loro figli. Aiuti compatibili con il reddito di libertà che abbiamo potenziato».
Ministra, solo poco più della metà delle donne italiane lavora. Una percentuale record, ma distante 13 punti dalla media Ue e dalla Francia, 20 punti dalla Germania, 18 punti dagli uomini. Cosa non funziona?
«Abbiamo ereditato un gap importante, che stiamo colmando: i dati ci stanno premiando, ma chiaramente c’è ancora tanto lavoro da fare, specie al Sud. Il ritardo di ben venti punti della partecipazione al lavoro delle donne del Mezzogiorno rispetto …
ROMA – I dati sull’occupazione «ci premiano, anche se c’è molto da fare». La ministra del Lavoro Marina Calderone non nasconde «soddisfazione» per il nuovo reato di femminicidio istituito dal governo alla vigilia dell’8 marzo. «Il reddito è libertà e sono orgogliosa di aver contribuito ad aiutare 3.516 donne vittime di violenza e le loro famiglie. Dal primo gennaio 2024 ricevono l’Assegno di inclusione, il contributo per l’affitto e l’assegno unico per i loro figli. Aiuti compatibili con il reddito di libertà che abbiamo potenziato».
Ministra, solo poco più della metà delle donne italiane lavora. Una percentuale record, ma distante 13 punti dalla media Ue e dalla Francia, 20 punti dalla Germania, 18 punti dagli uomini. Cosa non funziona?
«Abbiamo ereditato un gap importante, che stiamo colmando: i dati ci stanno premiando, ma chiaramente c’è ancora tanto lavoro da fare, specie al Sud. Il ritardo di ben venti punti della partecipazione al lavoro delle donne del Mezzogiorno rispetto al resto d’Italia rappresenta un fenomeno grave che dobbiamo affrontare attraverso una strategia complessiva, anche se, dal 2019, si contano nel Mezzogiorno 146mila occupate in più. Solo nell’ultimo anno sono state 90mila in più le donne al lavoro al Sud».
Oltre il 70% delle nuove occupate è over 50. Possiamo considerare la stretta pensionistica del governo Meloni una politica attiva del lavoro?
«Ci sono oggi nuove tendenze nel mondo del lavoro, le competenze sono sempre più richieste dalle aziende e l’esperienza è un valore aggiunto. Le politiche di invecchiamento attivo sono un grande tema del futuro e il calo demografico renderà sempre più difficile l’auspicabile turn over».
A proposito di pensioni, è stata una buona idea irrigidire Opzione donna? Il tavolo pensioni sarà riavviato con un occhio alle donne?
«Al momento non è previsto alcun tavolo sulla riforma delle pensioni. Ma anche senza un preciso calendario di convocazioni, su questi temi la disponibilità al confronto e al dialogo con le parti sociali c’è sempre».
Anche a parità di condizioni, le retribuzioni delle donne sono inferiori a quelle degli uomini. Il gender pay gap si può colmare?
«La stratificazione culturale ha una forza tale che servirà tempo per superarla. La differenza salariale uomo-donna è una questione europea e occidentale che dobbiamo affrontare con sensibilizzazione, incentivi e controlli. È quello che stiamo facendo e i dati ci premiano: nel 2024, l’occupazione femminile ha corso più di quella maschile. E ha avuto un incremento netto lo scorso anno di 227 mila lavoratrici su 413 mila nuovi occupati».
Pensa che i bonus per le assunzioni aiutino le giovani donne? Come evitare che vadano a finanziare il part-time involontario?
«Questi bonus sono applicabili solo ai contratti a tempo indeterminato e già questo è una garanzia per le donne e i giovani. Ricordiamo che l’incentivo è concesso anche in caso di assunzioni di donne occupate nelle professioni o settori ad elevato gender gap. Si tratta di un aiuto alle donne nei settori con più disparità, penso al mondo Stem».
Le donne inattive sono 7,8 milioni: Come aiutare le scoraggiate ad emanciparsi?
«La piattaforma Siisl (Sistema informativo sociale e lavorativo) è una prima risposta. Sfruttando l’intelligenza artificiale, è già in grado di evidenziare per ciascun utente occasioni di lavoro o di formazione affini al curriculum e alle aspettative individuali. Attraverso l’iscrizione alla piattaforma, l’utente può aderire a proposte di lavoro oppure visualizzare quali competenze deve acquisire per allineare il proprio profilo alle offerte disponibili. È una grande opportunità per le troppe donne inattive».
L’Italia ha il record di Neet, giovani che non studiano, non si formano, non lavorano. Tra questi molte ragazze. Come sta andando il programma Gol del Pnrr?
«Abbiamo appena pubblicato i dati: la componente femminile rappresenta più della maggioranza dei presi in carico, superando il 55%. Con la nuova riorganizzazione la percentuale passa dal 48,2% del terzo trimestre 2022 al 71,8% del quarto trimestre 2024. Un cambio di passo importante».
È ripartito il reddito di libertà, istituito durante la pandemia, Bastano 10 milioni all’anno?
«È uno strumento utile e l’aumento della dotazione è un segnale importante che il governo Meloni ha voluto dare alle donne. Mi preme però ricordare che per le donne vittime di violenza c’è in aggiunta anche l’Assegno di inclusione. Da ministro del lavoro donna, ci ho tenuto a inserire questa fattispecie nella legge istitutiva di Adi e Sfl ed è attiva dall’inizio del 2024. Aiutare le vittime di violenze a raggiungere l’indipendenza economica è un’arma in più per le donne. Oserei dire decisiva».