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Fenice, aumento di capitale da 6,4 milioni al voto di Ferragni e degli altri soci

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La ricapitalizzazione è necessaria dopo le perdite di 6,9 milioni del 2023 che hanno portato a un "rosso" cumulato di 10,2 milioni al 30 novembre scorso
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MILANO – Una perdita di 6,9 milioni nel 2023 che ha contribuito a generare un "rosso" cumulato da 10,2 milioni al 30 novembre scorso. Anche a causa di questi numeri domani, lunedì 10 marzo, Fenice, società partecipata e sino all'anno scorso guidata da Chiara Ferragni, sarà chiamata a varare un aumento di capitale, come anticipato da Repubblica il 7 febbraio scorso. A quel che risulta, agli azionisti verrà domandato di coprire le perdite e ricostituire il capitale per un totale di 6,4 milioni.

L’assemblea degli azionisti

A esprimersi sull'operazione, e sui numeri di bilancio del 2023 oltre che sui conti al 30 novembre scorso, saranno quindi i soci riuniti in assemblea, sia ordinaria sia straordinaria: oltre all'influencer e imprenditrice, già sanzi…

MILANO – Una perdita di 6,9 milioni nel 2023 che ha contribuito a generare un "rosso" cumulato da 10,2 milioni al 30 novembre scorso. Anche a causa di questi numeri domani, lunedì 10 marzo, Fenice, società partecipata e sino all'anno scorso guidata da Chiara Ferragni, sarà chiamata a varare un aumento di capitale, come anticipato da Repubblica il 7 febbraio scorso. A quel che risulta, agli azionisti verrà domandato di coprire le perdite e ricostituire il capitale per un totale di 6,4 milioni.

L’assemblea degli azionisti

A esprimersi sull'operazione, e sui numeri di bilancio del 2023 oltre che sui conti al 30 novembre scorso, saranno quindi i soci riuniti in assemblea, sia ordinaria sia straordinaria: oltre all'influencer e imprenditrice, già sanzionata dell'Antitrust per la pratica commerciale del pandoro Balocco, ci sono anche il primo azionista Paolo Barletta tramite la holding Alchimia e Pasquale Morgese. Quest'ultimo, in rapporti tesi con Ferragni già da prima del "Pandoro gate", potrebbe non votare o dirsi contrario ad almeno uno dei punti all'ordine del giorno dell'assemblea e potrebbe persino decidere di impugnare il bilancio.

Nel quadro delle tensioni tra gli azionisti, esacerbate dallo scandalo del Pandoro per il quale alla fine del 2023 era stata sanzionata anche la stessa Fenice, lo scorso novembre era stato nominato il "risanatore" Claudio Calabi come amministratore unico della società che gestisce i marchi di moda dell'imprenditrice. Lo stesso Calabi, già nel bilancio del 2023, ha inserito tutta una serie di accantonamenti collegati a possibili contenziosi che hanno spinto in area negativa, a quanto risulta per 6,9 milioni, l'ultima riga di conto economico di Fenice. In calo anche i ricavi, ulteriormente scesi poi nel 2024. La perdita realizzata poi da gennaio a novembre dello scorso anno è di 3,3 milioni, per un “rosso” cumulato tra il 2023 e i primi 11 mesi del 2024 pari a 10,2 milioni.

Mettere i conti in sicurezza

L'obiettivo di breve termine è quello di mettere in sicurezza i conti con l'aumento di capitale da 6,4 milioni, che potrebbe prevedere anche un piccolo paracadute nel caso in cui qualche socio dovesse decidere di non aprire il portafogli. Più in generale, l'idea è quella di rimodulare Fenice su scala ridotta, visto che lo scandalo del Pandoro ha inferto al business della società un colpo difficilmente recuperabile.

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