Dazi Usa, ennesima giravolta di Trump: stangata sul Canada, poi ci ripensa
di Massimo FerraroROMA – Per Donald Trump, un’ennesima giravolta sui dazi. Prima il presidente degli Stati Uniti raddoppia il prelievo statunitense su acciaio e alluminio canadese portandolo al 50%.
La mossa di Trump è una reazione al proposito del Canada – in particolare dell’Ontario – di imporre una sovrattassa sulla sua elettricità venduta a 1,5 milioni di case statunitensi.
Ma quando poi i canadesi sospendono la sovrattassa elettrica, ecco gli Usa fare dietrofront, a loro volta: nella serata italiana stop al raddoppio dei dazi americani su acciaio e alluminio canadesi (che restano al 25% come per gli altri Paesi).
Il suo social
Una giornata di annunci e contro annunci, ancora una volta, scandisce le relazioni reciproche tra Canada e Stati Uniti, nella più ampia gue…
ROMA – Per Donald Trump, un’ennesima giravolta sui dazi. Prima il presidente degli Stati Uniti raddoppia il prelievo statunitense su acciaio e alluminio canadese portandolo al 50%.
La mossa di Trump è una reazione al proposito del Canada – in particolare dell’Ontario – di imporre una sovrattassa sulla sua elettricità venduta a 1,5 milioni di case statunitensi.
Ma quando poi i canadesi sospendono la sovrattassa elettrica, ecco gli Usa fare dietrofront, a loro volta: nella serata italiana stop al raddoppio dei dazi americani su acciaio e alluminio canadesi (che restano al 25% come per gli altri Paesi).
Il suo social
Una giornata di annunci e contro annunci, ancora una volta, scandisce le relazioni reciproche tra Canada e Stati Uniti, nella più ampia guerra commerciale che la Casa Bianca ha dichiarato ai suoi partner storici.
Come ormai abitudine, Donald Trump annuncia sul suo social Truth le novità sulle due materie prima canadesi, colpendo nuovamente i mercati.
La nostra, spiega il presidente Usa, è una risposta alla decisione della provincia dell’Ontario di aumentare i dazi del 25% sull’energia elettrica venduta agli Stati Uniti.
Poi il premier della Provincia canadese (l’Ontario) ottiene un incontro con il segretario del Commercio Usa e annuncia la sospensione della misura. E così anche il presidente Usa ritira la sua decisione.
Il latte
Il raddoppio al 50% dei dazi su alluminio e acciaio sarebbe entrato in vigore domani mattina, il 12 marzo, come risposta anche alla “tariffa anti-americana che porta dal 250% al 390% il prelievo su vari prodotti lattiero-caseari statunitensi, da tempo considerato scandaloso”.
Ma la strategia di Trump, oltre che ondivaga, sembra politicamente perdente perché Liberali e Conservatori canadesi – malgrado sia un anno elettorale – marciano uniti contro la politica commerciale degli Usa.
“Se i dazi saliranno al 50% come promesso, dovremo reagire”, dice all’agenzia stampa Afp un’alta fonte governativa canadese. Mentre il successore di Trudeau alla guida del Liberal Party, Mark Carney, promette una risposta “dal massimo impatto”.
Il premier designato
Il premier designato, che nel suo discorso d’investitura ha già attaccato frontalmente Trump e le sue politiche, assicura che, se eletto, “manterrà i dazi doganali finché gli americani non ci mostreranno rispetto e non prenderanno impegni credibili per un commercio libero ed equo”.
Ecco il leader del Consertvative Party, Pierre Poilievre."Siamo una Nazione forte, orgogliosa e sovrana e combatteremo contro questi attacchi alla nostra economia e ai nostri lavoratori”. Questi dazi “non possono assolutamente essere giustificati. Sono ancora un altro tradimento da parte del presidente della lunga amicizia tra il nostro Paese e gli Stati Uniti”.
Il Messico
Quello di oggi non è il primo dietrofront degli Usa. Dopo aver annunciato lo scudo su diverse merci in arrivo dal Canada e dal Messico, Trump aveva poi deciso una prima marcia indietro, sospendendo le barriere sull’import fino al 2 aprile.
Una data che ora diventerà cruciale anche per l’automotive. "Se il Canada non abbandonerà anche altre tariffe eclatanti e di lunga data" contro gli Usa "il 2 aprile aumenterò sostanzialmente i dazi sulle auto in arrivo negli Stati Uniti”, avverte Trump, “Il che, in sostanza, farà chiudere definitivamente l'attività di produzione automobilistica in Canada. Quelle auto possono essere facilmente prodotte negli Stati Uniti".
La provincia canadese dell’Ontario è in prima fila nel fronte di chi si oppone ai dazi, e alle minacce, dell’ingombrante vicino. Il premier Doug Ford ha sostenuto l’imposizione di contro-tariffe su migliaia di bottiglie di importazione, whisky, bourbon e liquori americani.
All’Ontario – la provincia più popolosa del Canada e quella con la maggiore produzione industriale – si sono unite, tra le altre, Quebec, Manitoba e British Columbia.
Cinquantunesimo Stato
In questo quadro confuso e contraddittorio, Trump torna a chiedere che il Canada diventi il cinquantunesimo Stato degli Usa.
Una soluzione, questa l’idea del presidente Usa, che consentirebbe l’abolizione di ”tutte le tariffe”.
Trump fa anche un passaggio sulle spese militari che gli Stati Uniti starebbero affrontando a tutto vantaggio del vicino. Una carta conosciuta bene dagli alleati della Nato e dall’Ucraina.
“Il Canada paga pochissimo per la sicurezza nazionale” perché “si affida agli Stati Uniti per la protezione militare, stiamo sovvenzionando il Canada per oltre 200 miliardi di dollari all’anno”.
La reazione delle Borse
Dopo giorni di pesanti perdite in Borsa, a Wall Street come in Europa, le nuove imposizioni annunciate da Trump contro il Canada hanno immediate ripercussioni sui mercati. La prima reazione è negativa, con gli indici Dow Jones, S&P e Nasdaq che accentuano le perdite.
Lo stesso accade al di qua dell’Atlantico, con lo Stoxx 600, l'indice azionario che raccoglie 600 delle principali capitalizzazioni di mercato europee, che registra un calo dell'1,6%.
Piazza Affari lascia l’1,38% e Madrid cede l'1,5%, Francoforte (-1,2%), Parigi (-1,1%), Londra (-1%). Sul fronte valutario l'euro prosegue forte a 1,0911 sul dollaro, a livelli di novembre 2024.