Ecobonus addio: nel 2025 no agli incentivi per l’acquisto di auto. Urso: “Inefficaci”
di Diego LonghinROMA – Incentivi auto addio. La stagione degli Ecobonus in Italia è finita. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, lo rimarca aprendo il tavolo dell’auto per analizzare la situazione dopo che la Commissione Ue ha prodotto un piano d’azione. Documento che fa tirare il fiato alle case produttrici, che hanno tre anni di tempo per raggiungere i target di emissioni di CO2 con le nuove immatricolazioni evitando 16 miliardi di multe, ma lascia molti dubbi rispetto a misure e fondi messi a disposizione da Bruxelles per un settore in grande difficoltà.
A gennaio, secondo i dati Anfia, l’associazione che rappresenta l’indotto, in Italia sono state prodotte circa 10.800 auto con un calo del 63,4% sullo stesso periodo del 2024. Un calo vertiginoso che si inserisce nel …
ROMA – Incentivi auto addio. La stagione degli Ecobonus in Italia è finita. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, lo rimarca aprendo il tavolo dell’auto per analizzare la situazione dopo che la Commissione Ue ha prodotto un piano d’azione. Documento che fa tirare il fiato alle case produttrici, che hanno tre anni di tempo per raggiungere i target di emissioni di CO2 con le nuove immatricolazioni evitando 16 miliardi di multe, ma lascia molti dubbi rispetto a misure e fondi messi a disposizione da Bruxelles per un settore in grande difficoltà.
A gennaio, secondo i dati Anfia, l’associazione che rappresenta l’indotto, in Italia sono state prodotte circa 10.800 auto con un calo del 63,4% sullo stesso periodo del 2024. Un calo vertiginoso che si inserisce nel solco più generale della crisi industriale: si è arrivati al ventiquattresimo mese consecutivo di flessione negativa della produzione per l’Istat. E l’auto, con un -40% nei dodici mesi, è il comparto più in crisi.
“La nostra priorità è il sostegno alla componentistica, su cui grava anche la crisi produttiva delle case automobilistiche tedesche. Per questo, interveniamo a supporto della filiera”, dice Urso. 2,5 i miliardi a disposizione fino al 2027, dei quali 1,6 miliardi solo per l’anno in corso, “tra accordi per l’innovazione, contratti e mini-contratti di sviluppo e credito d’imposta sulla ricerca e sviluppo”, ha aggiunto Urso. L’idea è che la meccanica orientata verso le quattro ruote e la mobilità si possa riconvertire verso altri comparti “ad alto potenziale di crescita, come la difesa, l’aerospazio, la blue economy e la cybersicurezza”. La Fiom rimanda al mittente «la transizione dal green al militare» e sottolinea la mancanza di fondi. Un elemento rimarcato anche dalla Fim-Cisl sia a livello Ue sia nazionale.
Gli unici incentivi per l’acquisto, 100 milioni, sono previsti per i veicoli commerciali. Fronte su cui Stellantis e Iveco hanno annunciato una collaborazione decennale per la realizzazione di due nuovi mezzi elettrici a marchio Iveco prodotti negli stabilimenti Stellantis di Atessa, Gliwice, in Polonia, e Hordain, in Francia.
“L’Ecobonus è stato inefficace su scala nazionale - sostiene il ministro - abbiamo chiesto all’Europa di realizzare un piano di incentivi e questa indicazione si sta facendo strada a Bruxelles». Il ministro sostiene che il piano d’azione della Ue «non è sufficiente, non basta”. E proseguirà la battaglia del governo a Bruxelles per far cambiare rotta sul Green Deal. Cosa manca? La neutralità tecnologica, con l’introduzione alternative all’elettrico come i biocarburanti e l’idrogeno, la revisione del calcolo delle emissioni di CO2 e la nascita di un fondo per aiutare settore e lavoratori. Soddisfazione per gli investimenti di Stellantis, gruppo che ha come primo azionista Exor che controlla anche Repubblica. “Con il Piano Italia, Stellantis ha intrapreso un significativo cambio di rotta. Ora bisogna accelerare gli investimenti”, dice Urso. Ha ricordato i numeri del piano: “2 miliardi di investimenti e 6 di acquisti nella fornitura italiana”.