ROMA – La scalata di Unicredit alla banca tedesca Commerzbank fa un altro passo in avanti ma bisognerà aspettare il 2026 per vedere se effettivamente sfocerà in un’acquisizione vera e propria. Stamattina Unicredit ha infatti ricevuto l'autorizzazione della Bce ad acquisire una partecipazione diretta in Commerzbank fino al 29,9%, come era previsto da alcuni giorni. Ma perché l’istituto guidato da Andrea Orcel possa effettivamente convertire in azioni il 18,5% circa che detiene in strumenti derivati bisognerà aspettare altri quattro mesi circa, finché non arriverà il via libera anche dell’antitrust tedesco. La conclusione positiva dell’iter, prosegue la nota dell’istituto bancario, “è necessaria prima che la quota di circa il 18,5% detenuta tramite strumenti derivati possa essere convertita in azioni". La banca milanese è infatti tuttora in attesa della conclusione delle valutazioni dell’Autorità federale tedesca e solo dopo potrà effettivamente detenere azioni Commerzbank fino al 29,9% del capitale.
Rimane la cautela di Unicredit. Da un lato l’approvazione della Bce "evidenzia la solidità finanziaria e l'ottemperanza regolamentare" della banca italiana, ma "vi sono ancora diversi fattori che determineranno qualsiasi sviluppo successivo e la relativa tempistica". Non a caso da piazza Gae Aulenti a Milano si sapere che la decisione di un investimento oltre quello attuale in Commerz “non è probabile” nel 2025 e che “il focus resta sulla realizzazione del piano strategico” in corso.
Ma soprattutto, oltre allla realizzazione del piano strategico, Unicredit è impegnata nell’acquisizione del Banco Bpm sul quale lo scorso 26 novembre ha lanciato un’Ops (offerta pubblica di scambio). E anche in questo caso la banca è nella fase autorizzativa, nel senso che l’operazione deve ancora essere approvata dalla Bce, dall’antitrust, dalla Consob e dal governo attraverso i poteri speciali del golden power. Dalle prime tre autorità il via libera appare abbastanza scontato, vista la dotazione patrimoniale di Unicredit, solo l’antitrust potrà individuare una serie di filiali che devono essere vendute per rispettare le regole di concorrenza territoriali. Lo scoglio più arduo si annuncia essere quello del golden power avendo il governo già manifestato contrarietà all’operazione e potrebbe imporre delle prescrizioni non particolarmente gradite alla banca di Orcel.
Il prossimo 27 marzo, inoltre, si svolgerà l’assemblea di Unicredit che deve approvare in sede straordinaria l’aumento di capitale al servizio dell’offerta lanciata, e presumibilmente anche il quantitativo in contanti che potrebbe essere utilizzato per un eventuale rilancio. Da qui in poi, forse, si riuscirà a capire se Orcel ha intenzione di affondare il colpo su Banco Bpm per poi ripresentarsi, con le spalle più larghe, a fine anno in Germania per trattare con il nuovo governo tedesco la formazione di un gruppo del credito paneuropeo.